Starliner sotto accusa: la Nasa e il rischio per la sicurezza degli astronauti

Starliner sotto accusa: la Nasa e il rischio per la sicurezza degli astronauti

Starliner sotto accusa: la Nasa e il rischio per la sicurezza degli astronauti

Matteo Rigamonti

Febbraio 21, 2026

Houston, 21 febbraio 2026 – La NASA finisce sotto accusa dopo la pubblicazione di un’indagine indipendente che punta il dito sulla gestione della missione Starliner della Boeing. Quel primo volo con equipaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale, nel giugno 2024, avrebbe esposto gli astronauti a un “rischio elevatissimo”. Il rapporto, chiesto proprio dall’agenzia spaziale americana e diffuso nelle ultime ore, non lascia dubbi: la missione è stata classificata come un “incidente di tipo A”, il livello più grave previsto dai protocolli NASA.

Starliner: dal lancio al ritorno d’emergenza

La navetta Starliner era partita da Cape Canaveral il 5 giugno 2024 con a bordo gli astronauti Butch Wilmore e Suni Williams, diretti verso la ISS. Ma già nelle prime ore di volo sono spuntati problemi ai propulsori. L’indagine ricostruisce una situazione delicata, in cui la sicurezza dell’equipaggio è stata messa seriamente in discussione. La navetta, giudicata troppo rischiosa per il rientro, è tornata a Terra senza astronauti a bordo. Wilmore e Williams sono rimasti sulla stazione spaziale per nove mesi, fino a marzo 2025, quando sono rientrati con una capsula Crew Dragon di SpaceX.

Un cambio di programma che ha fatto discutere gli addetti ai lavori. “Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili in un contesto incerto”, aveva detto all’epoca un portavoce della NASA. Ora, però, emergono i dettagli di quello che è successo dietro le quinte.

Rischi da brivido, come Challenger e Columbia

Il rapporto, avviato a febbraio 2025 e concluso lo scorso novembre, non lascia scampo: la missione Starliner viene messa sullo stesso piano di gravità degli incidenti degli shuttle Challenger (1986) e Columbia (2003), due tragedie costate la vita agli equipaggi. “Un rischio altissimo per gli astronauti coinvolti”, si legge nel documento, che stima anche danni economici superiori ai 2 milioni di dollari.

La commissione ha sottolineato che i problemi non sono solo tecnici. “Starliner ha difetti progettuali e ingegneristici che vanno risolti”, ha ammesso l’amministratore NASA Jared Isaacman durante la conferenza stampa di ieri sera al Johnson Space Center. Ma la parte più delicata riguarda la gestione interna: “Il problema più grave non è l’hardware. È il modo in cui vengono prese le decisioni e la leadership. Se non cambiano, rischiamo di creare un ambiente incompatibile con i voli spaziali con equipaggio”.

Le responsabilità e la cultura NASA sotto la lente

Isaacman ha spiegato che alcuni vertici NASA hanno difeso “a oltranza” il programma Starliner, nonostante i problemi ai propulsori emersi nei voli precedenti. “C’è stata una tendenza a sottovalutare i rischi”, ha detto, “e così un veicolo non del tutto affidabile è stato comunque mandato in orbita con astronauti a bordo”.

Durante la missione, le discussioni sulle opzioni di rientro hanno provocato tensioni e comportamenti “non professionali”. L’amministratore non ha nascosto la gravità della situazione: “Dobbiamo essere chiari, sia sui successi che sui fallimenti. Riconoscere gli errori è l’unico modo per evitare che si ripetano”.

Reazioni e cosa aspettarsi da qui in avanti

Il rapporto ha scosso la comunità scientifica e gli ex astronauti. “Serve una svolta nella cultura della sicurezza”, ha commentato l’ex comandante della ISS Chris Hadfield, raggiunto da alanews.it. Anche dentro la NASA l’atmosfera è di autocritica: “È un momento duro, ma necessario”, ha detto un ingegnere del programma Starliner, che ha chiesto di restare anonimo.

La Boeing, intanto, ha pubblicato una nota in cui assicura di “collaborare pienamente con la NASA per correggere tutti i problemi emersi” e che “la sicurezza degli equipaggi resta la priorità assoluta”.

Ora resta da vedere quali saranno le mosse della NASA e se deciderà di rivedere i protocolli interni. Intanto, il prossimo volo con equipaggio – previsto inizialmente per l’autunno 2026 – potrebbe slittare ancora. La priorità, dicono dall’agenzia spaziale, è chiara: evitare che incidenti del genere si ripetano mai più.