Londra, 18 febbraio 2026 – Ieri sera, al termine della prima giornata di negoziati tra Russia e Ucraina a Ginevra, il primo ministro britannico Keir Starmer ha parlato al telefono con il presidente americano Donald Trump. La conversazione, confermata da un portavoce di Downing Street poco dopo le 21 locali, si è concentrata sulla crisi in Ucraina e sulla situazione umanitaria a Gaza.
Starmer: “Basta attacchi russi, serve una pace stabile”
Il portavoce del governo britannico ha riferito che Starmer ha ribadito la sua “ferma condanna degli attacchi di Putin contro civili innocenti in Ucraina”. Una posizione chiara, già espressa in Parlamento nei giorni scorsi, che il premier ha voluto sottolineare direttamente al presidente americano. “Non possiamo restare a guardare davanti a tanta violenza”, avrebbe detto Starmer durante la telefonata, secondo fonti vicine a Downing Street.
La giornata di colloqui a Ginevra si è chiusa senza annunci ufficiali, dopo settimane di tensioni crescenti sul fronte orientale. Ma sia Londra sia Washington hanno sottolineato l’importanza di “negoziati seri per raggiungere una pace giusta e duratura”. L’obiettivo, spiegano i mediatori americani, è una riduzione delle ostilità e l’avvio di un dialogo stabile. “Serve un impegno concreto da tutte le parti”, ha detto un funzionario della Casa Bianca durante la notte.
Gaza: appello urgente per gli aiuti umanitari
Nel corso della telefonata, Starmer ha affrontato anche la crisi a Gaza, chiedendo a Trump di sostenere un maggior accesso agli aiuti umanitari nella Striscia. “È fondamentale che la popolazione civile possa ricevere aiuto senza impedimenti”, ha sottolineato il premier, secondo quanto riportato dal portavoce di Downing Street. La situazione resta critica: negli ultimi giorni, diverse ONG hanno denunciato le difficoltà nel far arrivare cibo e medicine nei quartieri più colpiti dai bombardamenti.
Da parte sua, Trump avrebbe assicurato l’impegno degli Stati Uniti per aprire corridoi umanitari e favorire una tregua temporanea. “Stiamo lavorando con i partner regionali per trovare soluzioni pratiche”, ha spiegato un consigliere della Casa Bianca, senza però entrare nei dettagli.
Londra protagonista dietro le quinte a Ginevra
La presenza britannica a Ginevra non è passata inosservata. Pur non sedendo al tavolo dei negoziati tra Mosca e Kiev, il governo Starmer mantiene un dialogo costante con Washington e Bruxelles. “Londra sostiene ogni tentativo per fermare le ostilità”, ha detto ieri sera il ministro degli Esteri David Lammy, raggiunto dai cronisti davanti al Foreign Office.
Fonti diplomatiche precisano che la posizione del Regno Unito è in linea con quella degli alleati europei: rispetto per l’integrità territoriale dell’Ucraina, condanna delle violenze contro i civili e richiesta di responsabilità per i crimini di guerra. “Non ci sono scorciatoie per arrivare alla pace”, ha confidato un funzionario britannico coinvolto nei contatti con la delegazione ucraina.
Dopo il primo round: attesa e tensione
La telefonata tra Starmer e Trump arriva in un momento delicato. La comunità internazionale segue con attenzione ogni sviluppo da Ginevra, dove le delegazioni russa e ucraina si sono incontrate in una sede riservata vicino al lago Lemano. Nessuna dichiarazione ufficiale al termine dei lavori, solo qualche parola tra i portavoce all’uscita: “Il clima è teso ma costruttivo”, ha raccontato un diplomatico europeo presente come osservatore.
A Londra, la notizia del colloquio è stata accolta con prudenza. L’opposizione conservatrice chiede maggiore fermezza contro Mosca, mentre alcuni deputati laburisti spingono per mantenere aperti i canali diplomatici. “Serve equilibrio”, ha spiegato in serata la deputata Emily Thornberry.
Le prossime ore saranno decisive per capire se i negoziati potranno portare a risultati concreti. Nel frattempo, sia a Londra sia a Washington si continua a lavorare dietro le quinte per sostenere ogni spiraglio di dialogo.
