Roma, 19 febbraio 2026 – Si è bloccata alla Camera l’ipotesi di una riapertura della rottamazione quater. Oggi, infatti, le commissioni Affari costituzionali e Bilancio non hanno messo ai voti l’emendamento presentato dalla Lega nel decreto Milleproroghe. La proposta, firmata dal deputato Alberto Gusmeroli, avrebbe dato modo ai contribuenti esclusi perché non hanno pagato la rata del 30 novembre 2025 di saldare entro il 28 febbraio 2026. Per ora, dunque, quella porta resta chiusa.
Rottamazione quater: la proroga sfuma in commissione
Nel pomeriggio a Montecitorio, la Lega ha tentato di concedere un’ultima chance a chi aveva aderito alla rottamazione quater ma non è riuscito a rispettare i pagamenti. L’emendamento avrebbe spostato la scadenza di quella fatidica rata di novembre, che ha fatto scattare la decadenza per molti, al 28 febbraio. Un modo per “ripescare” più contribuenti, come li chiamano gli addetti ai lavori.
A sorpresa, è arrivata una nuova versione dell’emendamento che avrebbe allargato la possibilità di rientro anche a chi era escluso proprio per non aver versato quella rata. Nonostante il Ministero dell’Economia e delle Finanze si fosse detto favorevole, però, la proposta non è stata nemmeno votata. “Con il parere positivo del Mef, ci proveremo a inserirla in un altro provvedimento”, ha spiegato Gusmeroli, lasciando aperta la porta a un rilancio.
Reazioni e attese dei contribuenti
L’assenza di una proroga ha lasciato molti con l’amaro in bocca. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione stima che siano decine di migliaia le persone che avevano aderito alla definizione agevolata e sono state escluse per qualche giorno di ritardo nei pagamenti. Qualcuno ha mancato la scadenza per pochi giorni. “Non si può lasciare indietro chi ha provato a mettersi in regola”, ha detto al telefono un piccolo imprenditore romano, visibilmente deluso.
Sul fronte politico, la Lega non molla e promette di riproporre la misura. “Non ci arrendiamo – ha detto Gusmeroli – perché chi vuole sistemare i conti con il fisco deve avere una seconda possibilità”. Più cauti gli altri partiti: dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle arrivano richiami a trovare un equilibrio tra il bilancio dello Stato e la tutela dei cittadini.
Rottamazione quater, cosa c’è da sapere
La rottamazione quater è stata introdotta con la legge di Bilancio 2023. Permette a chi ha debiti fiscali fino al 30 giugno 2022 di pagarli senza sanzioni né interessi. Il pagamento avviene a rate, scadute ogni sei mesi e fissate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Chi salta una scadenza perde il beneficio e deve pagare tutto, con sanzioni e interessi.
La rata del 30 novembre 2025 era quella più delicata. Fonti interne all’Agenzia raccontano che proprio lì si sono concentrate le maggiori difficoltà di famiglie e imprese. “Abbiamo ricevuto centinaia di richieste di chiarimento nelle ultime settimane”, ha detto un funzionario romano.
E adesso? I prossimi passi
Per ora, niente proroga per chi è decaduto dalla rottamazione quater. Il decreto Milleproroghe va avanti senza l’emendamento della Lega, ma la questione resta aperta. Gusmeroli ha detto che ci sono margini per riprendere la proposta, forse già nelle prossime settimane.
Intanto, chi non ha pagato la rata di novembre dovrà pazientare. Nessuna finestra straordinaria è prevista al momento. Ma tra chi segue la materia c’è ancora attesa. “Il Parlamento ci ha abituati a colpi di scena”, nota un commercialista milanese. Solo allora, se arriverà una nuova proroga, si potrà davvero parlare di una seconda chance per chi è rimasto indietro con il fisco.
