Rivoluzione nel settore: Manageritalia e Assologistica rinnovano il contratto nazionale dei dirigenti della logistica

Rivoluzione nel settore: Manageritalia e Assologistica rinnovano il contratto nazionale dei dirigenti della logistica

Rivoluzione nel settore: Manageritalia e Assologistica rinnovano il contratto nazionale dei dirigenti della logistica

Matteo Rigamonti

Febbraio 20, 2026

Milano, 20 febbraio 2026 – Questa mattina a Milano, Manageritalia e Assologistica hanno rinnovato il Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti delle imprese di logistica, magazzini generali, terminal portuali, interportuali e aeroportuali. L’accordo, valido dal 1° gennaio 2026 fino al 31 dicembre 2028, interessa circa novanta dirigenti del settore. La firma arriva in un momento di incertezza economica, con l’obiettivo di proteggere il potere d’acquisto dei manager e di offrire alle aziende strumenti più stabili per pianificare.

Un accordo tra equilibrio e futuro

Le parti coinvolte hanno descritto il nuovo contratto collettivo come una scelta di responsabilità e lungimiranza. “L’accordo trovato è un punto di equilibrio: permette ai dirigenti di recuperare almeno in parte l’aumento dell’inflazione degli ultimi anni, senza pesare troppo sulle aziende”, ha spiegato Marco Ballarè, presidente di Manageritalia. Il settore della logistica, ha aggiunto Ballarè, resta “strategico per lo sviluppo del Paese”. La firma di oggi segna “un passo – contenuto ma importante – nel cammino di Manageritalia a tutela dei diritti dei dirigenti italiani”.

Il rinnovo non riguarda solo il salario. Tra le novità più importanti ci sono maggiori risorse per il welfare aziendale e nuove misure per l’invecchiamento attivo sul lavoro. Sono previsti anche incentivi per l’autoformazione e tutele potenziate per la genitorialità e la parità di genere.

Stipendi in crescita e welfare potenziato

Al centro dell’accordo c’è l’aumento dello stipendio: i dirigenti avranno un incremento lordo mensile finale di 750 euro, diviso in tre step. Si parte con 250 euro dal 1° marzo 2026, poi 300 euro dal 1° gennaio 2027 e infine altri 200 euro dal 1° gennaio 2028. Per coprire i primi due mesi dell’anno, i dirigenti in servizio alla firma riceveranno un bonus una tantum di 500 euro lordi.

Sul fronte del welfare, il contratto prevede un credito annuale di 2.000 euro, il rafforzamento del Fondo Mario Negri e la conferma delle assicurazioni Antonio Pastore. Viene inoltre aggiornata la disciplina delle agevolazioni contributive.

Nuove tutele e attenzione agli over 60

Tra i punti chiave dell’intesa spicca l’attenzione alle tutele sociali e demografiche. In particolare, si introduce un sistema che favorisce lo scambio tra generazioni: i dirigenti vicini alla pensione potranno restare in azienda come tutor, affiancando i colleghi più giovani. Un modo per valorizzare l’esperienza dei senior e trasferirla in azienda.

Non è tutto: il contratto incentiva anche a prendere le ferie, sostiene la genitorialità e assicura copertura sanitaria per chi ha gravi malattie. “Abbiamo voluto mettere al centro l’invecchiamento attivo”, ha detto Ballarè, “dando spazio ai dirigenti senior per trasmettere competenze ed esperienze alle nuove generazioni”.

Formazione continua e più trasparenza

Il nuovo accordo dedica spazio anche alla formazione: viene riconosciuto il diritto all’autoformazione con almeno sei giorni di congedo retribuito ogni tre anni. Si ampliano anche le politiche per aiutare i dirigenti a ricollocarsi sul mercato del lavoro.

Sotto il profilo dell’equità, sono previste misure per la parità di genere, la trasparenza nei salari e la lotta al dumping contrattuale. Paolo Guidi, presidente di Assologistica, ha sottolineato che l’accordo “va nella direzione da noi voluta, cioè valorizzare i manager della logistica, veri pilastri delle aziende”. Guidi ha ricordato anche l’inserimento nell’articolo 1 del contratto delle “aziende di servizi logistici integrati con attività di supporto alla produzione, che coprono tutta la supply chain”.

Un segnale forte in un momento difficile

La firma del nuovo contratto collettivo arriva in un periodo in cui il settore logistico affronta sfide importanti: dall’aumento dei costi energetici alle trasformazioni tecnologiche che stanno cambiando i processi produttivi. In questo scenario, mantenere relazioni sindacali solide e proteggere il potere d’acquisto dei manager diventano elementi fondamentali per garantire la competitività delle imprese.

Secondo le parti sociali, l’accordo dimostra come si possa conciliare le esigenze delle aziende con i diritti dei lavoratori, anche in settori esposti a forti cambiamenti globali. Un passo avanti, come lo definiscono i protagonisti, che guarda al futuro della logistica italiana senza dimenticare chi la guida ogni giorno.