Roma, 19 febbraio 2026 – L’ambasciata russa in Italia ha bollato come “offensiva” la presa di posizione dei ministri italiani Antonio Tajani (Esteri) e Andrea Abodi (Sport). Nei giorni scorsi, i due esponenti del governo hanno criticato la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di far gareggiare alle prossime Paralimpiadi gli atleti russi e bielorussi con le loro bandiere e i loro inni nazionali. La risposta di Mosca, diffusa tramite il canale Telegram ufficiale dell’ambasciata, ha riacceso la tensione tra Roma e Mosca, in un clima internazionale ancora segnato dalla guerra in Ucraina.
L’ambasciata russa: “Un attacco inaccettabile agli atleti disabili”
Nel comunicato, l’ambasciata esprime “particolare sconcerto” per il fatto che questa volta le critiche italiane colpiscano atleti russi e bielorussi con disabilità. “Riteniamo inaccettabile – si legge – che un governo di un Paese che ospiterà le prossime Olimpiadi e Paralimpiadi lanci simili accuse”. Il riferimento è chiaro: l’Italia sarà teatro dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026. Secondo Mosca, questo dovrebbe invitare a una maggiore prudenza nelle dichiarazioni ufficiali.
La posizione italiana: “No a simboli di Mosca e Minsk in gara”
La polemica è scoppiata dopo le dichiarazioni di Tajani e Abodi, che in modo separato ma allineato hanno espresso “profondo dissenso” verso la scelta del Comitato Paralimpico Internazionale. Il ministro degli Esteri ha detto che “non è ammissibile che atleti di Paesi coinvolti in un’aggressione armata possano sfilare con le proprie bandiere”. Abodi ha aggiunto che “lo sport deve essere inclusivo, ma non può chiudere gli occhi davanti alle responsabilità internazionali”. Entrambi chiedono una revisione della decisione, ribadendo la necessità di “difendere i valori olimpici”.
Paralimpiadi tra sport e politica: il nodo Russia-Bielorussia
La partecipazione di Russia e Bielorussia alle competizioni internazionali è uno dei temi più delicati da quando, nel febbraio 2022, è iniziata l’invasione russa dell’Ucraina. Dopo mesi di dibattito e pressioni da parte di diversi governi occidentali, il Comitato Paralimpico Internazionale ha deciso di far gareggiare gli atleti russi e bielorussi alle Paralimpiadi di Parigi, in programma per agosto. Diversamente da altre occasioni, questa volta potranno competere con i simboli nazionali.
Una scelta che ha diviso il mondo dello sport e della politica. Da una parte, chi sostiene che gli atleti non devono pagare per le scelte dei loro governi. Dall’altra, chi vede la presenza di bandiere e inni come un segnale troppo forte in un momento di guerra.
Milano-Cortina e il rischio di ripercussioni
La replica dell’ambasciata russa arriva in un momento delicato per l’Italia. A meno di due anni dai Giochi invernali di Milano-Cortina, ogni parola pesa. Fonti vicine al Coni spiegano che “la posizione italiana è in linea con quanto già detto dal CIO”, ma ammettono il timore che la questione possa creare problemi anche nell’organizzazione dei Giochi.
Il Comitato Paralimpico Internazionale non ha commentato direttamente né le parole dei ministri italiani né la risposta russa. Secondo fonti interne raccolte da alanews.it, però, il dibattito è ancora aperto: “Siamo consapevoli delle tensioni politiche – confida un dirigente – ma la priorità resta sempre proteggere gli atleti”.
Sport e diplomazia: una relazione complicata
Non è la prima volta che lo sport diventa terreno di scontro diplomatico tra Italia e Russia. Le sanzioni internazionali hanno già portato a esclusioni o limitazioni per atleti russi in vari sport. Stavolta, sottolinea la nota dell’ambasciata, il problema coinvolge anche atleti disabili, complicando ulteriormente la situazione.
Resta da capire se tutto si fermerà a uno scambio di dichiarazioni o se ci saranno conseguenze concrete sulla partecipazione russa agli eventi sportivi in Italia. Per ora, il clima resta teso. Le Paralimpiadi si confermano ancora una volta uno specchio delle tensioni globali.
