Resti di elefanti di Annibale scoperti in Spagna: un viaggio nel passato

Resti di elefanti di Annibale scoperti in Spagna: un viaggio nel passato

Resti di elefanti di Annibale scoperti in Spagna: un viaggio nel passato

Giada Liguori

Febbraio 20, 2026

Cordova, 20 febbraio 2026 – Un piccolo frammento d’osso, lungo appena dieci centimetri, potrebbe riscrivere una pagina della storia antica. Oggi, sul Journal of Archaeological Science: Reports, un gruppo di ricercatori spagnoli ha annunciato di aver trovato vicino a Cordova, in Andalusia, quello che potrebbe essere il primo segno concreto della presenza degli elefanti da guerra cartaginesi in Europa. Il pezzo d’osso è stato scoperto nel 2020 nel sito di Colina de los Quemados. Risale a circa 2.200 anni fa, proprio nel periodo della Seconda guerra punica.

Un osso tra monete e armi: la scoperta che fa parlare l’Andalusia

La collina di Colina de los Quemados, che domina la valle del Guadalquivir, era già nota per i resti di fortificazioni antiche e per reperti legati a battaglie di un tempo. Negli ultimi scavi, guidati dall’Università di Cordova e dall’Università autonoma di Madrid, sono emersi frammenti di ceramica, monete puniche e proiettili per macchine d’assedio. Ma a sorprendere gli archeologi è stato il ritrovamento di un osso carpale, un piccolo pezzo dell’arto di un elefante.

“Non pensavamo di trovare resti animali così importanti in un luogo chiaramente militare,” ha detto il professor Javier Cabrera, a capo degli scavi. “La posizione e la vicinanza ad altri oggetti di guerra fanno pensare a un legame diretto con le truppe cartaginesi.”

Tra Annibale e Roma: la datazione che torna indietro nel tempo

La datazione al radiocarbonio ha collocato l’osso tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C., proprio quando scoppiò la Seconda guerra punica (218-201 a.C.). In quei anni, le truppe di Annibale Barca attraversarono la penisola iberica, spingendosi poi verso l’Italia con la famosa traversata delle Alpi e i suoi elefanti da guerra.

Grazie al confronto anatomico, il team ha escluso che il frammento appartenesse a un mammut o ad altre specie estinte. “Le dimensioni e la forma corrispondono a quelle degli elefanti africani o asiatici usati dai Cartaginesi,” ha spiegato la dottoressa Lucía Fernández, coautrice dello studio. Tuttavia, lo stato di conservazione non permette di dire con certezza di quale specie si tratti.

Un pezzo in più nel puzzle della storia militare

Finora, la presenza degli elefanti da guerra nei conflitti tra Cartagine e Roma era nota solo attraverso testi antichi – come quelli di Tito Livio e Polibio – e alcune immagini artistiche. Questo osso ritrovato a Cordova potrebbe essere la prima prova materiale che conferma quelle cronache. Gli esperti, però, mettono le mani avanti: “Non possiamo dire con sicurezza che questo fosse uno degli elefanti di Annibale,” ha ammesso Cabrera. “Ma il contesto in cui è stato trovato sostiene l’idea di un uso militare.”

Nel sito sono saltate fuori anche monete con effigi cartaginesi e proiettili di piombo, segni che fanno pensare a un accampamento o a uno scontro armato. Secondo le prime ipotesi, Colina de los Quemados potrebbe essere stato il teatro di una battaglia minore o un punto strategico durante la campagna iberica.

Cosa ci aspetta: nuovi scavi, nuove scoperte

Il piccolo osso apre molte domande sulle rotte degli eserciti cartaginesi e sul ruolo degli elefanti nella penisola iberica. Gli archeologi vogliono continuare a scavare nei prossimi mesi, sperando di trovare altri resti o tracce che aiutino a mettere insieme il quadro completo.

“Ogni piccolo dettaglio ci avvicina a capire come si muovevano e combattevano queste armate,” ha raccontato Fernández. “Forse un giorno potremo dire con certezza se uno di quegli elefanti che spaventarono Roma ha davvero lasciato il suo segno qui, nella terra andalusa.”