Napoli, 21 febbraio 2026 – Oggi Massimo Troisi avrebbe compiuto 73 anni. Eppure, a oltre trent’anni dalla sua scomparsa, il suo nome continua a risuonare forte tra le vie di San Giorgio a Cremano, la città che lo ha visto nascere. Anche questa volta, il paese si stringe attorno al ricordo di un artista capace di parlare a generazioni diverse. In queste ore, nei vicoli e nelle piazze, si respira un’aria particolare: un mix di nostalgia e orgoglio, quello che solo chi ha lasciato un segno profondo sa suscitare.
San Giorgio a Cremano si ferma per Massimo Troisi
Nel cuore della città, i murales di Jorit raccontano a colori la vita e la storia di Troisi. Sulle panchine, lungo le strade principali, spuntano alcune delle scene più famose dei suoi film. C’è poi la “Casa di Massimo Troisi”, allestita nella settecentesca Villa Bruno: tra fotografie, copioni e oggetti personali, la memoria dell’attore diventa concreta. “Era un modo tutto suo di guardare il mondo – ha detto Giorgio Zinno, consigliere regionale Pd ed ex sindaco – con pudore e ironia, trasformava la fragilità in forza e la timidezza in poesia”. Parole che si fanno sentire forte nelle stanze della villa, dove stasera l’associazione guidata dal fratello Luigi presenta la quinta edizione di “Massimo nel Cuore”. L’iniziativa, patrocinata dal Comune, raccoglie storie e ricordi dell’attore.
Un’eredità che unisce giovani e anziani
In piazza Massimo Troisi, il fulcro della città, spicca un grande murale rosso rubino: raffigura l’attore con la bicicletta di “Il Postino”, il suo ultimo film. Accanto, la statua in bronzo del professor Carlo Ciavolino cattura gli sguardi di passanti e curiosi. Giovani che hanno scoperto Troisi solo grazie ai racconti dei genitori o ai video online si fermano accanto agli anziani che ancora ricordano i suoi esordi. “Non era solo un attore – confida una signora seduta sulla panchina con la scritta ‘Ricomincio da tre’ – era uno di noi. Parlava come noi, pensava come noi”.
Dalle origini al grande schermo
La carriera di Massimo Troisi nasce in un posto insolito: il Centro Teatro Spazio, un ex garage al civico 31 di via San Giorgio Vecchio. È lì che prende vita il trio “La Smorfia”, insieme a Lello Arena ed Enzo Decaro. Quelle prime serate tra amici erano lontane dalla ribalta nazionale, ma segnate da una costanza fatta di prove, risate e improvvisazioni. “Ci ritrovavamo lì ogni sera – ha ricordato Enzo Decaro – senza sapere dove saremmo arrivati. Solo dopo abbiamo capito che stavamo facendo qualcosa di nuovo”.
Onori e memoria che restano vivi
Nel febbraio 2023, l’Università degli Studi di Napoli Federico II ha conferito a Troisi la Laurea magistrale honoris causa in Discipline della musica e dello spettacolo Storia e Teoria. Un riconoscimento che ha commosso familiari e amici. “Massimo avrebbe sorriso – ha detto il fratello Luigi durante la cerimonia – lui non amava le celebrazioni, ma avrebbe apprezzato il gesto”. La città non smette di ricordarlo: ogni anno nascono nuove iniziative, proiezioni all’aperto, incontri nelle scuole.
Un legame che non si spezza mai
A San Giorgio a Cremano, il nome di Massimo Troisi è ovunque: nei racconti degli insegnanti ai ragazzi delle medie, nei bar dove si discute ancora delle sue battute più famose, nelle serate d’estate quando qualcuno tira fuori una vecchia videocassetta. “Ci manca – ammette un giovane studente davanti alla statua – ma ci resta tutto quello che ha lasciato”. Un’eredità fatta di ironia sottile, sguardi malinconici e quella rara capacità di raccontare la vita senza prendersi troppo sul serio.
Oggi, nel giorno in cui avrebbe spento 73 candeline, San Giorgio a Cremano si ferma ancora una volta per lui. Perché certi artisti – e certe persone – restano vivi anche quando non ci sono più.
