Anghileri (Confindustria): il dl bollette è un passo avanti, ma serve vigilanza continua

Anghileri (Confindustria): il dl bollette è un passo avanti, ma serve vigilanza continua

Anghileri (Confindustria): il dl bollette è un passo avanti, ma serve vigilanza continua

Giada Liguori

Febbraio 21, 2026

Roma, 21 febbraio 2026 – Il nuovo decreto bollette, appena approvato dal governo, è un segnale molto positivo per l’economia italiana, soprattutto per le piccole e medie imprese. Lo ha detto chiaramente Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, intervenuta questa mattina al Forum in Masseria a Saturnia, davanti a una platea di imprenditori e rappresentanti istituzionali. “Il decreto riguarda 4 milioni di imprese”, ha sottolineato Anghileri, “ma soprattutto introduce un metodo nuovo: si cerca di mettere in piedi una politica industriale vera, puntando sulle Ets”.

Decreto bollette, una boccata d’ossigeno per le imprese

Il provvedimento, varato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana, vuole alleggerire il peso dei costi energetici sulle aziende, con un occhio di riguardo alle Pmi. Secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il decreto mette sul piatto aiuti per circa 4 milioni di imprese: sgravi temporanei e incentivi per migliorare l’efficienza energetica. Un intervento che, come ha spiegato Anghileri, “va nella direzione giusta”, dando finalmente una risposta concreta a una delle emergenze più urgenti per il mondo produttivo.

La presidente dei Giovani Imprenditori ha poi evidenziato il valore del metodo scelto dal governo: “Non si tratta solo di un aiuto momentaneo”, ha detto, “ma di un tentativo di costruire una politica industriale più robusta, capace di affrontare anche le sfide future legate alla transizione energetica”.

Il nodo delle Ets e la partita europea

Uno dei temi caldi del decreto riguarda le Ets (Emission Trading System), il sistema europeo che regola lo scambio delle quote di emissioni di CO2. Su questo fronte, Confindustria ha spinto forte per ottenere una sospensione temporanea delle regole più rigide a livello europeo, giudicate troppo pesanti per le imprese italiane. “Abbiamo chiesto a gran voce la sospensione delle Ets”, ha ricordato Anghileri, “perché molte aziende rischiano di non reggere l’aumento dei costi”.

Ma la partita non è ancora chiusa. Il decreto dovrà passare al vaglio del Parlamento nelle prossime settimane e, come ha avvertito la presidente dei Giovani Imprenditori, “non bisogna abbassare la guardia”. Il rischio è che il testo venga modificato o indebolito durante l’iter parlamentare. “Ci auguriamo che tutte le forze politiche siano responsabili”, ha detto, “e che il decreto mantenga la sua forza”.

C’è anche un altro livello da considerare: quello europeo. “Non dimentichiamo che l’ultima parola sulle Ets spetta alla Commissione Europea”, ha sottolineato Anghileri. Un passaggio tutt’altro che scontato, visto che Bruxelles ha già mostrato in passato qualche resistenza verso deroghe e sospensioni al sistema delle quote.

Imprenditori in attesa, tra speranze e dubbi

Durante il Forum in Masseria, diversi imprenditori hanno espresso preoccupazioni sui tempi di attuazione delle misure e sulla chiarezza delle procedure. “Abbiamo bisogno di certezze”, ha spiegato un imprenditore del settore manifatturiero della provincia di Siena, “perché ogni mese di incertezza pesa sui nostri bilanci”.

L’atmosfera tra i presenti resta prudente. Da un lato il decreto è visto come un passo avanti – “finalmente si parla di politica industriale”, ha commentato un giovane imprenditore romano – dall’altro c’è il timore che le misure non bastino senza un coordinamento europeo più deciso.

Le prime stime degli uffici studi di Confindustria indicano che il provvedimento potrebbe ridurre la bolletta energetica delle imprese fino al 10% nel primo semestre del 2026. Ma molto dipenderà dalla rapidità con cui il Parlamento convertirà il decreto e dalle scelte che arriveranno da Bruxelles nelle prossime settimane.

Il countdown per la legge e i prossimi passi

La conversione in legge del decreto bollette è attesa entro metà marzo. Nel frattempo, il governo ha avviato un confronto con le associazioni di categoria e con i rappresentanti delle regioni più colpite dai rincari energetici. “Serve compattezza”, ha ribadito Anghileri a margine dell’incontro, “sia a livello nazionale che europeo”.

Solo quando il quadro normativo sarà chiaro le imprese potranno capire davvero quanto valgono queste misure. Fino ad allora, la parola d’ordine resta prudenza.