Scopri la magia della prima eclissi solare del 2026, visibile dall’Antartide

Scopri la magia della prima eclissi solare del 2026, visibile dall'Antartide

Scopri la magia della prima eclissi solare del 2026, visibile dall'Antartide

Giada Liguori

Febbraio 17, 2026

Roma, 17 febbraio 2026 – Oggi, alle 13:12 ora italiana, il cielo sopra l’Antartide si accenderà con la prima eclissi di Sole del 2026. Un evento che, per la sua posizione e natura, sarà praticamente riservato agli scienziati delle basi polari. Parliamo di un’eclissi anulare, un fenomeno raro in cui la Luna, trovandosi nel punto più lontano dalla Terra, non riesce a coprire del tutto il Sole, lasciando vedere un sottile “anello di fuoco”.

Eclissi visibile solo dall’Antartide: un privilegio per pochi

Il momento clou durerà circa due minuti. Solo chi si trova nelle basi scientifiche dell’Antartide, come la stazione italo-francese Concordia, potrà ammirare l’eclissi nella sua forma completa. In altre zone, come le parti più a sud del Sud America e dell’Africa, o in alcune aree degli oceani Pacifico, Atlantico e Indiano, si vedrà solo un’oscurità parziale. In Italia, invece, nulla da fare: l’eclissi non sarà visibile, come confermato dagli esperti.

Alla stazione Concordia si raccolgono dati preziosi

A oltre 3.200 metri sull’altopiano antartico, i ricercatori della stazione Concordia sono pronti a cogliere l’occasione. “Useremo un radiometro per misurare l’intensità della radiazione elettromagnetica”, spiega Gerardo Capobianco dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Torino. Questo strumento è fondamentale per capire come cambia la luce del Sole durante l’eclissi. “Dispositivi simili si trovano anche sui satelliti meteorologici che osservano la Terra”, aggiunge Capobianco.

Già pronti per la prossima eclissi totale

Gli scienziati guardano già al futuro: la prossima eclissi solare totale è prevista per il 12 agosto 2026. Ma per l’Europa non sarà un’occasione da non perdere. “Dal punto di vista scientifico non sarà molto utile”, ammette Capobianco. “In Italia non si vedrà perché il Sole tramonterà prima, e anche in Islanda e Spagna le condizioni meteo rendono difficile l’osservazione”.

Perché si forma un’eclissi anulare

Le eclissi solari nascono da un gioco di dimensioni e distanze: la Luna è circa 400 volte più piccola del Sole, ma si trova anche 400 volte più vicina alla Terra. Questo fa sì che appaiano quasi uguali nel cielo. Quando la Luna è al suo punto più lontano, l’apogeo, sembra un po’ più piccola e non riesce a coprire completamente il Sole, lasciando vedere un sottile bordo luminoso.

Un evento raro, ma fondamentale per la scienza

Per chi lavora nelle basi antartiche, questa eclissi è un’occasione preziosa. Strumenti pronti, procedure ben studiate. “Siamo qui anche per questo”, confida uno dei tecnici della base Concordia, raggiunto via radio poco dopo le 9 di mattina italiane. “Ogni dato raccolto ci aiuta a capire meglio come funziona la nostra stella”. Fuori dai laboratori, però, il freddo resta il vero protagonista: temperature sotto i -40 gradi e un vento costante rendono ogni operazione una vera sfida.

Astrofili in attesa, ma niente dirette streaming

Anche se in Italia non si potrà vedere, gli appassionati seguono con interesse le notizie dalle basi polari. Sui social e nei forum si moltiplicano le domande: “Ci saranno dirette streaming?”. Al momento, dall’INAF fanno sapere che non sono previste trasmissioni in tempo reale, ma i dati raccolti saranno resi pubblici nei prossimi giorni.

In attesa della prossima eclissi visibile all’emisfero nord, resta il fatto che questi eventi, anche se lontani, offrono spunti preziosi per la ricerca e mantengono viva la curiosità di chi alza gli occhi al cielo.