Cortemilia, 20 febbraio 2026 – In un’Italia dove i piccoli borghi rischiano di svuotarsi, a Cortemilia, un paese di poco più di duemila abitanti nell’Alta Langa, si respira un’aria diversa. Qui, Paola Veglio, amministratrice delegata di Brovind Vibratori spa, ha deciso di scommettere non solo sull’azienda, ma sull’intera comunità. Il suo impegno si traduce in lavoro, servizi e formazione, con l’obiettivo di dare una vera speranza al territorio. “Il mio sogno – ha raccontato Veglio – è trasformare questo borgo storico, conosciuto per il cibo e il turismo, in un polo tecnologico senza disoccupazione”.
Un asilo nido per le famiglie: il primo segnale concreto
Il primo passo è stato la nascita dell’asilo nido comunale. “Qui mancava un nido – ha spiegato Veglio – e oggi la struttura accoglie anche i bambini dei paesi vicini”. Per chi lavora in Brovind, poi, il vantaggio è doppio: l’azienda copre interamente la retta. Un aiuto importante, soprattutto in un’area dove i servizi per i più piccoli scarseggiano e le famiglie giovani rischiano di andarsene. Fondamentale è stata la collaborazione con il Comune: “L’impegno della giunta ha reso possibile un progetto che conta davvero per il territorio”.
Hotel e ristorante: una nuova vita per il centro storico
Ma non si parla solo di asili. Da qualche mese, il cuore di Cortemilia è tornato a pulsare con la riapertura di un ristorante-pizzeria e di un hotel. “Erano anni che mancavano queste strutture”, ricorda Veglio. L’hotel, in particolare, ospita fino a 60 lavoratori Brovind, e per l’80% il pranzo è pagato dall’azienda. Un gesto che rientra nel welfare aziendale, ma che dà anche una mano all’economia locale. “La posizione centrale dell’hotel dà ossigeno ai negozi del paese”, racconta Veglio. E non è tutto: “Stanno aprendo nuove attività gestite da giovani. È la prova che il progetto sta dando frutti concreti per ridare vita al territorio”.
Rilancio industriale: il futuro passa dall’ex polo Miroglio
Lo sguardo di Paola Veglio guarda oltre i servizi e la ristorazione. Il prossimo obiettivo è far rivivere l’ex polo industriale Miroglio, una vasta area di 33.000 metri quadrati lasciata vuota da anni. “Qui sposteremo la produzione di Brovind”, annuncia l’imprenditrice. Il progetto punta su energia indipendente, automazione e più attenzione al benessere dei dipendenti. Si parla di un investimento da 12 milioni di euro: “Una cifra enorme – ammette Veglio – ma è l’unica strada per crescere”. L’idea è chiara: rafforzare la presenza industriale a Cortemilia e creare nuovi posti di lavoro.
Formazione e lavoro: un collegamento per fermare la fuga dei giovani
Per fermare lo spopolamento serve guardare ai giovani. Ed è qui che entra in gioco la collaborazione tra Brovind e le scuole locali. “Accogliamo i ragazzi più promettenti – spiega Veglio – e offriamo loro una formazione di alto livello”. L’obiettivo è costruire un ponte tra scuola e lavoro, per evitare che i talenti vadano a cercare fortuna altrove. Un investimento sulle persone, che va di pari passo con quelli sulle strutture.
Cortemilia, un modello possibile?
Qui, insomma, la lotta allo spopolamento passa attraverso una strategia che mette insieme servizi per le famiglie, investimenti industriali, cura dei giovani e valorizzazione delle risorse del territorio. “Non basta lamentarsi della fuga dai borghi – conclude Veglio – bisogna creare condizioni reali per restare”. E mentre nel centro storico spuntano nuove insegne, la comunità guarda avanti con più fiducia, verso un futuro che appare meno incerto.
