Trump ricorda Jesse Jackson: un amore autentico per la gente

Trump ricorda Jesse Jackson: un amore autentico per la gente

Trump ricorda Jesse Jackson: un amore autentico per la gente

Matteo Rigamonti

Febbraio 17, 2026

New York, 17 febbraio 2026 – Donald Trump ha voluto salutare il reverendo Jesse Jackson, morto ieri a Chicago a 84 anni, con un messaggio pubblicato domenica sera su Truth Social. L’ex presidente ha scelto parole semplici ma cariche di significato, che hanno subito catturato l’attenzione dei media americani e internazionali.

Trump e Jackson: un legame oltre la politica

Lo conoscevo bene, molto prima di diventare presidente. Era un brav’uomo, con tanta personalità, grinta e un’intelligenza pratica. Amava stare con la gente, era davvero socievole!”, ha scritto Trump poco dopo le 21, ora di New York. Un ricordo che va oltre la formalità, quasi a voler sottolineare un rapporto personale, nato negli anni Ottanta e Novanta, quando entrambi frequentavano gli stessi ambienti della Grande Mela.

Il messaggio arriva in un momento delicato per la politica americana, segnata da tensioni razziali e da una campagna elettorale già infuocata. Eppure, per qualche istante, Trump ha messo da parte le polemiche per rendere omaggio a una figura storica del movimento per i diritti civili.

Le parole di Trump: “È stato un piacere lavorare con Jesse”

Nel suo post, Trump ha voluto anche rispondere indirettamente alle accuse che spesso lo dipingono come razzista. “Nonostante io venga falsamente e continuamente chiamato razzista dai mascalzoni e dai pazzi della sinistra radicale, è sempre stato un piacere lavorare con Jesse”, ha scritto senza giri di parole.

La dichiarazione ha acceso reazioni contrastanti. Da un lato, alcuni esponenti del Partito Repubblicano hanno apprezzato il gesto di rispetto verso Jackson; dall’altro, molti attivisti democratici hanno ricordato come le parole di Trump non cancellino le tensioni degli ultimi anni. “Non basta un post per cambiare la storia”, ha commentato in serata la deputata Alexandria Ocasio-Cortez.

Jesse Jackson: un protagonista dei diritti civili

Jesse Jackson, nato a Greenville nel 1941, è stato una figura chiave nella lotta per i diritti civili negli Stati Uniti. Collaboratore di Martin Luther King negli anni Sessanta, fondatore della Rainbow Coalition e candidato alle primarie democratiche nel 1984 e 1988, ha lasciato un segno profondo nella politica americana. Negli ultimi anni aveva ridotto le apparizioni pubbliche per motivi di salute, ma non aveva mai smesso di parlare di uguaglianza e giustizia sociale.

La sua morte ha suscitato cordoglio in tutto il Paese. Dal presidente Joe Biden – che l’ha definito “un gigante morale” – ai leader delle principali associazioni afroamericane, sono arrivati molti messaggi di ricordo e vicinanza alla famiglia.

Trump e la comunità afroamericana: un rapporto complicato

Il post su Truth Social riapre il dibattito sul rapporto di Trump con la comunità afroamericana. Durante la sua presidenza, l’ex tycoon è stato spesso criticato per posizioni considerate divisive. Però, in passato, non sono mancati momenti di collaborazione con figure storiche del movimento nero, tra cui lo stesso Jackson.

Secondo alcuni esperti, il messaggio di ieri sera è un tentativo di recuperare consensi in vista delle prossime elezioni. “Trump prova a mostrare un volto più aperto al dialogo”, ha detto il politologo David Axelrod alla CNN. “Ma resta da vedere se basterà a convincere gli elettori afroamericani”.

Reazioni dagli Stati Uniti: tra rispetto e scetticismo

Nelle ore seguenti al post, i principali network americani hanno rilanciato le parole di Trump. Sui social si sono susseguiti commenti di apprezzamento ma anche critiche dure. C’è chi ha ricordato le foto d’archivio che mostrano Trump e Jackson insieme a eventi pubblici negli anni Ottanta; altri hanno sottolineato come le differenze politiche restino profonde.

Solo nel silenzio della notte newyorkese, il ricordo del reverendo Jackson si è mescolato alle polemiche politiche. Ma per qualche ora – almeno sui social – il rispetto per una figura come Jesse Jackson ha prevalso sulle divisioni.