Indipendenza economica: la chiave della libertà secondo Quartapelle del Pd

Indipendenza economica: la chiave della libertà secondo Quartapelle del Pd

Indipendenza economica: la chiave della libertà secondo Quartapelle del Pd

Matteo Rigamonti

Febbraio 20, 2026

Milano, 20 febbraio 2026 – La deputata del Partito Democratico, Lia Quartapelle, ha scelto il palco dell’evento “Progetto Donna”, organizzato dall’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano, per lanciare un messaggio chiaro e senza giri di parole: “La vera rivoluzione si fa con atti concreti”. Questa mattina, nella sala gremita del capoluogo lombardo, professioniste e rappresentanti istituzionali si sono confrontati sul tema delle pari opportunità nelle professioni tecniche. Quartapelle, intervenuta poco dopo le 10, ha puntato il dito su un punto fondamentale: la libertà delle donne passa prima di tutto dall’indipendenza economica.

Indipendenza economica e lavoro tecnico: una sfida ancora aperta

“Non basta avere donne in ruoli di rappresentanza se poi non si combattono battaglie vere per la loro autonomia”, ha detto Quartapelle davanti a un pubblico attento. Il messaggio è netto: la presenza femminile nelle istituzioni e nelle aziende non vale come risultato se non si traduce in opportunità concrete di autonomia, soprattutto economica. “L’incontro di oggi serve proprio a questo: trasformare i principi in fatti, concentrandosi sulle professioni tecniche”, ha aggiunto la deputata.

I dati degli organizzatori mostrano che le donne sono ancora una minoranza negli ordini professionali tecnici. Tuttavia, negli ultimi anni si registra un aumento costante delle laureate nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Un segnale positivo, secondo Quartapelle, ma non sufficiente a colmare il divario.

Le conquiste di ieri e le sfide di oggi

Nel suo intervento, Quartapelle ha ripercorso alcuni momenti chiave della storia del lavoro femminile a Milano. Ha ricordato le “piccinine”, le bambine che agli inizi del Novecento lavoravano come aiuto-sarte. “Nel 1902 furono protagoniste di uno sciopero che portò a una vittoria importante: il limite di 30 chili per i pacchi di vestiti da trasportare”, ha raccontato. Un episodio che aprì la strada a una riflessione più ampia sul lavoro minorile e femminile in Italia.

Oggi le cose sono cambiate. “Le donne laureate in materie scientifiche sono in crescita e spesso ottengono risultati migliori dei colleghi uomini”, ha sottolineato. Ma il divario salariale resta un problema serio. “Il nodo delle retribuzioni è centrale – soprattutto nelle libere professioni, dove i compensi non sono regolati da contratti fissi ma variano molto”.

Divario salariale e cause profonde

Per Quartapelle, il problema va affrontato dal fondo. “Bisogna capire le radici della questione, superare stereotipi e paure, intervenire con misure mirate”, ha spiegato. I dati dell’Ordine degli ingegneri confermano un forte divario tra uomini e donne: avvocate, ingegnere, architette guadagnano meno rispetto ai colleghi uomini.

Le ragioni sono tante: dalla difficoltà a entrare nelle reti professionali alla scarsa visibilità nei ruoli di comando. “Il lavoro che fate oggi, concreto e basato sui dati, è fondamentale per trasformare buone intenzioni in cambiamenti reali”, ha detto Quartapelle rivolgendosi alle partecipanti.

Una rivoluzione ancora in corso

La deputata ha definito la conquista dei diritti femminili “una delle rivoluzioni più profonde e riuscite del secolo scorso”. Ma ha ammesso: “La trasformazione non è finita. Continua, anche se con ostacoli nuovi e a volte più insidiosi. È un cambiamento che sentiamo sulle spalle e davanti agli occhi. E che dobbiamo portare a termine”.

Ha chiuso il suo intervento con un appello all’unità: “Potete contare sul sostegno delle istituzioni. Serve costruire e mantenere un’alleanza forte, che ci tenga insieme”. Ha elogiato il metodo di “Progetto Donna”: “Rigoroso, basato sui dati, scientifico – un’arma preziosa in un momento in cui il dibattito pubblico spesso si perde in chiacchiere e manca di concretezza”.

Solo così, ha ribadito la deputata Pd, si potrà costruire un cambiamento solido e duraturo. E Milano, ancora una volta, si conferma laboratorio di questa trasformazione.