Roma, 21 febbraio 2026 – Confindustria, insieme a Cgil, Cisl e Uil, ha lanciato oggi un fondo di solidarietà per venire incontro a popolazioni, lavoratori e imprese colpiti dal Ciclone Harry, che ha devastato vaste zone di Calabria, Sardegna e Sicilia nei giorni scorsi. La decisione, presa di comune accordo tra le principali associazioni datoriali e sindacali italiane, vuole offrire un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà dopo questa ondata di maltempo che ha lasciato dietro di sé danni pesanti e centinaia di sfollati.
Fondo aperto a tutti: lavoratori, imprese e cittadini
Il sistema è semplice ma efficace: ogni lavoratore potrà donare l’equivalente di un’ora di lavoro, somma che sarà raddoppiata da un contributo pari versato dalle imprese. “Abbiamo voluto lanciare un segnale chiaro di vicinanza – si legge in una nota congiunta – coinvolgendo chi ogni giorno sostiene il nostro sistema produttivo”. Ma il fondo non riguarda solo il mondo del lavoro: è aperto anche a tutti i cittadini che vorranno partecipare, senza distinzioni.
I soldi saranno raccolti tramite un conto corrente dedicato (IBAN IT55U0103003201000002937018), aperto presso il Monte dei Paschi di Siena e intestato a “Confindustria Cgil Cisl Uil emergenza ciclone Harry”. La causale da indicare è “Emergenza Calabria Sardegna Sicilia”. Un dettaglio importante: il conto è separato dai patrimoni delle organizzazioni promotrici e non comparirà nei loro bilanci. Una scelta pensata per garantire la massima trasparenza nella gestione dei fondi.
Come saranno usati i fondi e garanzia di trasparenza
Le modalità di utilizzo delle risorse saranno decise insieme da Confindustria e dai sindacati. “Vogliamo essere certi che ogni euro raccolto arrivi in fretta a chi ne ha davvero bisogno”, ha spiegato Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, in una breve dichiarazione a margine dell’incontro. Anche Maurizio Landini (Cgil) e Pierpaolo Bombardieri (Uil) hanno sottolineato l’importanza di “un intervento rapido e trasparente”, evidenziando come la collaborazione tra parti sociali sia fondamentale in momenti come questi.
La raccolta fondi resterà aperta fino al 31 agosto 2026. Solo allora – spiegano i promotori – si faranno i conti e si deciderà come distribuire gli aiuti tra famiglie, lavoratori e imprese colpite. “Non vogliamo lasciare indietro nessuno”, ha confidato un dirigente di Confindustria, ricordando che le ferite del ciclone sono profonde, soprattutto nelle zone interne della Calabria e nelle campagne sarde.
I danni e le reazioni dopo il ciclone Harry
Il passaggio del Ciclone Harry ha causato danni stimati in oltre 400 milioni di euro, secondo le prime stime della Protezione Civile. In Calabria, interi paesi sono rimasti isolati per giorni; in Sardegna, le aziende agricole hanno perso raccolti e bestiame; in Sicilia, alcune zone costiere sono ancora senza corrente. Le immagini delle strade allagate a Crotone, dei tetti scoperchiati a Oristano, delle scuole chiuse a Siracusa hanno fatto il giro dei social e dei telegiornali.
“Abbiamo visto la solidarietà crescere ora dopo ora”, racconta Maria, volontaria della Croce Rossa a Catanzaro. “Ma serve uno sforzo coordinato, anche economico”. Da qui la scelta di coinvolgere tutto il sistema produttivo nazionale. Non solo: alcune associazioni di categoria locali hanno già annunciato iniziative parallele per raccogliere fondi e beni di prima necessità.
Un segnale forte dal mondo del lavoro
L’iniziativa congiunta di Confindustria e dei maggiori sindacati è un segnale raro di unità nel panorama italiano. “Quando c’è da aiutare chi soffre, le differenze si mettono da parte”, ha ammesso un funzionario della Uil durante la conferenza stampa. Ma la strada per la ricostruzione sarà lunga: molte aziende rischiano di chiudere definitivamente se non arrivano aiuti in tempi rapidi.
Il fondo di solidarietà – spiegano i promotori – non sostituirà gli interventi pubblici, ma li affiancherà, cercando di colmare i vuoti lasciati dalla burocrazia o dai ritardi nei ristori statali. “Sappiamo che non basta una raccolta fondi per risolvere tutto – ha detto Landini – ma è un primo passo per non lasciare sole le comunità colpite”.
Come partecipare alla raccolta fondi
Chiunque voglia dare una mano può fare un bonifico sul conto indicato, specificando la causale “Emergenza Calabria Sardegna Sicilia”. Le donazioni saranno controllate da un comitato paritetico che garantirà la massima trasparenza. “Ci metteremo la faccia”, ha promesso Sbarra. In queste ore, tra telefonate e messaggi arrivati alle sedi sindacali, si sente forte la voglia di fare la propria parte.
La speranza – nei corridoi di via dell’Astronomia come nelle sedi sindacali – è che questa mobilitazione possa davvero aiutare chi ha perso tutto o quasi. E che il mondo del lavoro italiano sappia ancora una volta dimostrare la propria forza quando serve.
