Mattarella guida il plenum del Csm: un momento cruciale per la giustizia italiana

Mattarella guida il plenum del Csm: un momento cruciale per la giustizia italiana

Mattarella guida il plenum del Csm: un momento cruciale per la giustizia italiana

Matteo Rigamonti

Febbraio 18, 2026

Roma, 18 febbraio 2026 – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, guida oggi il plenum del Consiglio superiore della magistratura. L’appuntamento è alle 10 a Palazzo dei Marescialli, la storica sede dell’organo che regola la magistratura italiana. Un incontro molto atteso, in un momento delicato per la giustizia e per la politica del Paese.

Mattarella al CSM: un segnale forte in tempi tesi

La presenza di Mattarella al plenum non è una formalità. Il capo dello Stato, che di diritto presiede il CSM, interviene di persona solo in occasioni particolari. Secondo fonti del Quirinale, oggi vuole “ribadire il ruolo di garanzia e autonomia della magistratura”, in una fase segnata da tensioni tra poteri dello Stato e polemiche sulle riforme della giustizia. Negli ultimi giorni, il clima si è irrigidito dopo alcune dichiarazioni di politici e le controversie sulle nomine interne.

Nomine e riforme: un ordine del giorno denso

Sul tavolo del plenum ci sono diversi temi caldi. Tra questi, le nuove nomine in procure strategiche come quelle di Milano e Napoli. Dalle stesse fonti interne al CSM si apprende che si discuterà anche delle linee guida per mettere in pratica la riforma Cartabia, con particolare attenzione ai criteri per valutare i magistrati. “Serve chiarezza e trasparenza”, ha detto ieri sera un consigliere togato, che ha preferito restare anonimo. La presenza di Mattarella è vista come un richiamo alla responsabilità.

Riforme e polemiche: il quadro attuale

Da mesi la riforma della giustizia è al centro del dibattito politico. Il governo ha annunciato misure per velocizzare i processi e rivedere il sistema disciplinare dei magistrati. Alcuni sindacati delle toghe temono che ci possano essere interferenze dall’esecutivo sull’indipendenza della magistratura. “Occorre trovare un equilibrio tra efficienza e autonomia”, ha spiegato nei giorni scorsi il vicepresidente del CSM, Fabio Pinelli. In questo contesto, la riunione di oggi assume un valore simbolico.

Le reazioni nel mondo politico e giudiziario

La convocazione del plenum con Mattarella ha già scatenato reazioni. Da Palazzo Chigi, fonti vicine alla premier Meloni hanno sottolineato che “il governo rispetta il ruolo del CSM e punta a una collaborazione istituzionale”. Più cauti i toni dell’Associazione nazionale magistrati: “Siamo in un momento delicato, serve dialogo”, ha detto il segretario Santalucia. Nei corridoi di Palazzo dei Marescialli, intanto, si sente un’attesa palpabile: molti consiglieri hanno lavorato fino a tardi per chiudere i dossier più urgenti.

Un evento seguito anche fuori dai confini nazionali

Non solo in Italia. L’incontro del CSM con il presidente della Repubblica è seguito con attenzione anche dalle principali testate europee. Per Le Monde, “l’Italia si trova davanti a una svolta nella gestione della giustizia”. Il Financial Times sottolinea come “le tensioni tra poteri dello Stato siano un tema ricorrente nelle democrazie”. Mattarella, che negli ultimi mesi ha più volte richiamato tutti al rispetto della Costituzione, oggi potrebbe ribadire questi concetti davanti ai consiglieri.

Aspettando le parole del presidente

Il discorso di apertura di Mattarella, previsto intorno alle 10.15, sarà trasmesso in diretta streaming sul sito del Quirinale. Secondo fonti raccolte ieri sera, il presidente si concentrerà sul valore dell’indipendenza della magistratura e sulla necessità di evitare scontri tra istituzioni. “Il Paese ci guarda”, avrebbe confidato un consigliere laico uscendo dalla riunione preparatoria. Solo dopo il suo intervento si entrerà nel vivo dei lavori.

Un plenum che può cambiare le carte in tavola

Questa giornata potrebbe segnare una svolta nei rapporti tra politica e magistratura. In via Arenula, sede del Ministero della Giustizia, si aspetta con attenzione l’esito delle discussioni sulle nomine e sulle linee guida per le riforme. Per ora nessuna dichiarazione ufficiale dal ministro Nordio. Ma tra i palazzi romani si avverte che qualcosa sta cambiando. E che la presenza di Mattarella al CSM è un segnale chiaro: la giustizia resta un pilastro della democrazia italiana.