Gas in calo a 32,03 euro: tensioni Usa-Iran influenzano il mercato

Gas in calo a 32,03 euro: tensioni Usa-Iran influenzano il mercato

Gas in calo a 32,03 euro: tensioni Usa-Iran influenzano il mercato

Giada Liguori

Febbraio 21, 2026

Milano, 21 febbraio 2026 – Il prezzo del gas ha chiuso in calo, mentre i mercati europei restano vigili sui nuovi sviluppi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Ad Amsterdam, centro nevralgico delle contrattazioni continentali, il future TTF ha perso il 4,5%, fermandosi a 32,03 euro al megawattora. Secondo gli operatori, questo dato riflette tanto le tensioni geopolitiche quanto le condizioni del mercato interno.

Tensioni internazionali tengono alta la guardia

Nelle ultime settimane, la situazione tra Washington e Teheran ha mantenuto alta la volatilità sui mercati energetici. Come spiega Marco Ferri di Energy Desk Milano, “ogni segnale di escalation si riflette subito sui prezzi, anche se poi spesso si assiste a rapide correzioni”. Oggi, però, si è visto un parziale calo delle tensioni, che ha portato a un abbassamento delle quotazioni.

Nonostante l’incertezza sul piano internazionale, la domanda europea non ha mostrato picchi particolari. “Al momento non ci sono segnali di interruzione nelle forniture”, precisa una fonte vicina a Snam. Però il timore di eventuali ripercussioni resta, soprattutto guardando alla primavera che si avvicina.

Stoccaggi pieni e inverno mite frenano i prezzi

Un altro fattore che ha contribuito alla discesa del prezzo del gas è il livello degli stoccaggi europei. Secondo Gas Infrastructure Europe, le scorte sono ancora sopra l’80% della capacità totale. Questo dà un po’ di respiro agli operatori, perlomeno nel breve termine.

A questo si aggiunge il clima: l’inverno 2025-2026 sta risultando più caldo del solito. I dati dell’Ecmwf (Centro europeo per le previsioni meteorologiche) confermano temperature sopra la media, che hanno ridotto la domanda di riscaldamento in vari Paesi Ue. “Il clima sta aiutando a tenere sotto controllo i consumi”, ammette un trader ad Amsterdam.

Prezzi in calo, ma attenzione alle sorprese

Chiudere a 32,03 euro/MWh significa tornare a livelli visti mesi fa. Solo a dicembre il prezzo aveva superato i 40 euro, spinto dalle preoccupazioni per il conflitto in Medio Oriente e dall’incertezza sulle forniture russe. Ora la situazione sembra meno tesa, anche se la prudenza è d’obbligo.

Gli operatori non escludono nuove oscillazioni nelle prossime settimane. “Tutto dipenderà da come si evolverà la situazione geopolitica e dal meteo”, dice Chiara Rinaldi, analista di Ref-E. “Se i rapporti tra Stati Uniti e Iran peggiorano, potremmo vedere nuovi rialzi improvvisi. Al contrario, temperature stabili e scorte piene potrebbero mantenere i prezzi contenuti fino all’estate”.

Cosa significa per famiglie e aziende italiane

Per chi paga le bollette in Italia, il calo del prezzo del gas potrebbe tradursi in costi un po’ più leggeri nei mesi a venire. Secondo l’Arera, l’Autorità per l’energia, una riduzione dei prezzi all’ingrosso si riflette, con qualche settimana di ritardo, sulle tariffe per famiglie e imprese. Ma l’incertezza resta alta: “La volatilità è ancora molta, non possiamo escludere sorprese”, avverte un portavoce di Altroconsumo.

Nel frattempo, le aziende che consumano molta energia – dalla chimica alla siderurgia – seguono da vicino l’andamento dei prezzi. “Ogni variazione pesa sui nostri costi”, spiega un dirigente di Federacciai. “Per ora il trend è positivo, ma basta poco per cambiare tutto”.

Il futuro resta incerto

Gli occhi degli operatori sono puntati sulle prossime mosse di Stati Uniti e Iran, ma anche sulle previsioni meteo per marzo e aprile. Solo allora si capirà se il calo di oggi è un segnale duraturo o solo un momento passeggero. Nel frattempo, il mercato europeo del gas resta in stand-by, con Amsterdam che continua a essere il barometro principale per l’intero continente.