Amalia Ercoli Finzi: la proposta audace di multare gli uomini che non contribuiscono in casa

Amalia Ercoli Finzi: la proposta audace di multare gli uomini che non contribuiscono in casa

Amalia Ercoli Finzi: la proposta audace di multare gli uomini che non contribuiscono in casa

Matteo Rigamonti

Febbraio 21, 2026

Milano, 21 febbraio 2026 – “La genitorialità è un diritto, ma il dovere di educare i figli non può ricadere solo sulle donne”. Così si è espressa questa mattina Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e professoressa onoraria del Politecnico di Milano, davanti a una sala attenta all’evento ‘Progetto donna’, organizzato dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Milano, nel cuore di Milano, in via Andrea Doria.

Donne e uomini: diritti e responsabilità in famiglia

Seduta al tavolo dei relatori, con alle spalle una carriera di decenni e una voce ancora ferma, Ercoli Finzi ha messo in luce un tema molto concreto: la responsabilità familiare. “Le donne hanno il privilegio di mettere al mondo i figli, ma il compito di crescerli non può essere solo loro”, ha detto senza mezzi termini. E ha aggiunto, con un sorriso ma senza giri di parole: “Darei una multa agli uomini che non si occupano della casa, perché non è giusto. È una questione di mentalità”. Qualche risata, ma anche tanti cenni di assenso tra le donne in sala.

Per la professoressa, non si tratta solo di una questione privata. “Essere genitori è un diritto di entrambi, non solo delle madri”, ha sottolineato, chiedendo un cambiamento culturale che coinvolga tutta la società. “Non possiamo più lasciare alle donne tutto il peso dell’educazione e della gestione della casa”, ha ribadito con forza.

Un ricordo che parla di diritti

Nel suo intervento, Ercoli Finzi ha voluto condividere un ricordo personale, legato a un momento storico per l’Italia. “Questa foto per me è preziosa: c’è scritto ‘È nata la Repubblica italiana’. Era il 6 giugno 1946 e io c’ero”, ha raccontato mostrando una vecchia copia di giornale. “Ricordo di aver letto quel titolo e di aver pensato: ‘Finalmente qualcosa cambia davvero per noi’”.

Per lei, il diritto di voto alle donne fu una vera svolta. “Era la prima volta che le donne potevano votare. Eppure, quarant’anni prima, uomini spesso analfabeti avevano già questo diritto”, ha spiegato. Poi una riflessione amara: “In quegli anni, uomini che non sapevano leggere né scrivere decidevano il futuro dell’Italia, mentre molte donne laureate non potevano farlo”.

Parità: una conquista ancora lontana

Nonostante i passi avanti, secondo Ercoli Finzi la strada verso la vera parità di genere è ancora lunga. “Oggi molte donne ricoprono ruoli importanti, anche da amministratrici delegate, ma spesso in aziende di famiglia”, ha osservato. Il nodo, per lei, sta ancora nei metodi di selezione e nelle politiche delle aziende: “Perché quando un uomo lascia un ruolo di vertice, spesso viene sostituito da un altro uomo? Le donne sono altrettanto capaci”.

Ha citato anche una frase di Giovanni Giolitti: “Dare il voto alle donne potrebbe cambiare le sorti dell’Italia. Credo che abbiano una capacità di vedere lontano che noi uomini non abbiamo”. Un pensiero che, secondo la professoressa, è ancora oggi più che mai valido.

Un appello alle giovani

Prima di concludere, la professoressa si è rivolta direttamente alle ragazze in sala. “Alle giovani dico: abbiamo diritti civili. Se non ce li riconoscono, dobbiamo reagire, dobbiamo fare la rivoluzione”, ha detto con fermezza. Un invito a non arrendersi mai, a tenere viva la lotta per una società più giusta.

L’incontro si è chiuso tra applausi e qualche domanda dal pubblico. Sul volto di Amalia Ercoli Finzi la soddisfazione di aver riportato al centro del dibattito un tema che, come lei ha ricordato, riguarda tutti: uomini e donne, insieme.