Scoprite l’Elvis Presley inedito di Luhrmann in Epic

Scoprite l'Elvis Presley inedito di Luhrmann in Epic

Scoprite l'Elvis Presley inedito di Luhrmann in Epic

Giada Liguori

Febbraio 20, 2026

Los Angeles, 20 febbraio 2026 – Baz Luhrmann torna a raccontare Elvis Presley, ma questa volta con un approccio più intimo, quasi inedito. Il 5 marzo arriva nelle sale italiane, distribuito da Universal, “Epic – Elvis Presley in Concert”, un documentario-concerto che si concentra sugli ultimi dieci anni di vita del re del rock. L’idea è nata quasi per caso, mentre Luhrmann lavorava al biopic “Elvis” del 2022 con Austin Butler, ma si è trasformata in un viaggio fatto di immagini mai viste e testimonianze dirette, recuperate tra gli archivi della Warner Bros e quelli di Graceland.

Un tesoro nascosto riemerge dopo decenni

Tutto parte da una scoperta clamorosa: 69 scatole contenenti 59 ore di filmati originali rimasti chiusi per anni nei depositi Warner Bros. A queste si aggiungono decine di video in super8 da Graceland, molti mai mostrati prima, e quasi 40 minuti di registrazioni audio inedite. “Abbiamo trovato materiale che nessuno aveva mai visto”, racconta Luhrmann in collegamento con la stampa internazionale. “Il biopic era un progetto personale, legato al mio rapporto con Elvis da bambino. Qui, invece, volevamo mostrare l’uomo dietro l’icona”.

Il risultato è un film che segue Presley in un periodo poco raccontato: gli anni tra il 1969 e il 1976, fatti di concerti senza sosta, soprattutto a Las Vegas e nelle grandi arene americane. Il racconto alterna scene dal palco, prove, momenti con musicisti e familiari, ma regala anche flashback: dal primo successo negli anni ’50 al servizio militare, dalle critiche alle sue esibizioni al rapporto con Hollywood.

L’uomo dietro la leggenda

“Durante le proiezioni vedo l’emozione della gente che scopre un Elvis mai visto prima”, confida Luhrmann. “Un uomo gentile, timido, empatico, ma anche divertente e un po’ buffo. Canta come un dio e ha l’aspetto di un dio”. Nel documentario emerge soprattutto il legame viscerale tra Presley e i suoi fan. Un legame a volte fuori controllo: “Vernon, il padre di Elvis, diceva che già a 19 anni tornava a casa pieno di graffi”, ricorda il regista. “I ragazzi cercavano di strappargli i vestiti o prendere qualsiasi cosa avesse addosso”.

Nel film si vede un Elvis trentacinquenne che si dà completamente al pubblico. “Gli spettatori non vogliono solo toccarlo o baciarlo”, osserva Luhrmann. “C’è un desiderio e una follia che si sentono chiaramente. Lui si lascia vivere, come un agnello sacrificale che tutti ‘divorano’ spiritualmente”.

Il tour mondiale che non è mai partito

Tra le curiosità del documentario c’è il sogno mai realizzato di Elvis Presley: portare la sua musica fuori dagli Stati Uniti. “Abbiamo stampato magliette con scritto ‘Elvis Presley, il tour mondiale’, quello che sognava ma non ha mai fatto”, racconta Luhrmann con un sorriso. “All’inizio pensava davvero di andare in Europa, Giappone, Australia, Sud America, Messico. Poi però ha iniziato a girare in tondo, come un uccello che sbatte contro una finestra. Se fosse riuscito, forse le cose sarebbero andate diversamente”.

La colonna sonora del film esce oggi in digitale e CD; dal 24 aprile sarà disponibile anche in doppio vinile. Un’occasione per riscoprire non solo la voce, ma anche la forza scenica di Presley negli anni ’70.

Dopo Elvis, nuovi orizzonti

Dopo anni passati a studiare Elvis, Luhrmann ammette: “Da bambino sognavo di conoscerlo e diventare suo amico. Quando ho iniziato questi progetti non cercavo questo, ma ora sento di averlo davvero incontrato”. Il regista guarda già avanti: tra i suoi prossimi lavori c’è una sfida su “Giovanna d’Arco”, con la giovane Isla Johnston come possibile protagonista.

Epic – Elvis Presley in Concert si propone così di restituire uno sguardo vero su una delle figure più grandi della musica mondiale, scavando tra dettagli poco noti e emozioni genuine. Un viaggio nel tempo che riporta Elvis sul palco, ma soprattutto tra la gente.