Roma, 22 febbraio 2026 – Svastiche e croci celtiche sono spuntate nella notte tra il 20 e il 21 febbraio sui muri del cortile di via Bodoni 96, nel cuore di Testaccio, a Roma. Non si tratta di un posto qualunque: quel cortile, diventato famoso anche fuori dal quartiere, è stato il set del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi. Una pellicola che ha raccolto applausi e incassi, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne e dell’emancipazione femminile. L’episodio, avvenuto in poche ore e con modalità ancora da chiarire, ha subito scatenato una reazione dura da parte delle istituzioni e della comunità locale.
Il set simbolo di “C’è ancora domani” imbrattato con simboli nazisti
Secondo le prime ricostruzioni, un gruppo di sconosciuti ha agito nel cuore della notte, lasciando sui pilastri del cancello e sulle pareti del palazzo scritte nere e ben visibili: simboli nazisti e riferimenti all’estrema destra. La scoperta è arrivata di buon mattino, quando alcuni residenti hanno visto le pareti appena restaurate rovinate. “Non è solo vandalismo – ha detto Marco Noccioli dell’Anpi Testaccio – ma un messaggio intimidatorio che colpisce un luogo simbolo dell’antifascismo e della memoria collettiva”.
Reazioni immediate: il quartiere non ci sta
La risposta non si è fatta attendere. Nel giro di poche ore, il nucleo Decoro del Gabinetto del Sindaco insieme alle squadre dell’Ama sono intervenuti per cancellare le scritte. Intorno alle 10 del mattino, alcuni abitanti si sono radunati sul posto, visibilmente scossi. “È una ferita per tutto il quartiere”, ha raccontato Anna, che vive al secondo piano dello stabile. “Qui ci sentiamo parte di una storia che non vogliamo vedere sporcata da certi simboli”.
Le associazioni non mollano: “Testaccio resta antifascista”
La condanna è arrivata con una nota congiunta firmata da Marco Noccioli (Anpi Testaccio), Guglielmo Bianchi (Avs) e Matteo Morelli (Pd). “Il clima intimidatorio cresce, la violenza degli atti vandalici è sempre più sfacciata, ma Testaccio è un quartiere antifascista. Non accettiamo che queste azioni diventino normali né tantomeno la violenza”, si legge nel comunicato diffuso ieri mattina. I firmatari hanno messo in guardia sul rischio che episodi così possano alimentare tensioni sociali e mettere a rischio la convivenza.
Presidio antifascista davanti a via Bodoni 96
Per rispondere a questo atto, le associazioni hanno organizzato un presidio antifascista lunedì 23 febbraio alle 17.30 proprio davanti al portone di via Bodoni 96. L’iniziativa, promossa da Anpi, Avs e Pd, vuole essere una risposta chiara e visibile: “Con la nostra presenza ribadiamo che Testaccio è e resta un quartiere fieramente antifascista”, hanno spiegato gli organizzatori. L’appello è rivolto non solo ai residenti, ma anche ai cittadini di altri quartieri, per unirsi in segno di solidarietà.
L’osservatorio antifascista che non dà tregua alla violenza
Nel frattempo, l’Anpi ha ricordato la recente nascita dell’osservatorio permanente antifascista, uno strumento pensato per raccogliere dati e combattere ogni episodio di violenza neofascista a Roma. “Vogliamo che diventi un punto di riferimento concreto”, ha aggiunto Noccioli, “non solo per denunciare, ma anche per prevenire”. Negli ultimi mesi, secondo l’associazione partigiana, episodi simili si sono moltiplicati in altri quartieri della capitale.
Testaccio non dimentica e non si arrende
Testaccio, quartiere da sempre legato ai valori della Resistenza e alla solidarietà popolare, si trova ora a fare i conti con una nuova provocazione. Ma, come raccontano i volti dei residenti davanti al cancello imbrattato, la risposta è stata compatta. “Non ci facciamo intimidire”, ha detto un anziano che abita qui da più di cinquant’anni. Tra le voci basse e i movimenti veloci delle squadre di pulizia, il quartiere ha ritrovato il suo spirito di unità. Una ferita resta, certo, ma la memoria – quella sì – continua a vivere sulle pietre di via Bodoni.
