Washington, 21 febbraio 2026 – Nella notte, Donald Trump ha annunciato su Truth Social un aumento immediato dei dazi globali, che passano dal 10% al 15%. Una mossa decisa, che secondo l’ex presidente e candidato repubblicano serve a “difendere gli Stati Uniti da anni di pratiche commerciali sleali”. Trump non ha risparmiato critiche: ha puntato il dito contro quei “Paesi che hanno derubato gli Usa senza subire conseguenze, fino a quando non sono arrivato io”.
Trump alza i dazi: effetto immediato e senza giri di parole
La notizia è arrivata poco dopo le 22 ora di Washington, in un clima già teso sui fronti commerciali con diversi partner internazionali. Trump ha richiamato esplicitamente la Section 212 del Trade Act del 1974, che dà al presidente il potere di imporre dazi globali fino al 15% per un massimo di 150 giorni. “Da presidente, alzo subito i dazi mondiali dal 10% al 15%”, ha scritto, sottolineando che la misura è “pienamente legale e già sperimentata”.
Fonti della Casa Bianca dicono che la decisione è stata discussa nelle ultime settimane con i principali consiglieri economici. Non sono ancora chiari i dettagli sulle merci interessate, ma sembra che il provvedimento riguarderà la maggior parte delle importazioni, con possibili eccezioni per settori chiave come energia e farmaceutica.
Reazioni dal mondo: tensioni in aumento
L’annuncio ha scatenato reazioni immediate e contrastanti. A Bruxelles, la Commissione europea ha convocato una riunione urgente per capire come le nuove tariffe influiranno sulle esportazioni europee verso gli Stati Uniti. “Stiamo valutando gli effetti e ci riserviamo ogni azione necessaria per difendere le nostre imprese”, ha detto un portavoce della Commissione in mattinata.
Anche in Asia, da Pechino a Tokyo, si respira preoccupazione. La Camera di Commercio cinese negli Usa stima che l’aumento dei dazi potrebbe colpire merci per oltre 120 miliardi di dollari. “Queste mosse potrebbero scatenare una nuova escalation di ritorsioni”, avverte un funzionario del ministero del Commercio giapponese.
Dietro la mossa: politica e Corte Suprema nel mirino
Nel suo messaggio, Trump non ha parlato solo di economia. Ha colto l’occasione per attaccare la recente sentenza della Corte Suprema, definendola “ridicola, mal scritta e profondamente antiamericana”. Per alcuni osservatori, si tratta di un modo per mostrare un’immagine di leader deciso, pronto a sfidare anche le istituzioni interne.
“Nei prossimi mesi – ha proseguito Trump – l’amministrazione fisserà le nuove tariffe ammesse dalla legge, per continuare a rendere l’America di nuovo grande”. Un chiaro messaggio rivolto all’elettorato repubblicano più legato ai temi della protezione industriale e della sovranità economica.
Cosa rischia l’economia Usa e cosa aspettarsi
Gli esperti si interrogano sulle conseguenze per l’economia americana. Secondo il Peterson Institute for International Economics, un aumento così ampio dei dazi potrebbe far salire i prezzi per i consumatori e indebolire la competitività delle aziende Usa sui mercati esteri. “Il rischio è una frenata degli scambi e una crescita più lenta”, spiega Adam Posen, presidente dell’istituto.
In patria, le associazioni industriali hanno reagito con prudenza. La National Retail Federation ha espresso “profonda preoccupazione” per l’aumento dei costi delle materie prime e i possibili rincari per i clienti. Dall’altra parte, i sindacati del settore manifatturiero vedono i nuovi dazi come uno strumento per proteggere l’occupazione.
Ora resta da capire se questa decisione sarà confermata o riveduta nei prossimi mesi, soprattutto alla luce delle tensioni internazionali. Intanto, a Wall Street l’apertura è stata in lieve calo, segno che l’incertezza sulle politiche commerciali Usa continua a preoccupare gli investitori.
