Losanna, 22 febbraio 2026 – Quattro cambiamenti fondamentali guidano la nascita e la crescita dei tumori, secondo uno studio pubblicato ieri sulla rivista Cell da Douglas Hanahan, ricercatore del Ludwig Institute for Cancer Research di Losanna. Il lavoro aggiorna le “firme tumorali” che lo stesso Hanahan aveva proposto ventisei anni fa e suggerisce che le terapie più efficaci dovrebbero agire su più fronti contemporaneamente.
Il cancro sotto la lente: le quattro forze che lo muovono
Hanahan spiega che l’idea, lanciata nel 2000, che esistano caratteristiche comuni a tutti i tipi di cancro, “ha resistito sorprendentemente per ventisei anni”. Questa costanza dimostra, secondo lui, “la logica dietro la complessità e la varietà del cancro umano”. L’aggiornamento pubblicato su Cell cerca di riportare un po’ di chiarezza in un campo sempre più affollato di scoperte e dettagli.
Oltre i tratti distintivi: ecco cosa muove davvero il cancro
Per decenni, gli scienziati hanno usato una lista di caratteristiche chiave per capire come i tumori riescano a sfuggire alle difese del corpo e a moltiplicarsi senza freni. Nel tempo, però, questa lista si è allungata e complicata. Hanahan invita a guardare a quei tratti come a una sola delle quattro dimensioni che guidano lo sviluppo del cancro.
Le altre tre sono: l’instabilità del DNA, che favorisce le mutazioni dannose; la capacità delle cellule tumorali di reclutare altre cellule per il proprio vantaggio; e infine i fattori sistemici, come l’età e l’obesità, che influenzano il percorso della malattia.
Nuove strade per la cura
Hanahan sottolinea che, dato che questi quattro cambiamenti sono presenti in ogni tumore, le cure dovrebbero mirare a più di uno di questi aspetti insieme. “Se vogliamo aumentare le possibilità di successo – ha detto il ricercatore svizzero – dobbiamo smettere di puntare a un solo bersaglio”. Un approccio che potrebbe rivoluzionare la ricerca oncologica nei prossimi anni.
Finora, la maggior parte delle ricerche si è concentrata su singoli meccanismi: la crescita incontrollata delle cellule, la fuga dal sistema immunitario, la formazione di nuovi vasi sanguigni. Ma, come ricorda Hanahan, solo tenendo conto dell’interazione tra questi processi e le altre dimensioni – come l’influenza del corpo nel suo insieme o la collaborazione tra diversi tipi di cellule – si potranno sviluppare cure più efficaci.
Un punto fermo in mezzo al cambiamento
Questo studio arriva in un momento in cui la comunità scientifica mondiale è chiamata a rivedere le priorità nella lotta contro il cancro. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2023 sono stati diagnosticati oltre 19 milioni di nuovi casi nel mondo. In Italia, l’ultimo rapporto AIOM-AIRTUM parla di circa 395mila nuovi pazienti.
“Serve un modello chiaro da seguire”, ha detto Hanahan durante una conferenza stampa a Losanna. “Solo così potremo trasformare le scoperte in benefici concreti per chi combatte la malattia”.
Guardando avanti
Gli esperti italiani hanno accolto con interesse il nuovo modello. “È un passo avanti significativo”, ha commentato il professor Giuseppe Curigliano, dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. “Pensare su più livelli ci aiuterà a capire perché certe terapie funzionano solo in alcuni pazienti”.
Ora la sfida è portare queste idee dalla teoria alla pratica clinica. Ma la strada è tracciata: per vincere la battaglia contro il cancro, bisognerà imparare a colpire più bersagli insieme, senza mai perdere di vista quanto è complessa questa malattia.
