Londra, 21 febbraio 2026 – Le mutazioni genetiche che scatenano i tumori nei gatti domestici sono molto simili a quelle che causano il cancro negli esseri umani. A dirlo è uno studio pubblicato su Science, nato dalla collaborazione tra il britannico Wellcome Sanger Institute, l’Ontario Veterinary College in Canada e l’Università di Berna. Gli scienziati hanno trovato diverse mutazioni comuni, aprendo la strada a terapie che potrebbero funzionare sia per uomini sia per animali.
Lo studio: 500 gatti da cinque Paesi sotto la lente
Per arrivare a queste conclusioni, il gruppo internazionale ha esaminato i tessuti di circa 500 gatti provenienti da cinque nazioni diverse. I campioni, raccolti in passato dai veterinari per diagnosi, sono stati sottoposti a un’analisi dettagliata del DNA. L’attenzione si è concentrata su circa mille geni legati a 13 tipi di tumore, esaminando sia tessuti malati sia quelli sani.
“Mettere a confronto i tumori di specie diverse ci ha aiutato a capire meglio come nascono queste malattie”, ha spiegato Bailey Francis del Wellcome Sanger Institute, coautore dello studio con Louise Van Der Weyden, Geoffrey Wood e Sven Rottenberg. Francis sottolinea come una delle scoperte più importanti sia proprio la somiglianza tra le mutazioni genetiche nei gatti e negli esseri umani.
FBXW7: il gene chiave nei tumori mammari
Dall’analisi è emerso che, in alcuni tumori, le mutazioni che colpiscono i gatti sono le stesse che si trovano nell’uomo. Un esempio chiaro riguarda i tumori mammari: il gene FBXW7, coinvolto in almeno la metà dei casi felini, è lo stesso legato a una prognosi più grave nelle donne.
Nei gatti con questa mutazione, certi farmaci chemioterapici hanno dato risultati migliori. “Abbiamo notato una risposta più efficace quando la mutazione FBXW7 era presente”, ha raccontato uno dei ricercatori. Ma va detto che lo studio si basa su campioni di tessuto e serviranno altri test clinici prima di parlare di nuovi trattamenti.
Tumori comuni anche a sangue, ossa e polmoni
Le somiglianze genetiche non si fermano qui. I ricercatori hanno trovato mutazioni condivise anche in tumori che colpiscono sangue, ossa, polmoni, pelle, stomaco, intestino e cervello. Questo fa pensare che alcune cure potrebbero funzionare sia per gatti sia per persone.
“Non si può escludere che trattamenti pensati per gli umani possano essere testati anche nei gatti”, spiega Francis. È l’idea alla base della cosiddetta ‘One Medicine’, che punta a condividere dati e conoscenze tra medicina umana e veterinaria.
Verso una medicina che unisce uomo e animale
Il concetto è semplice: far circolare informazioni tra diverse discipline per migliorare la salute di animali e persone. I dati raccolti sui gatti potrebbero infatti guidare studi clinici sugli esseri umani. “È una strada appena iniziata”, ammette uno degli autori svizzeri dello studio. Ma già si intravedono possibilità di sviluppare farmaci mirati contro specifiche mutazioni, con benefici che potrebbero andare in entrambe le direzioni.
Resta da vedere quanto tutto questo cambierà le terapie contro il cancro nei prossimi anni. Ma la direzione è chiara: lavorare insieme, medici e veterinari, potrebbe diventare un tassello fondamentale nella battaglia contro il cancro, per i nostri amici a quattro zampe e per noi.
