Inquinamento auto in calo in Italia: il Mezzogiorno resta indietro

Inquinamento auto in calo in Italia: il Mezzogiorno resta indietro

Inquinamento auto in calo in Italia: il Mezzogiorno resta indietro

Giada Liguori

Febbraio 19, 2026

Napoli, 19 febbraio 2026 – L’Italia resta il Paese europeo con più auto pro capite, ma nonostante il calo generale del potenziale inquinante delle vetture, al Sud la situazione resta critica. È quanto emerge dall’ultimo report ISTAT sul parco auto del 2024, che mette in luce una realtà ancora difficile nelle grandi città meridionali, dove il traffico continua a mettere pressione sull’ambiente e a preoccupare amministratori e cittadini.

Italia in testa, ma il Sud fatica a respirare

Nel 2024, spiega l’ISTAT, in Italia circolavano 701 auto ogni mille abitanti, ben oltre la media europea di 578. Un dato che conferma il nostro Paese al vertice del continente per il numero di veicoli pro capite. Però, mentre a livello nazionale si nota un leggero calo del potenziale inquinante, nelle città del Sud la situazione resta pesante.

Napoli, Catania, Palermo, Messina e Cagliari sono tra i centri urbani dove il traffico pesa ancora troppo sull’ambiente. “Il problema è serio – ammette un tecnico dell’ARPA Sicilia – qui la vecchiaia delle auto insieme all’elevato numero di veicoli crea una situazione difficile da gestire”.

Catania e Frosinone: dove si guida di più

Tra le grandi città, spicca Catania: nel 2024 ha toccato il valore più alto di motorizzazione con 824 auto ogni mille abitanti. Seguono Reggio Calabria (725), Cagliari (709) e Messina (698). Poco distante c’è Palermo, con oltre 625 auto ogni mille residenti.

Il record assoluto però non è di una città grande: è Frosinone a guidare la classifica, con 856 auto ogni mille abitanti. All’estremo opposto c’è Venezia, dove le auto scendono a 460 ogni mille abitanti. “Qui contano la conformazione della città e la laguna”, spiega un funzionario comunale.

Auto in aumento, ma non ovunque

Rispetto al 2023, il numero di auto per abitante nei capoluoghi italiani è salito dello 0,8%, in linea con l’1% di crescita nazionale. L’aumento supera lo 0,5% in 74 città, tra cui grandi centri come Torino, Venezia, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina e Catania. Solo in tre città – Genova, Milano e Monza – si è registrata una diminuzione superiore allo 0,5%.

Gli incrementi più forti arrivano dal Nordest (+1,1%) e dal Sud (+1,2%). “Il parco auto cresce soprattutto dove mancano alternative valide al trasporto privato”, commenta un portavoce di Legambiente.

Inquinamento: il Nord fa passi avanti, il Sud resta indietro

L’ISTAT usa un indice per misurare il rapporto tra auto più o meno inquinanti, con il valore di equilibrio fissato a 100. Nel 2024, l’Italia si attesta a 109,9, in calo rispetto al 136 del 2019. Per la prima volta nel Nordest l’indice scende sotto quota 100 (97,4), segno che lì le auto sono più nuove e meno inquinanti.

Nel Nordovest e al Centro si resta intorno alla soglia di equilibrio, mentre al Sud l’indice resta alto. Tra i capoluoghi meridionali, il massimo si registra a Catania (156,6), con oltre 23 città – tra cui Napoli, Reggio Calabria, Palermo e Messina – che superano quota 120. “Serve una spinta forte per rinnovare il parco auto”, avverte un dirigente del Ministero dell’Ambiente.

Sud in affanno tra vecchie auto e trasporti carenti

Gli esperti spiegano che l’alto potenziale inquinante al Sud deriva dall’età delle auto e dalla mancanza di trasporti pubblici efficienti. “Molte famiglie non possono permettersi auto nuove o elettriche”, racconta un automobilista napoletano in via Foria, la mattina presto. “E senza autobus puntuali o treni affidabili, l’auto resta l’unica opzione”.

Il report ISTAT mostra un quadro chiaro: l’Italia fa passi avanti sulla mobilità sostenibile, ma le differenze tra Nord e Sud restano profonde. Solo politiche mirate – incentivi per la rottamazione, investimenti seri nei trasporti pubblici – potranno cambiare rotta e migliorare l’aria e la vita nelle città meridionali.