Milano, 20 febbraio 2026 – L’arte sta conquistando sempre più spazio nelle aziende, trasformando non solo gli uffici e le sedi principali, ma anche il modo in cui si comunica e si racconta l’identità aziendale. Negli ultimi anni, realtà di ogni settore hanno iniziato a usare il linguaggio artistico per rafforzare il dialogo interno e interpretare i cambiamenti in corso. Dalle collezioni d’arte aziendali alle mostre aperte al pubblico, fino alle collaborazioni con artisti contemporanei, la cultura si intreccia con il mondo del business, cambiando il rapporto tra impresa e società.
L’arte: motore di innovazione e identità aziendale
Per Stefano Petricca, Ceo di Petricca&Co Capital S.A., il legame tra arte e impresa si è fatto più solido negli ultimi vent’anni. “L’arte ha toccato settori industriali e professionali come un’onda che si espande”, racconta Petricca, citando esempi come Louis Vuitton, che ha lavorato con artisti come Murakami e Kusama, o Deutsche Bank e Clifford Chance, famose per le loro collezioni d’arte. Oggi l’arte non è più solo dentro i musei. Invade hotel, ristoranti e persino le strade: a Courchevel con James Turrell, a Modena con Cattelan. “Non è più come ai tempi di Mark Rothko che ritirava i suoi quadri dal Four Seasons di New York”, sottolinea Petricca, evidenziando come la linea tra spazio espositivo e aziendale sia ormai sfumata.
Un caso concreto è la mostra ‘The Pantheon of Care’, creata per ab medica dall’artista Andrea Crespi. Dodici opere che esplorano il concetto di cura, mescolando mito, etica e innovazione. “Per noi l’arte è uno strumento potente per raccontare valori, visione e innovazione”, dice Francesca Cerruti, Ceo di ab medica. Anche la sede dell’azienda, progettata per unire tecnologia e bellezza, riflette questa apertura alla cultura. “L’arte ci aiuta a leggere il cambiamento”, aggiunge Cerruti, “mettendo insieme scienza e tecnologia per dare forma al futuro”.
Quando arte e scienza si parlano: nuove strade per le imprese
Il legame tra arte e scienza diventa sempre più stretto dentro i processi di innovazione. Andrea Parlangeli, caporedattore di Focus e fondatore del sito Josway.it, racconta come artisti come Anselm Kiefer si siano ispirati alla teoria delle stringhe, o come Michelangelo Pistoletto abbia rivisto il suo simbolo del Terzo Paradiso dopo aver parlato con il fisico Guido Tonelli. “Questo scambio tra discipline può diventare un vantaggio per le aziende che vogliono innovare”, spiega Parlangeli. Le neuroscienze sono una delle frontiere più promettenti: “Vorremmo per la prima volta registrare l’attività cerebrale di un artista mentre crea, seguendo anche la reazione del pubblico”.
Arte: un investimento che fa la differenza
Per molte aziende, investire in progetti culturali è diventato un modo per farsi riconoscere e restare competitivi. Beatrice Molteni, Senior Associate dello studio legale Lexia, sottolinea come arte e cultura siano ormai parte integrante della strategia d’impresa: “Mostrano fuori chi sei davvero e quanto ti interessa il rapporto con la comunità”. Banca Intesa Sanpaolo e Salvatore Ferragamo sono solo due esempi di chi punta su iniziative artistiche per rafforzare la propria eredità. Secondo Molteni, queste iniziative favoriscono inclusione, creatività e un senso di responsabilità condivisa dentro l’azienda.
Il tema della responsabilità sociale si lega sempre di più a quello dell’accesso alla cultura. Carlo Riva, direttore dei servizi di ‘L’abilità Onlus’ e ideatore del progetto ‘Museo per tutti’, ricorda che rendere l’arte accessibile a tutti è un impegno che riguarda anche le aziende. “Lavoriamo perché l’accessibilità cognitiva diventi concreta, aprendo il patrimonio culturale anche a chi ha disabilità intellettiva”, spiega Riva. Oggi ‘Museo per tutti’ è attivo in più di 50 luoghi d’arte in Italia.
Diritti d’autore: cosa sapere nell’uso dell’arte aziendale
L’arrivo dell’arte nella comunicazione d’impresa porta con sé anche questioni legali importanti. Elisabetta Berti Arnoaldi, partner dello studio legale Sena&Partners, chiarisce: “Comprare un’opera non vuol dire poter usare liberamente la sua immagine. I diritti economici restano all’artista, a meno che non si stabilisca il contrario”. Il caso Ai Weiwei-Volkswagen del 2019 è un esempio chiaro: senza permessi si rischiano cause e danni d’immagine. Anche fotografare un’opera può richiedere autorizzazioni specifiche.
Arte e impresa: un legame che diventa missione
Infine, c’è chi vive questo incontro tra arte e impresa come una vera missione. Nicola Traverso, partner della società benefit Lexant, racconta le aste benefiche organizzate da istituti finanziari clienti o la collaborazione con Triennale Milano. “Crediamo nel mix di conoscenze diverse, portando la divulgazione legale anche in ambienti artistici”, spiega Traverso. Lexant affianca musei italiani su temi di trasparenza e rispetto delle regole, per proteggere il valore culturale nel tempo.
In un mondo che cambia, l’arte si conferma uno strumento versatile, capace di creare valore economico, sociale e culturale per le aziende e per la comunità. Un linguaggio che, tra nuove sfide e opportunità, continua a ridefinire i confini dell’impresa moderna.
