Seul, 20 febbraio 2026 – Un dispositivo flessibile per la fototerapia dei capelli potrebbe presto cambiare il modo di combattere la calvizie. A metterlo a punto sono stati i ricercatori del Korea Advanced Institute of Science and Technology (Kaist), insieme alla City University di Hong Kong. I primi dati sono stati pubblicati su Nature Communications. Il prototipo, ancora in fase di sperimentazione, promette di superare i limiti dei tradizionali caschi a Led, offrendo una soluzione più comoda e forse anche più efficace.
Addio ai caschi rigidi: arriva il tessuto luminoso
La novità più grande, spiegano dal team guidato da Kyung Cheol Choi, è aver sostituito le fonti luminose classiche – Led o laser – con una sottile pellicola di Oled (diodi organici a emissione di luce). Questa pellicola emette una luce uniforme nel vicino infrarosso. Leggera e flessibile, si può inserire in un cappello o in una fascia, adattandosi perfettamente alla forma del cuoio capelluto. “Volevamo creare qualcosa da indossare come un tessuto, senza il fastidio dei caschi rigidi”, ha spiegato Choi in una nota.
Gli Oled emettono luce tra i 730 e i 740 nanometri, una lunghezza d’onda scelta perché stimola le cellule della papilla dermica alla base dei follicoli piliferi. Queste cellule sono fondamentali per regolare la crescita dei capelli e frenarne la caduta.
Test in laboratorio con risultati incoraggianti
Nei primi esperimenti su cellule umane coltivate in laboratorio, il dispositivo ha dato segnali molto positivi: secondo gli autori, la luce Oled ha ridotto fino al 92% l’espressione dei marcatori dell’invecchiamento cellulare rispetto alle cellule non trattate. Un risultato migliore di quello ottenuto con la luce rossa tradizionale, già usata in alcuni prodotti sul mercato.
“Abbiamo visto una diminuzione evidente dei segni di invecchiamento nei follicoli trattati”, ha confermato Choi. Ma ha anche avvertito: “Sono dati preliminari. Ora dobbiamo testare sicurezza ed efficacia su modelli animali, prima di pensare alle prove sull’uomo”.
Un passo avanti nella lotta alla calvizie
La fototerapia per la calvizie sta attirando sempre più attenzione, soprattutto per chi cerca trattamenti non invasivi e non vuole affidarsi solo a farmaci. I caschi a Led esistenti, però, sono scomodi e non sempre distribuiscono la luce in modo uniforme. Il nuovo prototipo coreano punta a risolvere questi problemi con un materiale flessibile e una luce distribuita in modo omogeneo.
Gli autori immaginano un futuro in cui basterà indossare un cappello per fare la terapia: “Speriamo che diventi una cosa semplice da usare tutti i giorni”, ha detto Choi. Per ora, però, non ci sono dati sull’efficacia clinica nell’uomo né sulla sicurezza a lungo termine.
Cosa ci aspetta
Nei prossimi mesi il gruppo inizierà una serie di studi preclinici per capire come si comporta il dispositivo su tessuti vivi e verificare eventuali tossicità. Solo dopo si potrà pensare a test clinici su volontari. “Siamo cauti – ha detto Choi – ma i primi risultati ci danno fiducia per andare avanti”.
La pubblicazione su Nature Communications ha già acceso l’interesse della comunità scientifica internazionale. Alcuni esperti invitano però a non farsi illusioni troppo presto: “I dati in vitro sono incoraggianti, ma la strada per un trattamento reale è ancora lunga”, ha commentato un dermatologo dell’Università di Milano, contattato telefonicamente.
Intanto, chi si occupa di cura dei capelli guarda con attenzione a queste nuove tecnologie indossabili. Se i prossimi test confermeranno i risultati in laboratorio, la fototerapia del futuro potrebbe davvero passare da un semplice cappello.
