Milano, 19 febbraio 2026 – La Borsa di Milano chiude in rosso, con il Ftse Mib che perde l’1,3%. A frenare Piazza Affari sono stati soprattutto i titoli dell’energia, messi sotto pressione dal nuovo decreto bollette varato ieri dal governo. Le misure, che pesano sui conti delle aziende del settore, hanno spinto gli investitori a vendere in massa.
Energia nel mirino dopo il decreto bollette
La giornata si è rivelata dura per i grandi nomi dell’energia a Milano. Erg ha lasciato sul terreno il 5,3%, chiudendo a 23,18 euro. Male anche Enel, giù del 4,4%, e A2a, che ha perso il 4%. Iren ha ceduto il 3,7%, mentre Hera e Acea hanno contenuto le perdite rispettivamente al 2,1% e all’1,5%. Secondo alcuni analisti, le nuove regole del decreto – soprattutto quelle sui meccanismi di compensazione e i limiti agli extraprofitti – hanno aumentato i dubbi sul futuro guadagno delle utility.
Fincantieri affonda dopo l’aumento di capitale
Tra i peggiori c’è Fincantieri, che ha chiuso in calo del 9,4% a 14,92 euro. Il gruppo navale ha appena concluso l’aumento di capitale, fissando il prezzo delle nuove azioni a 15,32 euro. Una mossa che il mercato non ha gradito: molti operatori parlano di un’offerta eccessiva e di prudenza da parte degli investitori istituzionali. “Il prezzo non ha convinto”, ha detto al telefono un gestore milanese nel primo pomeriggio.
Prysmian e Stellantis seguono la scia negativa
La debolezza si è allargata anche ad altri settori. Prysmian ha perso il 4%, mentre Stellantis è scesa del 3,6%. Gli operatori legano il calo dell’auto alle nuove previsioni di vendita in Europa e ai dubbi sulla transizione verso l’elettrico. “Il settore auto resta sotto pressione”, ha commentato un analista di Equita Sim.
Tenaris guida i rialzi grazie ai conti
Non sono mancati segnali positivi. In cima al listino c’è Tenaris, che ha guadagnato il 3,7% dopo conti trimestrali migliori del previsto e previsioni ottimistiche per il 2026. Bene anche Nexi, su dell’1,4%, e Amplifon, che ha chiuso con un +1%. Questi acquisti sono stati sostenuti da fondi esteri.
Mps e Mediobanca sotto i riflettori
Occhi puntati su Mps, che ha guadagnato lo 0,5% a 8,59 euro dopo la decisione del consiglio di andare avanti con il delisting e la fusione con Mediobanca. Quest’ultima ha chiuso in rialzo dello 0,4% a 19,26 euro. Fonti vicine al dossier dicono che l’operazione dovrebbe concludersi entro l’estate.
Spread stabile, rendimenti sotto controllo
Sul fronte dei titoli di Stato, la giornata è stata tranquilla: lo spread tra Btp e Bund resta fermo a 60 punti base. Il rendimento del decennale italiano si è mantenuto al 3,36%, confermando un clima di calma sui mercati obbligazionari europei.
A Piazza Affari si respira dunque prudenza, con gli investitori che aspettano di capire quali saranno le prossime mosse del governo sull’energia e le strategie delle società quotate. “Il quadro resta incerto”, ha ammesso un trader nel tardo pomeriggio, davanti ai monitor spenti della sala operativa.
