Roma, 20 febbraio 2026 – Rafforzare la capacità dell’Italia di leggere e anticipare le trasformazioni del mercato del lavoro: questa è la sfida al centro del progetto di ricerca “Skill, training and labour market indicators for Italy: big data analysis to navigate the future”, presentato oggi al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’iniziativa, promossa da Sviluppo Lavoro Italia con il supporto dell’OCSE, punta sull’analisi dei big data e sull’uso di strumenti avanzati di intelligenza artificiale per guidare le politiche attive e la formazione.
Big data e AI: la nuova bussola per il lavoro
Il progetto, svelato a via Veneto davanti a funzionari, esperti e rappresentanti sindacali, si basa su un’analisi continua delle offerte di lavoro pubblicate online. Grazie a sofisticati algoritmi di AI, i ricercatori vogliono tenere sotto controllo la domanda di lavoro e le competenze richieste dalle aziende, sia a livello nazionale che locale. L’obiettivo è chiaro: ridurre il divario tra domanda e offerta e migliorare la programmazione delle politiche attive.
“Capire in fretta come cambiano le competenze richieste dal mercato del lavoro è fondamentale per rendere più efficaci le politiche attive e i sistemi formativi”, ha detto il ministro Marina Calderone durante l’evento. “Questo progetto è un passo avanti verso un uso più concreto e affidabile dei dati, capace di indirizzare le scelte pubbliche, sostenere l’occupabilità e aiutare le imprese a innovare”, ha aggiunto, sottolineando la necessità di strumenti flessibili per affrontare i cambiamenti in corso.
Un modello per guidare le politiche del lavoro
Paola Nicastro, presidente e amministratore delegato di Sviluppo Lavoro Italia, ha spiegato che questa iniziativa rafforza il ruolo della società come supporto tecnico alle istituzioni. “Collaborare con l’OCSE ci permette di costruire un modello avanzato e replicabile di big data intelligence, capace di integrare diverse fonti e fornire dati concreti per le decisioni pubbliche”, ha detto Nicastro. Il progetto dovrebbe portare benefici concreti ai territori e ai sistemi locali delle competenze.
L’intervento si propone come un modello basato su dati reali per le politiche del lavoro, in grado di collegare i vari livelli di governo – dal nazionale al locale – e di rafforzare il sistema delle competenze in modo strutturale. Un punto ribadito da diversi relatori, che hanno insistito sulla necessità di strumenti per capire meglio le dinamiche del mercato occupazionale.
La forza della collaborazione internazionale
Stefano Scarpetta, direttore per l’occupazione e gli affari sociali dell’OCSE e prossimo chief economist dell’organizzazione, ha messo in luce il valore della cooperazione internazionale. “L’uso innovativo dell’enorme quantità di dati disponibile ci aiuta a leggere più a fondo le trasformazioni del mercato del lavoro”, ha spiegato Scarpetta. “La collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia punta a creare strumenti concreti per far incontrare domanda e offerta di lavoro”.
Scarpetta ha aggiunto che questa iniziativa è un esempio di come i Paesi possano rafforzare le loro capacità analitiche grazie a partnership internazionali. Un elemento che, secondo gli organizzatori, potrebbe facilitare la diffusione del modello anche in altri Paesi europei.
Verso un sistema del lavoro più rapido e inclusivo
Il progetto nasce in un momento di grandi cambiamenti nel mondo del lavoro: digitalizzazione, transizione verde, nuovi contratti. I dati diffusi oggi mostrano come la richiesta di nuove competenze cresca in fretta, mentre resta alto il rischio che il sistema formativo non riesca a stare al passo. Per questo si punta su strumenti predittivi basati su big data e AI, che dovrebbero anticipare i trend e orientare le scelte pubbliche.
Solo così, spiegano dal Ministero, sarà possibile costruire un sistema più reattivo e inclusivo, capace di affiancare lavoratori e imprese nel cambiamento. Un obiettivo che passa anche dalla capacità di mettere insieme dati diversi – dalle offerte online ai numeri ufficiali – per avere un quadro sempre aggiornato delle esigenze del mercato.
I prossimi passi e le aspettative
Nei prossimi mesi si passerà alla fase operativa: raccolta dati, sviluppo degli algoritmi e prime analisi sui trend del lavoro. I risultati saranno condivisi con le istituzioni, sia centrali che locali, con l’obiettivo di indirizzare le politiche attive e formative. “Siamo convinti che solo usando bene i dati si possano affrontare le sfide che ci aspettano”, ha detto una funzionaria presente all’incontro.
Per ora, tra gli addetti ai lavori, si respira una cauta fiducia. Tutti aspettano le prime evidenze che verranno dall’analisi dei dati: sarà allora che si capirà se davvero l’intelligenza artificiale può fare la differenza nel mercato del lavoro italiano.
