Napoli, 22 febbraio 2026 – Sophia Loren, 91 anni, è stata ieri sera al centro di un omaggio speciale nella sua città natale. Al Teatro Augusteo, artisti, pubblico e familiari si sono ritrovati per celebrare la sua lunga carriera e il profondo legame con Napoli. L’evento, intitolato “Celebrando Sophia Loren”, ha offerto quasi tre ore di spettacolo tra musica, danza, immagini e ricordi, mettendo in luce il ruolo di Loren come icona della cultura italiana nel mondo.
Un omaggio carico di emozione
La serata è partita con un breve saluto registrato della stessa Sophia Loren, che ha seguito da casa, sentendo l’affetto della platea. Sul palco, il figlio Carlo Ponti Jr., visibilmente emozionato, ha presentato la canzone preferita della madre, “Nessun Dorma”. Con un italiano incerto ha definito la madre una “combattatrice”. Un termine che ha strappato sorrisi e applausi, forse un lapsus o una fusione spontanea di “combattente” e “attrice”. “Amore, resilienza e passione”, ha spiegato Ponti Jr., sono le qualità che meglio descrivono la madre.
Un viaggio nella cultura italiana attraverso la musica
Sul palco del Teatro Augusteo il tenore Pasquale Esposito ha guidato lo spettacolo insieme alla Los Angeles Virtuosi Orchestra, diretta proprio da Carlo Ponti Jr. Accanto a loro, ospiti come il soprano Mayssa Karaa, l’attrice e cantante Lina Sastri e il cantautore Gigi Finizio. La regia e le coreografie sono state affidate a Ettore Squillace. Il programma ha ripercorso i momenti chiave della vita di Sophia Loren: dall’incontro con Carlo Ponti a 16 anni fino agli anni dei grandi film con registi del calibro di Vittorio De Sica ed Eduardo De Filippo.
Durante la serata sono state eseguite alcune delle canzoni più amate dall’attrice: “La Voce del Silenzio”, “Marechiaro”, “Meraviglioso”, “Arrivederci Roma”, “Funiculì Funiculà”, “Un Amore così grande”, “‘O Sole mio”, “Dicitencello vuje”, “Io che non vivo (senza te)”, “Caruso”, “Il Mondo”, “Mamma”, “Nelle Tue Mani”. Tra un brano e l’altro, sono stati mostrati videomessaggi di artisti internazionali come Placido Domingo e Andrea Bocelli, che hanno voluto rendere omaggio a Loren.
Ricordi e omaggi alla città
Non sono mancati riferimenti ai grandi nomi che hanno segnato la carriera di Loren. Lina Sastri ha recitato un brano da “Filumena Marturano”, ruolo che la Loren interpretò con Luca De Filippo, e ha cantato “Dicitencello vuje”. Gigi Finizio, insieme a Esposito, ha proposto “Amore Amaro”, ringraziando pubblicamente Sophia Loren: “Grazie a donna Sofia per aver onorato la sua terra”.
La serata ha ricordato anche il recente incendio al Teatro Sannazaro, la scomparsa del paroliere Vincenzo D’Agostino e quella dell’attrice e cantante Angela Luce. Il tenore Esposito ha dedicato la canzone “Ipocrisia” a chi crede che l’arte non finirà mai: “La città è ferita, ora serve riflettere”. Lina Sastri ha aggiunto: “Niente della bellezza di questa città può andare perduto”.
Un legame che non si spezza
Lo spettacolo, già portato negli Stati Uniti nel 2024 e 2025, ha voluto ribadire la forza del legame tra Sophia Loren e Napoli. Un filo rosso fatto di arte, musica e ricordi che coinvolge generazioni diverse. Le immagini dei film, le vecchie fotografie, le voci degli ospiti hanno restituito al pubblico il ritratto di una donna che – come molti hanno ricordato – è diventata un simbolo universale di eleganza e talento.
Alla fine, tra applausi e commozione, è emersa chiara la sensazione che la storia di Sophia Loren sia ancora ben viva nella memoria di Napoli. E che la città, ancora una volta, abbia voluto celebrare una delle sue figlie più amate.
