Truffa e sciacallaggio: la famiglia di Domenico nel mirino, scattano le denunce

Truffa e sciacallaggio: la famiglia di Domenico nel mirino, scattano le denunce

Truffa e sciacallaggio: la famiglia di Domenico nel mirino, scattano le denunce

Matteo Rigamonti

Febbraio 22, 2026

Napoli, 22 febbraio 2026 – Dopo la morte di Domenico, il bambino che aveva ricevuto un cuore malato all’Ospedale Monaldi di Napoli, la famiglia si trova a fare i conti con un altro dolore: la comparsa di truffe online che usano il loro nome e la tragedia per ingannare la gente. Da ieri, infatti, sono spuntate varie raccolte fondi false, messe in piedi da sconosciuti tramite profili falsi sui social, che chiedono soldi per presunte spese funerarie e legali.

Truffe online dopo la tragedia: la famiglia lancia l’allarme

La madre di Domenico, Patrizia Mercolino, aveva già più volte avvertito tutti: “Non fidatevi di chi chiede soldi”, ha ripetuto più volte, cercando di proteggere la memoria del figlio e la dignità della famiglia. Eppure, subito dopo la scomparsa del piccolo, sono apparsi su piattaforme come TikTok e altri social profili che mostrano foto di Domenico e della madre, accompagnate da messaggi che invitano a donare per “aiutare la famiglia”.

Secondo l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, queste truffe chiedono soldi per spese legali o funerarie. “Se ricevete richieste di donazioni da profili con IBAN o simili, sappiate che non vengono dalla famiglia”, ha spiegato Petruzzi. Le denunce sono già arrivate alla Polizia postale, che sta cercando di scovare i colpevoli e cancellare i profili falsi.

Profili falsi e raccolte fondi truffaldine: come agiscono gli sciacalli

Tra i casi segnalati, uno ha attirato particolarmente l’attenzione degli investigatori: il profilo @napoletanadok111, attivo per tutta la giornata di ieri, pubblicava foto di Patrizia Mercolino e del figlio con un IBAN e la scritta “donazione per funerali”. Un chiaro tentativo, dicono gli inquirenti, di approfittare della commozione per spillare soldi a chi non sa.

Il meccanismo è sempre lo stesso: immagini prese dai profili veri, storie strappalacrime e la promessa che i soldi serviranno per spese legali o funerarie. Ma, come sottolinea l’avvocato Petruzzi, “la famiglia non ha mai autorizzato raccolte fondi private. L’unica iniziativa ufficiale è la creazione di una fondazione in memoria di Domenico, per aiutare altri bambini e genitori in difficoltà”.

La famiglia sotto attacco e le indagini in corso

Al dolore per la perdita si aggiunge ora l’amarezza per l’uso illecito del nome di Domenico. “È una ferita che si riapre ogni volta che vediamo girare queste immagini o richieste di soldi”, racconta chi è vicino ai Mercolino. La famiglia chiede rispetto e invita chiunque venga contattato da questi profili a non fare versamenti e a segnalare subito i tentativi di truffa alle autorità.

La Polizia postale non molla. Gli agenti stanno tenendo d’occhio le principali piattaforme social, soprattutto TikTok e Instagram, dove i profili falsi sembrano moltiplicarsi subito dopo fatti di cronaca come questo. “Stiamo lavorando per scoprire chi c’è dietro e fermare ogni tentativo di sfruttamento”, spiegano fonti investigative.

Un appello alla cautela: come difendersi dalle truffe

Intanto, l’avvocato Petruzzi ribadisce il consiglio di stare attenti: “Diffidate da qualsiasi richiesta di denaro che non arrivi da canali ufficiali. Se avete dubbi, contattate direttamente la famiglia o le forze dell’ordine”. La storia di Domenico, già segnata da una lunga lotta medica e da un triste finale, rischia ora di diventare terreno di caccia per chi vuole lucrare sul dolore.

La città di Napoli si stringe intorno ai genitori del piccolo. In queste ore sono arrivati messaggi di solidarietà anche da altre parti d’Italia. Solo così, forse, si potrà restituire un po’ di pace a chi ha già perso tanto. Nel frattempo, la battaglia contro le truffe online resta aperta: una sfida che riguarda tutti, non solo chi ha vissuto questa tragedia da vicino.