Trasparenza retributiva: la chiave per equità e competitività nel mondo del lavoro

Trasparenza retributiva: la chiave per equità e competitività nel mondo del lavoro

Trasparenza retributiva: la chiave per equità e competitività nel mondo del lavoro

Matteo Rigamonti

Febbraio 22, 2026

Bologna, 22 febbraio 2026 – La trasparenza sulle retribuzioni ha animato il dibattito ieri pomeriggio nella sede di Manageritalia Emilia-Romagna. Un tema caldo, su cui manager, aziende e istituzioni hanno confrontato idee e preoccupazioni. Per tutti, è chiaro che questo aspetto tocca da vicino i modelli organizzativi, le politiche di gestione del personale e la governance delle imprese. Ma non è solo una questione tecnica: è anche un’arma concreta per combattere la discriminazione salariale e di genere. L’incontro, durato più di due ore, ha alternato interventi tecnici a testimonianze dirette, con l’obiettivo di fare chiarezza sugli effetti e le opportunità della nuova legge europea.

Il gap salariale tra uomini e donne in Italia: i numeri

Secondo l’indagine “Total reward trend 2025” di Odm consulting – Gi Group, basata sui dati INPS, il gender pay gap medio in Italia si aggira intorno al 10,4%. Un divario che non risparmia nessun livello lavorativo: tra gli operai arriva al 12,3%, tra gli impiegati al 10%, tra i quadri al 5,7% e tra i dirigenti al 10,6%. Numeri che raccontano di una realtà ancora lontana dalla vera parità. Lo ha sottolineato Cristina Mezzanotte, presidente di Manageritalia Emilia-Romagna: “La Direttiva europea sulla trasparenza salariale rappresenta un momento decisivo per un mercato del lavoro più giusto e moderno. Non è solo un obbligo di legge, ma un’occasione per rafforzare la cultura della meritocrazia e della fiducia all’interno delle organizzazioni”.

Cosa cambia con la Direttiva UE 2023/970

La nuova Direttiva UE 2023/970 impone regole precise: bisogna essere chiari sulle retribuzioni già durante la selezione, i lavoratori hanno diritto a conoscere i criteri con cui vengono stabiliti gli stipendi e i livelli salariali medi per categoria, e le grandi aziende devono fare report sul gender pay gap. Un cambiamento che, come hanno spiegato i relatori a Bologna, non riguarda solo l’adeguamento formale delle politiche salariali e delle valutazioni delle performance, ma richiede anche un vero cambio di mentalità. “Garantire la parità di genere – ha detto Tiziano Treu, professore emerito dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – è non solo una questione di giustizia, ma serve a valorizzare il contributo delle donne nella competitività delle imprese e nella qualità del lavoro”.

Manager e aziende: tra obblighi e vantaggi

Nel corso della tavola rotonda – moderata da Linda Serra (Work Wide Women), con Marco Verga (Aeroporto Marconi di Bologna), Matteo Della Rocca (Automobili Lamborghini) e lo stesso Treu – è emerso come la trasparenza salariale possa diventare un punto di forza per una leadership responsabile e attenta al valore sociale. Per le aziende, ha messo in evidenza Marco Verga, è anche “una chance per migliorare il proprio employer branding e attirare i migliori talenti”. Sonia Bonanno, per la Regione Emilia-Romagna, ha ricordato che “la chiarezza nei criteri retributivi aiuta a ridurre le disuguaglianze e rende le imprese più competitive in un mondo sempre più attento ai valori ESG”.

Le difficoltà da affrontare

Non sono mancati i dubbi e le difficoltà emersi durante l’incontro: tra i circa cinquanta manager presenti e gli altri collegati in streaming, molti hanno segnalato problemi pratici nell’applicazione della norma. Dalla raccolta dei dati alla gestione del dialogo con i sindacati, fino alla necessità di avere strumenti chiari per interpretare le regole. “Il ruolo dei manager è fondamentale per portare avanti questi adempimenti”, ha ribadito Treu. Solo così, ha aggiunto, la trasparenza salariale potrà davvero diventare non un semplice obbligo, ma un’opportunità per innovare le organizzazioni.

Verso un cambiamento culturale nelle aziende

A chiudere l’incontro bolognese sono arrivati spunti concreti e indicazioni utili per aiutare aziende e manager a muoversi in questo nuovo scenario. Un passaggio che, come hanno ripetuto più volte i partecipanti, non riguarda solo il rispetto delle regole, ma coinvolge la cultura stessa delle imprese. “Sentiamo il dovere di tenere alta l’attenzione su questa trasformazione”, ha confidato Cristina Mezzanotte. La vera sfida, ha concluso, è mettere in pratica la trasparenza salariale in modo che faccia davvero la differenza nella vita quotidiana dei lavoratori.