Tom Noonan: il volto iconico del ‘cattivo’ in Manhunter ci lascia

Tom Noonan: il volto iconico del 'cattivo' in Manhunter ci lascia

Tom Noonan: il volto iconico del 'cattivo' in Manhunter ci lascia

Giada Liguori

Febbraio 19, 2026

New York, 19 febbraio 2026 – Tom Noonan, attore, sceneggiatore e regista americano, si è spento a 74 anni proprio il giorno di San Valentino. A dare la notizia è stato Fred Dekker, regista di “The Monster Squad – Scuola di Mostri”, dove Noonan aveva interpretato il mostro di Frankenstein. Per ora non è stata resa nota la causa della morte.

Un volto che non si dimentica

Nato a Greenwich, Connecticut, nel 1951, Noonan ha mosso i primi passi nel teatro. Tra i suoi ruoli iniziali c’è quello nell’originale produzione Off-Broadway di “Buried Child” di Sam Shepard. Solo in seguito è passato al cinema, dove ha costruito una carriera fatta di personaggi spesso inquietanti e indimenticabili. “Il suo Frankenstein è uno dei momenti più alti della mia carriera”, ha ricordato Dekker, sottolineando anche il lavoro dietro il trucco, firmato da Stan Winston e applicato da Zoltan Elek.

Il serial killer di Manhunter e altri ruoli da incubo

Il grande pubblico ha scoperto Tom Noonan nel 1986 con “Manhunter – Frammenti di un omicidio” di Michael Mann. Qui interpretava Francis Dollarhyde, un serial killer tormentato e inquietante: era il primo film a portare sullo schermo Hannibal Lecter. L’anno dopo, l’attore è tornato in scena come Frankenstein in “Scuola di Mostri”, sempre diretto da Dekker. Con i suoi quasi due metri di altezza, Noonan aveva una presenza che catturava l’attenzione.

Lavori con i grandi e una carriera ricca di sfumature

Negli anni Novanta, Noonan ha continuato a lavorare con registi importanti. In “RoboCop 2” (1990) era Cain, un boss della droga senza scrupoli; in “Last Action Hero – L’ultimo grande eroe” (1993) di John McTiernan vestiva i panni dello Squartatore. Ha collaborato ancora con Michael Mann in “Heat – La sfida” (1995), dove interpretava Kelso, l’hacker della banda guidata da Robert De Niro. Sul set, con lui, anche Al Pacino: un cast d’eccezione.

Drammaturgo e regista: il teatro e il cinema d’autore

Non solo attore: Noonan ha scritto diverse opere teatrali, tra cui “What Happened Was…” (1994) e “The Wife” (1995), entrambe portate sul grande schermo. Il primo gli ha valso il premio della giuria al Sundance Film Festival. Negli anni Duemila è stato riscoperto dalla critica grazie a ruoli intensi come quello di Sammy Barnathan in “Synecdoche, New York” (2008), esordio alla regia di Charlie Kaufman. In “La promessa (The Pledge)” (2001), diretto da Sean Penn e presentato a Cannes, recitava accanto a Jack Nicholson.

Un’eredità di personaggi complessi

Durante la sua carriera, Tom Noonan ha dato vita a figure complesse, spesso tormentate. Il suo sguardo freddo, la voce profonda e la sua imponente statura lo hanno reso un interprete unico, molto richiesto per ruoli fuori dal comune. “Riusciva a rendere ogni scena speciale”, ha ricordato un collega sul set di “Heat”. Eppure, lontano dal set, Noonan era una persona riservata.

Il ricordo di chi lo ha conosciuto

La notizia della sua morte ha scosso colleghi e fan. Su Twitter, Fred Dekker ha scritto: “La sua presenza sul set era magnetica. Non dimenticherò mai come entrava nei personaggi”. Anche Michael Mann ha voluto ricordarlo: “Un attore raro, capace di scavare nell’animo umano”. I funerali si terranno in forma privata nei prossimi giorni a New York.

Con la scomparsa di Tom Noonan, il cinema americano perde una figura inconfondibile. Un artista capace di muoversi tra generi diversi, dal thriller al dramma psicologico, lasciando un segno profondo nella memoria di chi lo ha visto sullo schermo.