Roma, 18 febbraio 2026 – Una rete invisibile di onde elettromagnetiche avvolge Encelado, la sesta luna più grande di Saturno, estendendosi per oltre 504mila chilometri dal suo ghiacciato corpo. La scoperta, pubblicata oggi sul Journal of Geophysical Research: Space Physics dal team del Laboratorio francese di fisica dei plasmi (Lpp), apre nuovi scenari sulle interazioni tra pianeti giganti e le loro lune, con importanti ricadute per le future missioni spaziali.
Onde che arrivano più lontano del previsto
Analizzando i dati della missione Cassini-Huygens — frutto della collaborazione tra NASA, Agenzia Spaziale Europea e Agenzia Spaziale Italiana — gli scienziati hanno scoperto che la rete di onde elettromagnetiche generate da Encelado si spinge molto più lontano di quanto si pensasse. “Abbiamo trovato segnali a distanze che nessuno immaginava,” racconta Lina Hadid, responsabile dello studio. In pratica, gli effetti di questa rete si fanno sentire fino a oltre 12 volte la circonferenza della Terra, un dato che ha sorpreso tutti.
I geyser che alimentano il fenomeno
Tutto parte dai famosi geyser di Encelado. Attraverso crepe nella superficie ghiacciata, la luna lancia getti di vapore acqueo che, esposti alle radiazioni di Saturno, si trasformano in particelle cariche. Queste danno vita a un plasma che interagisce con il campo magnetico del pianeta. Ne nasce una serie di onde che si muovono lungo le linee magnetiche, collegando Encelado ai poli di Saturno. “Le onde rimbalzano avanti e indietro tra i due corpi, diventando sempre più forti,” spiega ancora Hadid.
Tredici anni di dati per capire il mistero
La mappa di questa rete è stata tracciata grazie a quattro strumenti della sonda Cassini. Lanciata nel 1997 e attiva fino al 2017, la missione ha osservato Encelado e Saturno con una precisione mai raggiunta prima. In 36 passaggi, Cassini ha registrato le “impronte” delle onde elettromagnetiche legate alla luna. “Ogni sorvolo ci ha regalato nuovi dettagli,” rivela uno degli ingegneri italiani coinvolti nel progetto.
Cosa cambia per le missioni future
Questa scoperta non è solo una curiosità scientifica. La presenza di una rete elettromagnetica così vasta fa di Encelado un obiettivo chiave per le prossime esplorazioni. L’Agenzia Spaziale Europea ha già pronta una missione dedicata, con partenza prevista nel 2042. “Capire queste onde ci aiuterà a preparare strumenti più adatti per studiare l’ambiente della luna,” sottolinea un portavoce dell’ESA.
Un modello per altri mondi
Il fenomeno attorno a Encelado ricorda quello già osservato nel sistema di Giove e delle sue grandi lune. Ma la portata di questa rete suggerisce che processi simili potrebbero essere comuni anche in altri sistemi planetari, dentro e fuori il nostro Sistema Solare. “Questa scoperta ci spinge a rivedere i modelli sulle interazioni tra lune e pianeti giganti,” ammette Hadid.
Uno sguardo al futuro dell’esplorazione
Intanto, i dati di Cassini restano una miniera di informazioni preziose. Gli esperti sono convinti che studiare le onde elettromagnetiche intorno a Encelado possa aiutarci a capire se sotto la sua superficie ghiacciata ci siano condizioni favorevoli alla vita. “Solo approfondendo questi segnali riusciremo a scoprire cosa succede davvero laggiù,” conclude Hadid.
Per ora, Encelado rimane uno degli enigmi più affascinanti del Sistema Solare. La sua rete invisibile, oggi un po’ meno misteriosa, sarà la guida delle future missioni spaziali europee e internazionali.
