La Corte Suprema stravolge l’agenda economica di Trump: l’analisi di P. Reichlin

La Corte Suprema stravolge l'agenda economica di Trump: l'analisi di P. Reichlin

La Corte Suprema stravolge l'agenda economica di Trump: l'analisi di P. Reichlin

Matteo Rigamonti

Febbraio 22, 2026

Washington, 22 febbraio 2026 – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso che il presidente Donald Trump ha violato la legge federale imponendo dazi globali senza il dovuto consenso. Per l’economista Pietro Reichlin, questa sentenza è “una svolta importante” per l’economia americana. Reichlin, docente di Economia alla Luiss Guido Carli, ha commentato la decisione in un’intervista con Adnkronos/Labitalia, evidenziando come questa possa cambiare radicalmente le mosse commerciali della Casa Bianca, proprio mentre Trump si prepara a un viaggio chiave in Cina dal 31 marzo al 2 aprile.

Dazi bloccati: la Corte taglia le ali a Trump

Ieri, nelle prime ore a Washington, la Corte Suprema ha stabilito che i dazi imposti da Trump sono “in palese contrasto con la Costituzione”, perché motivati più da ragioni politiche ed economiche che da vere emergenze nazionali. “È un duro colpo per gli obiettivi del presidente”, ha detto Reichlin, “e l’agenda economica dell’amministrazione ne esce stravolta”. L’uso dei dazi come leva di pressione commerciale dovrà essere rivisto.

Il momento scelto per la sentenza è stato più che simbolico: è arrivata quasi insieme all’annuncio del viaggio di Trump a Pechino. “Trump sperava di arrivare in Cina con ben altre carte da giocare”, ha spiegato Reichlin. Ora, invece, la delegazione americana dovrà rivedere i piani di fronte a un interlocutore che ha già reagito con decisione alle minacce tariffarie.

Mercati in fibrillazione e reazioni da Pechino

Per Reichlin, una conseguenza immediata potrebbe riguardare il valore del dollaro. “Mi aspetto una possibile flessione”, ha detto il docente della Luiss, pur sottolineando che i mercati valutari restano instabili. “Sarà una fase di turbolenza, vedremo come si evolverà”. Già nella notte, il cambio dollaro-yuan ha registrato forti oscillazioni, mentre a Wall Street si sono viste vendite sui titoli legati all’export.

La Cina, da parte sua, aveva mostrato una certa tenuta di fronte alle tariffe americane. “Questa resistenza ha spinto a ridurre quei dazi in modo significativo”, ha ricordato Reichlin. Tuttavia, le tariffe erano rimaste un punto fermo della politica commerciale di Trump. Ora, con questo strumento indebolito, la Casa Bianca dovrà trovare altri modi per trattare con Pechino e gli altri partner.

Nuove strategie all’orizzonte

“Non so dire cosa accadrà da qui in avanti”, ha ammesso Reichlin. Ma non esclude che Trump possa usare altri strumenti già adottati in passato, anche dall’amministrazione Biden. “Forse si punterà su misure diverse nei confronti della Cina”, ha aggiunto, alludendo a restrizioni su investimenti o tecnologia, o ad altri tipi di limitazioni non tariffarie.

L’esperto ritiene però che l’impatto più grosso potrebbe riguardare i rapporti con il Canada e gli altri partner tradizionali degli Stati Uniti. “Questa decisione avrà effetti soprattutto con il Canada e quei Paesi con cui non si può più giustificare una politica commerciale basata su motivazioni di sicurezza nazionale”, ha concluso Reichlin.

La Casa Bianca chiamata a cambiare passo

A Washington, in queste ore, si susseguono incontri tra consiglieri economici e diplomatici per mettere a punto una nuova strategia commerciale, compatibile con i limiti fissati dalla Corte. La Casa Bianca non ha ancora commentato ufficialmente. Fonti vicine all’amministrazione parlano di “momento di riflessione” e di contatti informali già avviati con Ottawa e Bruxelles.

Nel frattempo, gli occhi del mondo sono puntati sulla visita di Trump in Cina. Solo allora si capirà se la sentenza della Corte Suprema sarà davvero un punto di svolta per il commercio globale o se la Casa Bianca riuscirà a trovare altre strade per i suoi obiettivi economici.