Donne virtuose nella gestione del cibo: l’Unc svela i segreti contro lo spreco alimentare

Donne virtuose nella gestione del cibo: l'Unc svela i segreti contro lo spreco alimentare

Donne virtuose nella gestione del cibo: l'Unc svela i segreti contro lo spreco alimentare

Matteo Rigamonti

Febbraio 18, 2026

Milano, 18 febbraio 2026 – Sono le donne italiane a guidare la battaglia contro lo spreco alimentare, emerge chiaramente dalla nuova ricerca dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, presentata ieri al Refettorio Ambrosiano di Milano, durante l’evento finale del progetto europeo “Scrap the food waste”. L’indagine, condotta su 390 cittadini, mostra come evitare gli sprechi non sia solo una questione di buone intenzioni, ma dipenda anche da fattori sociali, culturali e digitali.

Donne e zone rurali: i più attenti contro lo spreco

I dati raccolti dall’Università di Pollenzo, presentati durante l’incontro “Il cibo che non vediamo: numeri, storie e scelte dietro allo spreco alimentare”, raccontano una realtà complessa. Le donne, chi vive nelle aree rurali e chi segue una dieta flexitariana o vegetariana si dimostrano i più attenti nella gestione degli avanzi e nella prevenzione degli sprechi a casa. “Abbiamo messo a punto un Indice di prevenzione dello spreco alimentare (Fwpi) per capire quali comportamenti funzionano davvero”, ha spiegato Luisa Torri, prorettrice dell’ateneo piemontese. “Il dato di genere è chiaro: le donne sono più attente e consapevoli”.

Il digitale: un’arma contro lo spreco

Un altro aspetto che spicca è il peso delle piattaforme digitali. Chi usa in modo consapevole social media e app dedicate tende a buttare meno cibo. La Generazione Z, in particolare, si distingue per l’impegno attivo nel cercare informazioni su alimentazione e sostenibilità. “I giovani si informano di più online, condividono buone pratiche e provano soluzioni nuove”, ha spiegato uno dei ricercatori. Ma l’interesse cala con l’età, un segnale chiaro che serve investire ancora di più in educazione alimentare e competenze digitali.

Refettorio Ambrosiano: l’esempio concreto dell’economia circolare

La scelta di questa sede non è stata casuale. Il Refettorio Ambrosiano, nato nel 2015 da un’idea dello chef Massimo Bottura insieme a Davide Rampello e Caritas Ambrosiana, è un modello concreto di economia circolare legata al cibo. Qui ogni giorno si recuperano le eccedenze alimentari per trasformarle in pasti di qualità per chi ha bisogno. In dieci anni sono stati distribuiti oltre 220.000 pasti. “Questo posto rappresenta perfettamente lo spirito del progetto”, ha ricordato uno degli organizzatori, indicando le cucine dove volontari e chef lavorano fianco a fianco.

Laboratori e partecipazione attiva

Durante la mattinata non sono mancati momenti di coinvolgimento diretto. La cuoca Irene Bernacchi ha guidato laboratori pratici su come trasformare la frutta scartata in gelato, in collaborazione con l’associazione Recup, attiva nei mercati di Milano e Roma per recuperare frutta e verdura invenduta. “Lavoriamo sulle imperfezioni, sulle eccedenze che spesso finiscono nella spazzatura”, ha raccontato Bernacchi, mentre mostrava come riutilizzare gli avanzi con creatività.

Numeri e risultati del progetto

Il cuore di “Scrap the food waste” è stata la community digitale su AWorld, attiva da marzo a dicembre 2025. In nove mesi sono state coinvolte 612 persone in un percorso educativo ben strutturato: 2.607 ore di formazione completate, una media di oltre 4 ore a partecipante; 68.811 contenuti letti; quasi 300mila quiz svolti per mettere alla prova le conoscenze. Ben 475 persone hanno calcolato la propria carbon footprint, con una media di 7,3 tonnellate di CO₂ – un dato ancora lontano dall’obiettivo di 2 tonnellate fissato dall’Accordo di Parigi.

Cosa interessa davvero agli italiani

Dai dati emerge che gli argomenti più seguiti riguardano aspetti pratici: capire le date di scadenza, conservare bene il cibo, riutilizzare gli avanzi. Nessun incentivo materiale per mantenere alta la partecipazione: la community ha retto solo grazie alla qualità dei contenuti e alla motivazione personale dei partecipanti.

Educare per cambiare: la sfida non si ferma

“Il progetto ha dimostrato che con gli strumenti digitali giusti e informazioni corrette si può aumentare la consapevolezza delle persone”, ha commentato Luisa Torri. “Investire nell’educazione alimentare è fondamentale per aiutare le famiglie a ridurre lo spreco in casa”. La mattinata si è chiusa con un pranzo preparato dai volontari del Refettorio, usando solo eccedenze e scarti: un gesto concreto che dà valore a quel cibo invisibile che troppo spesso finisce dimenticato.