Milano, 18 febbraio 2026 – Lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi a 10 anni ha chiuso la giornata praticamente invariato, a 60,6 punti base, contro i 60,9 dell’apertura. Una giornata di calma sui mercati obbligazionari europei, almeno per quanto riguarda il rischio sull’Italia, dicono gli operatori di Piazza Affari.
Spread Btp-Bund: mercati fermi, attesa in corso
Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, da tempo osservato speciale dagli investitori internazionali, non ha visto variazioni significative oggi. Il rendimento del Btp decennale si è fermato al 3,34%, confermando la tendenza degli ultimi giorni. “Non ci sono stati scossoni né sul fronte economico né su quello politico”, spiega un analista di una banca d’investimento milanese, raggiunto al telefono nel tardo pomeriggio. “Gli operatori aspettano le prossime mosse della BCE e i dati sull’inflazione nell’Eurozona”.
Clima di prudenza tra Milano e Francoforte
La giornata è partita con un’apertura a 60,9 punti base, poi il differenziale ha oscillato appena durante le contrattazioni. Sui desk delle principali banche di Milano e Francoforte si respirava prudenza, in attesa delle riunioni della Banca Centrale Europea nelle prossime settimane. “Non ci sono segnali di tensione”, confida un gestore obbligazionario che segue il mercato dei titoli italiani. “Lo spread resta su livelli bassi rispetto agli anni scorsi: questo aiuta il Tesoro nelle emissioni e tranquillizza gli investitori istituzionali”.
Spread basso, respiro più leggero per i conti pubblici e le famiglie
Un differenziale così contenuto, spiegano fonti del Ministero dell’Economia, è un vantaggio per il debito pubblico. Il Tesoro può emettere nuovi titoli a costi più bassi rispetto al passato recente. “Con lo spread sotto i 70 punti base, il costo medio del debito resta sotto controllo”, dice un funzionario del ministero. Per le famiglie italiane, questo si traduce in una minore pressione sui tassi di mutui e prestiti, anche se le condizioni variano a seconda delle banche e di altri fattori.
BCE nel mirino degli investitori
Ora l’attenzione è tutta sulle prossime mosse della Banca Centrale Europea. Christine Lagarde, presidente della BCE, ha ribadito che ogni decisione sui tassi sarà presa “in base ai dati”, senza sorprese o cambi di rotta improvvisi. Gli esperti prevedono una politica monetaria prudente almeno fino a primavera. “Il mercato aspetta segnali chiari sull’inflazione e la crescita”, spiega un economista di una società di consulenza con sede a Roma. “Solo allora potremo vedere movimenti più decisi sullo spread”.
Lo spread oggi e ieri: un confronto
Negli ultimi due anni, lo spread tra Btp e Bund ha superato più volte quota 100 punti base, soprattutto durante periodi di incertezza politica o economica. Oggi la situazione è diversa: la stabilità del governo e la ripresa dell’economia italiana hanno rassicurato i mercati. “Non siamo ancora ai livelli pre-crisi, ma la fiducia è tornata”, ammette un trader della City di Londra che segue i titoli italiani per un fondo pensione tedesco.
In chiusura: una giornata senza scossoni
Insomma, la seduta di oggi si è chiusa senza grandi novità per il mercato dei titoli di Stato italiani. Lo spread tra Btp e Bund resta basso, mentre il rendimento del decennale italiano si conferma al 3,34%. Gli occhi degli investitori restano puntati sulle decisioni della BCE e sull’andamento dell’economia europea. Per ora, però, il clima è tranquillo: nessun allarme all’orizzonte, almeno secondo quanto raccolto tra operatori e analisti.
