Ginevra, 18 febbraio 2026 – Sono ripresi questa mattina, all’Hotel Intercontinental di Ginevra, i negoziati a tre tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. L’atmosfera, dicono fonti diplomatiche, è ancora tesa, ma c’è la volontà di arrivare a un accordo. A confermarlo è stata l’agenzia russa Ria Novosti, che ha dato notizia dell’arrivo delle delegazioni poco dopo le 9.30. “Oggi tutti vogliono lavorare seriamente”, ha detto una fonte citata dall’agenzia Tass. Ieri, secondo i media russi, i colloqui sono durati sei ore senza però nessun annuncio ufficiale.
Facce note e tensioni palpabili
Nella hall dell’hotel, tra misure di sicurezza rafforzate e un via vai di funzionari, sono tornati a vedersi i protagonisti degli ultimi incontri: per la Russia il vice ministro degli Esteri Sergej Ryabkov, per l’Ucraina la vicepremier Olena Stefanishyna, mentre la delegazione americana è guidata dal sottosegretario agli Affari politici John Bass. Nessuna parola pubblica prima dell’inizio dei lavori, solo qualche stretta di mano davanti ai fotografi. “Il tempo stringe”, ha confidato un diplomatico europeo presente a Ginevra, “ma nessuno sembra voler lasciare il tavolo”.
Sicurezza e confini al centro del confronto
Al cuore dei negoziati restano la sicurezza regionale e i confini nelle aree orientali dell’Ucraina. Da fonti vicine ai colloqui emerge che si discute di un possibile cessate il fuoco, con osservatori internazionali a monitorare la situazione, e di garanzie per la popolazione civile nelle zone più colpite. Gli Stati Uniti, riferiscono fonti occidentali, puntano a ottenere da Mosca impegni concreti per rispettare la sovranità ucraina. Kiev insiste sul ritiro delle truppe russe dalle regioni occupate. “Non ci sono soluzioni facili”, ha ammesso ieri sera una fonte ucraina, “ma almeno si parla”.
Sei ore di trattative ieri
Ieri, sempre all’Intercontinental, le delegazioni si sono confrontate per più di sei ore. Una vera maratona negoziale che, secondo i media russi, ha alternato momenti di tensione a pause più tranquille. Nessun comunicato congiunto a fine giornata, solo una nota americana che parlava di “discussioni costruttive ma ancora lontane da un accordo”. La Russia, invece, ha sottolineato come “persistano divergenze profonde su punti chiave”. Il clima, raccontano chi era presente, resta segnato dalla diffidenza reciproca.
L’Europa e il mondo osservano
A Bruxelles e Berlino la situazione viene seguita da vicino. Il portavoce del governo tedesco, Steffen Hebestreit, ha detto stamattina che “ogni passo verso una riduzione della tensione è benvenuto”, mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito il sostegno dell’UE a Kiev. A Washington, il Dipartimento di Stato ha confermato che “gli Stati Uniti restano impegnati in una soluzione diplomatica”, mantenendo però le sanzioni contro Mosca finché non si vedranno risultati concreti. Dal Cremlino, invece, arriva cautela: “Non ci aspettiamo miracoli”, ha dichiarato il portavoce Dmitrij Peskov.
Cosa succederà ora
Fonti occidentali dicono che i negoziati potrebbero andare avanti nei prossimi giorni, sempre a Ginevra o, in alternativa, in un’altra città europea ancora da decidere. Nessuno sembra voler chiudere il dialogo, almeno per ora. “Siamo qui per trovare una via d’uscita”, ha detto un membro della delegazione ucraina uscendo dalla sala riunioni verso le 11.30. Ma la strada resta in salita: restano da risolvere nodi importanti come il controllo delle frontiere e il futuro delle regioni contese.
Fuori dall’hotel, intanto, piccoli gruppi di manifestanti – sia ucraini sia russi – mostrano cartelli e bandiere. Alcuni chiedono pace, altri giustizia per le vittime del conflitto. Un’immagine che racconta la complessità di una trattativa che, almeno per oggi, va avanti davanti agli occhi del mondo.
