Hawke e Crowe: un’avventura western nella Grande Depressione

Hawke e Crowe: un'avventura western nella Grande Depressione

Hawke e Crowe: un'avventura western nella Grande Depressione

Giada Liguori

Febbraio 20, 2026

Berlino, 20 febbraio 2026 – Alla Berlinale Gala di oggi è stato presentato ‘The Weight’, il nuovo film di Padraic McKinley che porta lo spettatore nell’America della Grande Depressione, tra le ombre dell’Oregon del 1933. Al centro della storia c’è Samuel Murphy, interpretato da Ethan Hawke, un veterano segnato dalla guerra e dalla perdita della moglie, che si ritrova separato dalla figlia e rinchiuso in un campo di lavoro. A guidare la struttura c’è un direttore dai modi gentili ma dal cuore duro: Clancy, interpretato da Russell Crowe.

Tra foreste selvagge e sfide di sopravvivenza

La trama si svolge tra le foreste e i fiumi dell’Oregon, anche se il film è stato girato in Baviera. Murphy, per ottenere una liberazione anticipata, accetta la proposta di Clancy: trasportare oro attraverso territori difficili insieme a un gruppo di detenuti molto diversi tra loro. Tra questi c’è Anna (Julia Jones), l’unica donna del gruppo, silenziosa ma determinata. Il viaggio si trasforma presto in una prova dura, fatta di acque gelide, ponti sospesi e pericoli nascosti. La fotografia di Matteo Cocco mette in risalto una natura aspra e imponente, mentre le musiche dei fratelli Latham e Shelby Gaines accompagnano i momenti più tesi.

Sul set, tra fatica e ricordi di Hawke

Girato in sei settimane nella Foresta Bavarese, il film ha messo a dura prova il cast. Ethan Hawke, durante l’incontro con la stampa, ha parlato senza giri di parole delle difficoltà: “È stata una delle estati più dure della mia vita”, ha raccontato l’attore texano, 55 anni e cinque volte candidato all’Oscar. “Le scene nei fiumi, con l’acqua appena sopra lo zero, erano una sfida continua. E poi c’erano i boschi, le zecche… A volte pensavo: ‘Sì, sto girando un film d’azione’, ma poi arrivavano momenti fermi in cui l’unico obiettivo era non farsi mordere”.

Hawke ha anche ricordato le riprese di “Zanna Bianca” in Alaska, quando era giovane: “Sei mesi tra neve e ghiaccio, un’esperienza che mi ha segnato profondamente”. In “The Weight” ha interpretato un uomo costretto a restare forte, fisicamente e mentalmente, proprio come quelli di quell’epoca difficile.

Mascolinità, dignità e paternità: temi che restano

Il film affronta il tema della mascolinità in modo diretto, senza cadere nella retorica. “Forse oggi sembra un po’ fuori moda l’idea dell’uomo tutto d’un pezzo, con principi solidi”, ha detto Hawke. “Ma volevo raccontare un lato positivo della mascolinità: dignità, cura degli altri, paternità. Valori che mettono alla prova la vera integrità di una persona”. Un messaggio che si riflette nella sceneggiatura di McKinley, dove ogni personaggio deve fare i conti con i propri limiti e con la lotta per non perdere se stesso.

Hawke e Crowe, un incontro sul set che conta

Sul set di “The Weight” c’è stato anche il primo incontro professionale tra Hawke e Crowe. “Quando reciti con un attore così bravo è difficile non dare il massimo”, ha ammesso Hawke con un sorriso. Il rapporto tra i due – uno texano, l’altro australiano – ha aiutato a dare spessore ai loro personaggi, entrambi segnati da un passato complicato e da scelte morali difficili.

Un western moderno tra azione e introspezione

“The Weight” si muove tra diversi generi: crime thriller, western, dramma psicologico. La natura selvaggia dell’Oregon (ricostruita nei boschi tedeschi) diventa il palcoscenico di un viaggio che pesa quanto l’oro che i protagonisti devono trasportare sulle spalle. Il finale – assicurano regista e cast – riserva più di una sorpresa.

Alla Berlinale, il film ha raccolto applausi e qualche domanda sul senso della redenzione in tempi duri. “Non ci sono risposte facili”, ha chiuso Hawke. “Ma raccontare queste storie serve ancora”.