Il gas scende sotto i 33 euro: l’attacco all’Iran si allontana

Il gas scende sotto i 33 euro: l'attacco all'Iran si allontana

Il gas scende sotto i 33 euro: l'attacco all'Iran si allontana

Giada Liguori

Febbraio 21, 2026

Milano, 21 febbraio 2026 – Il prezzo del gas naturale ha virato ancora al ribasso stamattina sulla piazza TTF di Amsterdam, scendendo sotto i 33 euro al megawattora. Un segnale che, secondo gli operatori, riflette la crescente fiducia degli investitori in un possibile accordo diplomatico tra Iran e Stati Uniti. Questo scenario sembra allontanare, almeno per ora, il rischio di un’escalation militare in Medio Oriente.

Prezzi in calo, i numeri della mattinata

Intorno alle 10.30, i contratti future di marzo hanno perso il 2,62%, attestandosi a 32,65 euro al MWh. Il trend ribassista si conferma dopo settimane di alti e bassi, segnate dalle tensioni geopolitiche e dalle incertezze sull’approvvigionamento. “Il mercato sta scontando una minore probabilità di shock improvvisi”, spiega un trader di una banca d’investimento europea contattato da alanews. “Il possibile dialogo tra Washington e Teheran riduce la pressione sulle speculazioni”.

Dietro la discesa: segnali di distensione

La situazione di oggi si inserisce in un quadro più ampio, fatto di segnali di distensione dal Medio Oriente. Negli ultimi due giorni, fonti diplomatiche hanno lasciato filtrare un cauto ottimismo sulla possibilità che Iran e Stati Uniti trovino un’intesa su temi delicati come il nucleare e la sicurezza delle rotte energetiche nel Golfo Persico. “Ogni passo verso una soluzione negoziata tranquillizza i mercati”, osserva Marco Ferri, analista di Nomisma Energia. “Il gas europeo resta comunque esposto alle dinamiche internazionali, ma il rischio percepito è calato rispetto a gennaio”.

Bollette e imprese: cosa cambia

Il calo dei prezzi all’ingrosso potrebbe tradursi, nelle prossime settimane, in un sollievo per le bollette energetiche di famiglie e imprese italiane. Secondo l’Autorità per l’energia (Arera), una variazione di 10 euro al MWh sul TTF si riflette, con qualche settimana di ritardo, in una riduzione media del 3-4% nelle tariffe finali. “Non ci aspettiamo scossoni immediati”, precisa un portavoce di Arera, “ma la tendenza è positiva per i consumatori”.

Mercati europei: prudenza e stabilità

Anche sugli altri principali hub europei del gas, da Baumgarten a Zeebrugge, la giornata si è chiusa con una generale stabilità. Gli operatori restano cauti, in attesa di sviluppi concreti sul fronte diplomatico. A Piazza Affari, i titoli delle utility hanno aperto in leggero rialzo, con Eni che ha guadagnato lo 0,4% nelle prime ore. “Il clima resta incerto”, ammette un gestore milanese, “ma la volatilità sembra più sotto controllo rispetto ai picchi dello scorso autunno”.

Le prossime settimane: prudenza e attenzione

Gli esperti invitano comunque a non abbassare la guardia. Il quadro internazionale resta fragile e nuovi fattori di tensione potrebbero far risalire i prezzi. “Non bisogna rilassarsi”, avverte Ferri. “Le scorte europee sono sopra la media stagionale, ma basta poco per cambiare tutto”. Secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, gli stoccaggi nei principali Paesi Ue sono pieni al 68%, un livello rassicurante ma non definitivo.

Il mercato globale sotto osservazione

Sul fronte mondiale, il mercato del gas tiene d’occhio le mosse della Russia e la domanda asiatica. La Cina ha mostrato nelle ultime settimane una ripresa nei consumi industriali, mentre il Giappone resta il primo importatore mondiale di GNL. “L’Europa non può permettersi distrazioni”, sottolinea un funzionario della Commissione Ue a Bruxelles. “Diversificare le fonti resta la priorità”.

In sintesi, la giornata di oggi segna una tregua nei timori legati all’energia, ma il settore resta in bilico sugli sviluppi della diplomazia internazionale. Per ora, il calo sotto quota 33 euro al MWh dà un po’ di respiro a famiglie e imprese italiane. La partita, però, è ancora aperta.