Venezia, 19 febbraio 2026 – Mamoru Hosoda, regista giapponese candidato all’Oscar nel 2019 e vera icona dell’animazione, ha presentato oggi alla Mostra del Cinema di Venezia il suo nuovo film, Scarlet. Un fantasy con forti toni antimilitaristi e pacifisti, che arriverà nelle sale italiane dal 19 febbraio grazie a Eagle Pictures. Fuori concorso al Lido, il film nasce da un’idea semplice, come ha raccontato lo stesso Hosoda: “Volevo mettere in contatto due mondi diversi nel racconto. Mi è tornata in mente la Divina Commedia di Dante, che lessi al liceo. Racconta epoche e universi distanti, in cicli temporali separati. Ho capito che quella era la strada da seguire”.
Due mondi in collisione: dal Medioevo alla città moderna
La storia di Scarlet si svolge su due livelli ben distinti. Da una parte c’è una corte medievale, ispirata all’Amleto di Shakespeare, dove la giovane principessa Scarlet – guerriera coraggiosa – cerca vendetta per la morte del padre, un re giusto e amato. Un delitto ordito dallo zio, con la complicità della madre. Dall’altra, una metropoli contemporanea: qui vive Hijiri, un infermiere generoso e ottimista che affronta la vita quotidiana in una città moderna. Due mondi lontani, che si incrociano nell’aldilà, un luogo che Hosoda rilegge alla maniera di Dante come “terre desolate dove la guerra continua”. Un limbo fatto di attesa e lotta, dove tutti sperano di essere scelti per raggiungere il paradiso eterno.
Dante e Shakespeare: classici per raccontare il presente
Il regista non nasconde le sue fonti. “Guardare alla situazione geopolitica dopo il Covid mi ha dato molto su cui riflettere”, ha detto Hosoda durante la conferenza stampa. “Mi preoccupa che la gente ancora non riesca a perdonare. È stato questo il motore del progetto”. L’inserimento degli elementi shakespeariani non è casuale: “L’Amleto è un capolavoro di storie di vendetta. Quel ciclo di rancore è ancora attuale, ed è per questo che l’ho messo al centro della trama e dei personaggi”.
Un messaggio pacifista rivolto ai più giovani
Al cuore di Scarlet c’è un messaggio limpido: “Viviamo in un mondo in cui tanti bambini soffrono per la fame e le guerre”, ha confidato Hosoda. “Volevo raccontare una storia che portasse speranza. Da genitore, sento il bisogno di dire ai più piccoli che si può ancora sperare”. Il film è un invito a un pacifismo concreto, senza frasi fatte. Le immagini, animate con la consueta cura del team di Hosoda, mostrano mondi in conflitto ma anche persone che cercano una via per uscire dal circolo della violenza.
Scarlet, una principessa che guarda avanti
Scarlet non è la solita principessa da fiaba. Hosoda lo sottolinea con forza: “Volevo un personaggio moderno, anche se ambientato nel Medioevo. Prima le principesse erano sempre protette da altri, ora non più. Scarlet si difende da sola, combatte, esplora un mondo sconosciuto”. Il regista ha voluto che rappresentasse “le donne indipendenti della nuova generazione”. Un modello che parla alle ragazze di oggi, ma anche a chi cerca nel cinema d’animazione storie che rompano con gli stereotipi.
Successo al Lido e sguardo verso l’estero
La proiezione veneziana ha suscitato curiosità e applausi tra gli addetti ai lavori. Nel Palazzo del Cinema, critici italiani e stranieri hanno annotato dettagli e impressioni a caldo. L’attesa per l’uscita nelle sale italiane si fa sentire: Eagle Pictures punta a un pubblico ampio, dagli appassionati di animazione giapponese ai giovani in cerca di storie nuove. Hosoda, intanto, guarda già oltre: “Vorrei che Scarlet diventasse un ponte tra culture diverse – ha detto – e che il suo messaggio arrivi anche fuori dal Giappone”.
Scarlet si prepara così a essere uno dei film più discussi della stagione, portando sullo schermo temi universali come il perdono, la speranza e la lotta contro la violenza. Un viaggio tra mondi lontani, ma non troppo diversi da quello in cui viviamo ogni giorno.
