Roma, 20 febbraio 2026 – Dieci protagonisti e una menzione speciale, tra imprenditori, manager, artisti e accademici, sono stati annunciati oggi come vincitori dell’ottava edizione del Business Care International Award. Il premio, nato nel 2019, celebra chi contribuisce a rafforzare la reputazione dell’Italia nel mondo, puntando su etica, innovazione e cultura. La conferenza stampa si è svolta nella sede della Società Dante Alighieri a Palazzo Firenze, nel cuore di Roma, ospiti del segretario generale Alessandro Masi. Un luogo che, come ha ricordato lo stesso Masi, “è il ponte ideale tra tradizione e futuro, tra cultura e impresa”.
Italia e Stati Uniti, un legame che cresce
Il Business Care International Award rinnova anche quest’anno il suo impegno a rafforzare l’alleanza economica e culturale con gli Stati Uniti, partner strategico per l’Italia. I dati di Pagella Politica parlano chiaro: nel 2024 le esportazioni italiane verso gli USA hanno superato i 65 miliardi di euro, con un surplus commerciale di 39 miliardi. Questo vale il 10% del totale delle esportazioni nazionali. A guidare la crescita sono settori come meccanica, farmaceutica, moda, agroalimentare e trasporti. Tra il 2022 e il 2024 sono state circa 25.000 le imprese italiane che hanno esportato negli Stati Uniti; un quarto di queste destina più della metà della produzione proprio al mercato americano.
“In un momento storico complesso e frammentato, il Business Care International Award resta un punto di riferimento per chi crede nella forza degli scambi culturali, economici, scientifici e sociali”, ha spiegato Massimo Veccia, presidente e ideatore del premio. “Vogliamo promuovere una visione di progresso basata sulla collaborazione, non sulla competizione”.
I protagonisti dell’edizione 2026
La giuria – formata da Fabrizio Ferragni, Paolo Liguori, Silvana Mangione e Alessandro Masi – ha scelto sette “Player globali”, due “Rising star” e una menzione speciale. Tra i nomi più noti spiccano Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano; Claudia Cremonini, vicepresidente di Cremonini spa; il diplomatico Fabrizio Di Michele, già console generale d’Italia a New York; l’imprenditore Sebastiano Fanizza, attivo nella consulenza per luxury brand; Milena Lerario, ceo di E-Geos; Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild spa; Chiara Sbarigia, presidente dell’Associazione produttori audiovisivi; e Sabrina Zappia, presidente degli Italian & International Patrons of the Art dei Musei Vaticani.
Per la categoria Rising star sono stati scelti il musicista e compositore Marco Nodari e il professore Aldostefano Porcari dell’University College di Londra. Una scelta che guarda non solo ai risultati già ottenuti, ma anche al potenziale di chi sta costruendo il futuro. La menzione speciale è andata all’Associazione della Stampa Estera in Italia, rappresentata dalla direttrice Elena PosteInicu.
Le vere stelle del Made in Italy
Una novità di quest’anno è la sezione dedicata alle “icone del Made in Italy che illuminano il mondo”: marchi, realtà produttive e talenti che portano alto il nome dell’Italia all’estero. L’obiettivo è contrastare l’italian sounding e valorizzare le eccellenze autentiche che raccontano qualità e identità italiana. Moda, design, tecnologia, agroalimentare: settori diversi ma uniti da una stessa passione per l’eccellenza.
“Il premio è una bussola per chi lavora a difesa delle ricchezze del nostro Paese”, ha sottolineato Fabrizio Ferragni, presidente della giuria. Paolo Liguori ha aggiunto: “In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale, è importante riconoscere il valore delle intelligenze umane che nutrono l’ingegno italiano nella cultura, nell’arte e nel design”.
Due tappe per celebrare l’eccellenza
La cerimonia di premiazione si terrà il 27 marzo 2026 nella Sala della Regina della Camera dei deputati a Roma. A seguire, il 12 novembre 2026 al Consolato generale d’Italia a New York si svolgerà un secondo appuntamento internazionale. Due momenti simbolici che sottolineano la vocazione globale del premio e la centralità del dialogo tra Italia e Stati Uniti.
Il Business Care International Award resta così uno spazio d’incontro tra storie diverse – imprenditori, manager, artisti, accademici – uniti dall’impegno a costruire un mondo più aperto, innovativo e responsabile. Un racconto che parte dall’Italia ma guarda lontano, con lo sguardo fisso sulle sfide di domani.
