Roma, 20 febbraio 2026 – Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha scagliato un duro attacco al governo e alla premier Giorgia Meloni. Tutto è partito dalla sentenza della Corte Suprema statunitense che ha dichiarato illegittimi i dazi voluti da Donald Trump. Il suo commento, pubblicato sui social nella tarda mattinata, arriva a due mesi dal voto di fiducia sulla legge di bilancio. Ricordiamo che Renzi era seduto tra i banchi del Senato, a Palazzo Madama, il 23 dicembre scorso.
Corte Suprema: i dazi Trump bocciati
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che i dazi imposti dall’amministrazione Trump violano le leggi interne americane. Una sentenza che Renzi definisce “fondamentale sul piano giuridico”. Ma per il leader di Italia Viva c’è anche un forte risvolto politico. La decisione potrebbe cambiare i rapporti commerciali tra Stati Uniti ed Europa, e in particolare mettere in discussione l’atteggiamento dell’esecutivo italiano.
I dazi erano al centro del dibattito internazionale già dal 2018, quando Trump aveva imposto tariffe su acciaio e alluminio provenienti dall’Unione Europea. In Italia, la misura aveva diviso la politica: alcuni nella maggioranza li avevano visti come un’opportunità, altri temevano le conseguenze sull’export nazionale.
Renzi punta il dito contro Meloni: “Dov’è la voce di Trump in Italia?”
Nel suo post, Renzi non ha risparmiato critiche ai sostenitori italiani delle politiche di Trump. “Dove sono finiti tutti i Maga? Dove quelli che dicevano che i dazi erano un’opportunità? Dove sono i galoppini di Trump?”, ha scritto. Un chiaro riferimento sia a esponenti della destra italiana che negli anni scorsi hanno appoggiato le scelte protezionistiche dell’ex presidente americano, sia alla stessa premier Meloni.
Poco dopo, Renzi ha rivolto un attacco diretto a Giorgia Meloni: “Sta zitta anche stavolta o troverà il coraggio di fare gli interessi della Nazione e non quelli di Trump?”. Un affondo che riapre il confronto nella maggioranza sulle relazioni con Washington e sulle strategie commerciali da adottare.
Governo in silenzio, reazioni a caldo
Per ora, da Palazzo Chigi nessuna risposta ufficiale alle parole di Renzi. Fonti vicine alla presidenza del Consiglio hanno scelto di non commentare né la sentenza americana, né le accuse del leader di Italia Viva. In Transatlantico, però, alcuni deputati della maggioranza hanno bollato l’attacco come “strumentale”, ribadendo che la posizione italiana sui dazi è sempre stata “pragmatica e volta a difendere gli interessi nazionali”.
Dall’opposizione, invece, arrivano segnali di appoggio alle parole di Renzi. Un deputato del Partito Democratico, raggiunto poco dopo la pubblicazione del post, ha detto: “La sentenza della Corte Suprema è un punto fermo. Ora il governo deve chiarire la sua posizione”. Anche esponenti di Azione e +Europa chiedono una presa di posizione chiara da parte dell’esecutivo.
Italia-Usa: cosa cambia davvero?
La sentenza della Corte Suprema potrebbe avere conseguenze concrete anche nei rapporti tra Roma e Washington. Nei corridoi del Ministero degli Esteri regna prudenza. Un funzionario della Farnesina ha confidato nel primo pomeriggio: “Stiamo valutando le implicazioni della sentenza”. L’Italia, che ha visto crescere le esportazioni verso gli Stati Uniti soprattutto nei settori agroalimentare e manifatturiero, segue con attenzione l’evoluzione della vicenda.
Secondo i dati Istat aggiornati a dicembre 2025, le esportazioni italiane verso gli Usa hanno superato i 60 miliardi di euro nell’ultimo anno. Un mercato chiave per le nostre imprese. La rimozione dei dazi potrebbe dare una spinta in più al made in Italy, ma resta da vedere quale sarà la posizione ufficiale del governo Meloni dopo questa sentenza.
Maggioranza spaccata, Renzi non molla
Intanto, dentro la maggioranza si discute sulla linea da tenere. Alcuni parlamentari vicini a Fratelli d’Italia chiedono cautela: “Non possiamo permetterci rotture con Washington”, ha detto un senatore che ha preferito restare anonimo. Altri invece spingono per maggiore indipendenza nelle scelte commerciali.
Renzi, dal canto suo, non abbassa la guardia: “Non smetteremo di chiedere chiarezza – ha scritto – perché in ballo ci sono gli interessi delle imprese italiane”. La partita resta aperta. E nelle prossime ore sono attese nuove prese di posizione sia dal governo che dall’opposizione.
