Milano, 18 febbraio 2026 – Fare davvero cultura sulle pari opportunità nelle professioni tecniche: è questa la sfida lanciata dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano con “Progetto Donna”, l’evento in programma venerdì 20 febbraio a Palazzo Isimbardi. L’intento è chiaro: mettere a confronto istituzioni, università e imprese per aumentare la presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali, abbattendo quelle barriere culturali e strutturali che ancora oggi frenano il settore.
Istituzioni, università e imprese: un confronto necessario
La presidente dell’Ordine, Carlotta Penati, non gira intorno al punto: “Spingere le pari opportunità nelle professioni tecniche vuol dire rafforzare il nostro Paese. Valorizzare il talento delle donne non è solo una questione di giustizia, ma una leva fondamentale per innovare, competere e guardare al futuro con sostenibilità”. Per Penati, il ruolo dell’Ordine è chiaro: creare davvero le condizioni per cui sempre più giovani scelgano carriere tecniche senza trovare ostacoli. Un lavoro che passa, dice, “dal costruire reti solide e dal mettere a confronto esperienze diverse”.
L’evento nasce dalla collaborazione con Aidia – Associazione italiana donne ingegneri e architetti, sezione di Milano, e con la Città Metropolitana di Milano. Si apre con i saluti istituzionali di figure di rilievo: dalla stessa Penati a Giulia Fasciolo (presidente Aidia Milano), dalla sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti alla deputata Lia Quartapelle, fino alle consigliere regionali e comunali Chiara Valcepina, Simonetta D’Amico e Diana De Marchi.
Parità di genere: serve responsabilità concreta
Al centro dell’incontro c’è il tema della responsabilità concreta e misurabile. “La parità non è un’idea vaga”, sottolinea Penati. “È qualcosa che si costruisce con un metodo preciso, strumenti e dati alla mano. Servono scelte decise e politiche che funzionino davvero”. La presidente insiste: “Non basta parlare, bisogna agire. Vogliamo lanciare proposte concrete che portino a risultati duraturi e verificabili”.
La prima parte dell’evento entra subito nel vivo: “Perché oggi è importante parlare di pari opportunità nelle professioni tecniche”, con gli interventi di Nella Carà e Amelia Lentini, entrambe consigliere dell’Ordine impegnate su questo fronte. Il dibattito si allarga con una tavola rotonda moderata da Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine, che raccoglie esperienze dal mondo della ricerca, dell’industria e delle infrastrutture.
Voci dal mondo tecnico e scientifico
Tra gli interventi più attesi ci sono quelli di Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e professoressa onoraria al Politecnico di Milano, e di Anna Gervasoni, rettrice della Liuc-Università Cattaneo. A loro si affiancano manager come Francesca Pili (Fnm), Sara Cattaneo (ABB) ed Emanuela Stocchi (Piarc/Aiscat). Esperienze diverse, ma con un obiettivo comune: la parità è una responsabilità di tutti, non un tema da relegare a pochi.
Il discorso si sposta poi sulle politiche pubbliche e sugli strumenti concreti per misurare l’efficacia delle azioni a favore della parità di genere. Intervengono, tra gli altri, Diana De Marchi (Città Metropolitana), Chiara Cormanni (Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi), Costanza Gargano (Ordine degli avvocati di Milano), Cecilia Hugony (Assimpredil Ance) e Francesca Zarri (Assorisorse).
Dalla teoria alla pratica: soluzioni e modelli da seguire
La giornata si chiude con un laboratorio dedicato alla costruzione di soluzioni pratiche e buone pratiche, guidato da Giampaolo Grossi, ceo di Giacomo Milano Group. L’obiettivo è semplice: creare spazi, aprire opportunità reali, offrire modelli che rendano normale – e non eccezionale – la presenza delle donne ai vertici.
“Progetto Donna” si inserisce in un percorso più ampio dell’Ordine degli Ingegneri milanese: promuovere inclusione, valorizzare competenze e spingere verso una crescita sostenibile nel settore tecnico. Un passo in più verso un mondo professionale più equo, innovativo e competitivo. La strada è lunga, ammette una delle organizzatrici a margine dell’incontro. Ma il dialogo – quello vero – è finalmente partito.
