La Corte canadese smonta i dazi di Trump: una vittoria per il commercio giusto

La Corte canadese smonta i dazi di Trump: una vittoria per il commercio giusto

La Corte canadese smonta i dazi di Trump: una vittoria per il commercio giusto

Matteo Rigamonti

Febbraio 20, 2026

Washington, 20 febbraio 2026 – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato “ingiustificati” i dazi imposti da Donald Trump durante la sua presidenza. Una sentenza che, secondo il governo canadese, segna una svolta nei rapporti commerciali tra i due Paesi. La decisione, arrivata ieri pomeriggio a Washington, mette fine a una lunga fase di tensioni innescate dalle tariffe introdotte nel 2018 su acciaio, alluminio e altri prodotti.

Canada: una vittoria dopo anni di scontri

“Questa sentenza dimostra che quei dazi non avevano alcun fondamento”, ha detto la ministra canadese del Commercio, Mary Ng, in una conferenza stampa a Ottawa. Il Canada, uno dei principali partner commerciali degli Stati Uniti, aveva subito duramente le misure protezionistiche del governo Trump. Secondo i dati del governo canadese, le esportazioni di acciaio verso gli USA erano calate del 23% nel primo anno dopo l’introduzione delle tariffe.

La decisione della Corte Suprema – attesa da mesi da imprese e osservatori – è stata accolta con favore anche dalle associazioni di categoria. “Finalmente si ristabilisce un principio di equità”, ha commentato il presidente della Canadian Steel Producers Association, Catherine Cobden. Negli anni scorsi, molte aziende canadesi hanno dovuto fare i conti con perdite e incertezze, con effetti negativi sull’occupazione in Ontario e Québec.

Cosa dice la Corte Suprema

Nella sentenza, i giudici hanno sottolineato che i dazi erano stati imposti “senza una reale giustificazione economica e senza una vera minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. Una posizione che contraddice l’argomentazione di Trump, che aveva motivato le tariffe come una misura indispensabile per proteggere l’industria americana.

“Non c’erano prove concrete che giustificassero un intervento così drastico”, si legge nelle motivazioni depositate ieri mattina. Gli avvocati del Canada avevano puntato proprio su questo fin dall’inizio, sottolineando l’impatto sproporzionato sulle industrie chiave del Nord America.

Le reazioni negli Stati Uniti e cosa potrebbe succedere

Negli Stati Uniti la sentenza ha scatenato opinioni contrastanti. Alcuni nel settore dell’acciaio temono che la decisione possa mettere a rischio posti di lavoro. Altri vedono invece un’occasione per riportare stabilità nei rapporti con il Canada. “Serve chiarezza per poter pianificare investimenti e crescita”, ha detto il vicepresidente della US Chamber of Commerce, Neil Bradley.

L’amministrazione Biden, che aveva già iniziato a rivedere le politiche tariffarie ereditate, ha annunciato in una nota che “rispetterà la decisione della Corte” e lavorerà per rafforzare la cooperazione economica con Ottawa. Non sono però mancati i commenti critici da parte dei sostenitori di Trump: per alcuni repubblicani, la sentenza potrebbe indebolire l’industria americana in un momento delicato per il mercato globale.

Dazi e relazioni tra USA e Canada: una tregua possibile

I dazi avevano raffreddato i rapporti tra Washington e Ottawa negli ultimi anni. Il premier canadese Justin Trudeau, più volte intervenuto sulla questione, aveva definito le tariffe “un errore strategico” e chiesto a più riprese la loro rimozione. Ora, con la decisione della Corte Suprema, si apre uno spiraglio per rilanciare il dialogo tra i due Paesi.

Fonti diplomatiche canadesi confermano che nei prossimi giorni sono previsti incontri tecnici tra funzionari per definire tempi e modi della rimozione delle tariffe ancora in vigore. “Vogliamo voltare pagina”, ha detto un alto funzionario del ministero degli Esteri canadese. L’obiettivo è tornare a un commercio aperto e prevedibile, in linea con gli accordi dell’USMCA (United States-Mexico-Canada Agreement).

Cosa cambia per l’economia nordamericana

Gli esperti guardano ora agli effetti della sentenza sul commercio in Nord America. Uno studio della Bank of Montreal stima che la rimozione dei dazi potrebbe far crescere le esportazioni canadesi verso gli Stati Uniti fino al 15% nei prossimi due anni. Resta da vedere se la decisione influirà anche su altri partner colpiti dalle stesse tariffe.

In attesa dei prossimi passi, il governo canadese si dice pronto a collaborare con Washington per superare le tensioni del passato. “È il momento di ricostruire fiducia”, ha concluso la ministra Ng davanti ai giornalisti. Solo allora, forse, si potrà davvero chiudere il capitolo dei dazi.