Ricatto e ribellione: la storia di un attivista contro il sistema

Ricatto e ribellione: la storia di un attivista contro il sistema

Ricatto e ribellione: la storia di un attivista contro il sistema

Giada Liguori

Febbraio 19, 2026

Roma, 19 febbraio 2026 – Gus Van Sant torna alla regia con “Il filo del ricatto – Dead Man’s Wire”, che arriva domani nelle sale italiane grazie a BIM, dopo il debutto alla Mostra del Cinema di Venezia. Il film ripercorre una storia vera, accaduta negli Stati Uniti nel 1977, e mette al centro la lotta contro le ingiustizie, mescolando cronaca, suspense e riflessione sociale.

Il sequestro che scosse l’America

Era l’8 febbraio 1977, una mattina limpida a Indianapolis. La città era immersa nella solita routine, accompagnata dalle voci delle radio locali. Proprio mentre il popolare conduttore Fred Temple (Colman Domingo) intratteneva gli ascoltatori, Tony Kiritsis (Bill Skarsgård), un uomo alto e nervoso, parcheggiava la sua vecchia auto davanti alla sede della Meridian Mortgage Company. Cercava il dirigente M.L. Hall (Al Pacino), ma trovò il figlio Richard, detto Dick (Dacre Montgomery). In pochi istanti, la situazione precipitò: Tony legò Dick a sé con un filo metallico collegato al grilletto di un fucile nascosto sotto una finta ingessatura. Un meccanismo semplice, ma letale: chiunque avesse provato a separarli avrebbe fatto partire il colpo.

Le ricostruzioni dell’epoca raccontano che Kiritsis si sentiva vittima di una truffa da parte della società di mutui. Voleva scuse pubbliche e un risarcimento di cinque milioni di dollari. La vicenda durò oltre sessantatré ore, con trattative serrate e dirette televisive che trasformarono il caso in un evento mediatico di portata nazionale.

Van Sant: “Mi ha colpito la follia di Tony”

“Girare una storia ambientata nel Midwest mi ha subito convinto”, ha detto Gus Van Sant durante la presentazione romana del film. “Un amico produttore aveva bisogno in fretta di un regista per un progetto da realizzare con tempi stretti e budget ridotto. Ma quello che mi ha davvero preso è stato Tony: un personaggio unico, spinto da una follia che lo porta a sfidare il sistema. Questo mi ha affascinato”.

Van Sant, noto per raccontare storie ai margini, ha voluto mettere in luce la complessità psicologica del protagonista. “Tony non è un semplice criminale”, ha spiegato, “ma un uomo convinto di essere stato rovinato, disposto a tutto per ottenere giustizia”.

Richiami alla cronaca recente

Durante l’incontro con la stampa, il regista ha accennato a casi più recenti. Gli è stato chiesto se avesse pensato a Luigi Mangione, il ventisettenne che uccise Brian Thompson, amministratore delegato della United Healthcare. “Sì, ci sono delle somiglianze”, ha ammesso Van Sant. “La vicenda di Mangione è venuta fuori poco dopo l’inizio delle riprese. Però i suoi problemi erano più profondi e radicati. La lucidità mentale era diversa: Mangione era sotto farmaci, dopo vari incidenti sportivi”. Ha aggiunto: “Se Tony avesse sparato davvero, non credo che mi sarebbe interessato meno come soggetto per un film”.

L’intelligenza artificiale tra cinema e informazione

Non poteva mancare una riflessione sull’intelligenza artificiale. Van Sant ha raccontato di aver provato a usare strumenti digitali per creare immagini, senza successo. “Forse era una funzione a pagamento”, ha scherzato. Ma il suo giudizio sull’IA nelle notizie è molto più serio: “In medicina e nelle arti visive può dare una mano. Ma nelle notizie è un altro discorso: creare contenuti falsi o manipolati è davvero preoccupante”.

Ha poi raccontato un episodio recente: “Stamattina guardavo video su YouTube e ne è apparso uno con un orso che sfondava la porta di una casa. Era chiaramente falso, ma per qualche secondo ti chiedi se sia vero. Ed è questo che fa paura: la verità delle immagini che vedremo in futuro”.

Cronaca e riflessione sociale sul grande schermo

“Il filo del ricatto – Dead Man’s Wire” si inserisce nella tradizione del cinema americano che racconta storie vere per mettere in discussione il rapporto tra individuo e sistema. Van Sant firma un film asciutto, senza scivolare nel sensazionalismo, affidandosi a un cast d’eccezione – da Al Pacino a Bill Skarsgård – per restituire la tensione e l’ambiguità morale di una vicenda che ancora oggi fa riflettere.

La pellicola sarà nelle principali sale italiane da domani.