Roma, 21 febbraio 2026 – Sono partite in questi giorni le riprese de “La Valanga”, il film che racconta la tragedia dell’hotel Rigopiano, quella terribile valanga del 18 gennaio 2017 che colpì il cuore dell’Abruzzo. Dietro la macchina da presa c’è Elisa Amoruso, già nota per “Amata” e “Time Is Up”. La produzione è firmata da Camfilm, la società di Camilla Nesbitt e Pietro Valsecchi. La pellicola, scritta da Leonardo Fasoli, arriverà presto in esclusiva su Netflix.
Un cast di peso per tornare a Rigopiano
Nel cast figurano nomi come Andrea Lattanzi, Maria Chiara Giannetta, Edoardo Pesce e Barbara Chichiarelli. Con loro anche Lorenzo Aloi, Carlotta Gamba, Mario Sgueglia, Pierluigi Gigante, Lorenzo Tamburrino, Selene Caramazza e Francesco Di Leva. Le riprese si stanno svolgendo tra Abruzzo, Lazio e Alto Adige, in location che richiamano il freddo e la tensione di quei giorni. La produzione ha spiegato che la scelta dei luoghi nasce dalla voglia di restituire con precisione l’ambiente naturale e umano in cui si consumò la tragedia.
Il pomeriggio che cambiò tutto: la valanga su Rigopiano
Era il 18 gennaio 2017 quando una valanga travolse l’hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara. L’albergo, nascosto sotto metri di neve e circondato dal silenzio delle montagne, ospitava una quarantina di persone tra ospiti e personale. In pochi istanti, tonnellate di neve e detriti lo sommergono completamente. Da quel momento, come ricordano i soccorritori, è iniziata una corsa contro il tempo. “Non dimenticherò mai quel silenzio irreale che ci ha accolto appena arrivati”, ha raccontato uno dei vigili del fuoco intervenuti quella notte.
Sopravvivenza e solidarietà al centro della storia
Il film si concentra sulle ore drammatiche vissute dai sopravvissuti, intrappolati sotto le macerie, che lottano per non arrendersi. Fuori, squadre di soccorso – vigili del fuoco, alpini, volontari – si alternano senza sosta per raggiungere l’albergo isolato dalla neve. “Abbiamo scavato a mani nude”, ha detto un soccorritore in una recente intervista. Dopo giorni di lavoro senza tregua, undici persone sono state salvate; ventinove invece non ce l’hanno fatta. Gli autori raccontano che il film vuole restituire non solo i fatti, ma anche il senso di comunità e la forza d’animo emersi in quelle ore.
Una produzione che non lascia nulla al caso
Le riprese de “La Valanga” si svolgono in montagna, con temperature spesso rigide e meteo imprevedibile. Alcune scene sono girate vicino a Farindola, dove si vedono ancora i segni della tragedia. “Abbiamo coinvolto anche gli abitanti del posto”, ha spiegato la regista Amoruso, “perché questa storia appartiene a tutta la comunità abruzzese”. La produzione ha consultato parenti delle vittime e testimoni diretti per assicurare un racconto rispettoso e fedele.
L’attesa per Netflix cresce
Non c’è ancora una data ufficiale per l’uscita di “La Valanga” su Netflix, ma fonti vicine alla piattaforma parlano di un arrivo entro la fine del 2026. L’attesa è forte, sia tra i familiari delle vittime sia tra chi ha seguito da vicino quella tragedia. “Speriamo che il film aiuti a non dimenticare”, ha detto un parente di una delle persone coinvolte. Il film si inserisce così tra le opere che cercano di raccontare pagine difficili della nostra storia recente, con un linguaggio diretto e interpreti capaci di restituire l’umanità dietro i numeri.
Un ricordo che non si spegne
A nove anni dalla tragedia, il ricordo dell’hotel Rigopiano resta vivo nella memoria collettiva. Ogni anno, il 18 gennaio, parenti delle vittime e cittadini si ritrovano ai piedi della montagna per una cerimonia silenziosa. “La Valanga” – dicono dalla produzione – nasce proprio con il desiderio di tenere viva questa memoria, offrendo uno sguardo umano su una delle pagine più dolorose della cronaca italiana recente.
