New York, 19 febbraio 2026 – Robert Duvall, uno degli attori più noti e amati del cinema americano, si è spento ieri nella sua casa in Virginia, all’età di 95 anni. La notizia è stata data lunedì sera con un breve messaggio su Facebook dalla moglie, Luciana Pedraza. Duvall, volto indimenticabile di film come Il Padrino e Apocalypse Now, lascia un’impronta profonda nella storia di Hollywood e nel cuore di chi ha seguito le sue storie sul grande schermo.
L’America tra Corleone e il Vietnam
Nato a San Diego nel 1931, Duvall ha attraversato quasi un secolo di cinema. Il suo nome sarà per sempre legato a Tom Hagen, l’avvocato discreto e fedele della famiglia Corleone nella saga de Il Padrino. Era il 1972 quando Francis Ford Coppola lo scelse accanto a Marlon Brando e Al Pacino. “Robert aveva una presenza che non si poteva ignorare”, ha ricordato ieri il regista in una nota. Ma per molti, il suo ruolo più potente resta quello del colonnello Kilgore in Apocalypse Now (1979), con la celebre frase sul profumo del napalm al mattino.
Una carriera lunga e intensa
Duvall aveva iniziato a calcare i palcoscenici di New York negli anni Cinquanta, alternando teatro e piccoli ruoli in televisione. Il debutto al cinema arriva nel 1962 con “Il buio oltre la siepe”, dove interpreta Boo Radley. Da allora, una carriera inarrestabile: oltre 90 film, sei nomination agli Oscar e una statuetta vinta come miglior attore protagonista per “Tender Mercies” nel 1984. “Non ho mai cercato la fama – aveva detto in un’intervista al New York Times – ma solo ruoli che raccontassero la verità delle persone”.
L’uomo dietro il volto
Riservato e lontano dalle luci della ribalta, Duvall aveva scelto da tempo una vita tranquilla. Viveva con la moglie Luciana in una proprietà immersa nel verde della Virginia, dedicandosi ai cavalli e alla musica country. “Era un uomo gentile, curioso, sempre pronto ad ascoltare”, ha raccontato ieri il collega Gene Hackman, contattato dalla CNN. Ma dietro quella calma c’era una passione forte per il mestiere: “Sul set era severo, non lasciava nulla al caso”, ha spiegato Coppola.
Hollywood e i fan lo ricordano
La notizia della sua morte si è diffusa in fretta in tutto il mondo. Sui social sono arrivati migliaia di messaggi da colleghi e fan. Al Pacino ha scritto: “Con Robert se ne va un pezzo della mia storia e di quella del cinema”. Anche Paramount Pictures ha diffuso una nota: “La sua interpretazione di Tom Hagen sarà per sempre un modello di misura e profondità”. Davanti alla sua stella sulla Walk of Fame a Los Angeles sono spuntati fiori e biglietti scritti a mano.
Un’eredità che resta viva
Duvall non era solo un attore: aveva diretto film, prodotto documentari e sostenuto giovani registi indipendenti. Negli ultimi anni si era impegnato in progetti sociali legati all’educazione artistica nelle scuole rurali degli Stati Uniti. “Credeva che il cinema dovesse restituire qualcosa alla comunità”, ha ricordato la moglie Luciana nel suo messaggio di addio.
La famiglia ha chiesto rispetto per la privacy in questi giorni difficili. I funerali si terranno in forma privata nella contea di Fauquier, dove Duvall ha scelto di vivere gli ultimi anni. Restano i suoi film, le sue interpretazioni mai banali, quella voce roca e inconfondibile che ha segnato la storia del cinema americano. E forse, come ha scritto un fan su X, “ci sarà sempre bisogno di qualcuno come Tom Hagen: silenzioso, leale, capace di ascoltare”.
