Milano, 25 febbraio 2026 – La radio si prepara a spegnere le candeline del World Radio Day 2026, fissato per il 9 marzo a Milano. Un evento gratuito che riunirà i protagonisti del settore per parlare di un mezzo che, nonostante la svolta digitale, resta al centro della vita di tutti i giorni. L’iniziativa, promossa da Radio Speaker, sarà presentata domani alle 18 nella sala stampa ‘Lucio Dalla’ del Festival di Sanremo, un luogo simbolo della musica e della comunicazione italiana.
World Radio Day 2026: tra tradizione e futuro
Nel 2025, secondo Audiradio, la radio ha raggiunto oltre 35 milioni di ascoltatori ogni giorno. Un numero che racconta una presenza capillare e una capacità di rinnovarsi senza perdere terreno. “La rivoluzione digitale ha allargato e mescolato i confini della radio”, ha spiegato Giorgio d’Ecclesia, ceo e fondatore di Radio Speaker, in un incontro con la stampa. Oggi la radio non vive più solo su FM, ma si diffonde attraverso DAB, streaming, podcast, social e persino la visual radio. Il tema scelto dall’Unesco per questa edizione – radio e intelligenza artificiale – vuole capire come la tecnologia stia cambiando il modo di creare e far arrivare i contenuti, senza però intaccare il valore della voce umana e il rapporto con chi ascolta.
Un appuntamento che mette in campo tutto il settore
Il World Radio Day è ormai un punto di riferimento per chi fa radio. Negli ultimi anni ha coinvolto più di 400 emittenti, con oltre 13.000 persone presenti o collegate in streaming e quasi 825.000 visualizzazioni sui social. Quest’anno, al Talent Garden Calabiana di Milano, sul palco saliranno volti noti come Gerry Scotti, Linus e Roberto Ferrari (Radio Deejay), Jake la Furia, Camilla Ghini e Daniele Battaglia (Radio 105), Rosaria Renna e Filippo Firli (Radio Monte Carlo), Melissa Greta e Andrea Rock (Virgin Radio), Mary Cacciola, Flavia Cercato, Stefano Meloccaro e Benny (Radio Capital), Marco e Raf (Radio Kiss Kiss), Matteo Campese e Niccolò Giustini (RTL 102.5), Marco Caputo (Rai), Massimiliano Montefusco (Rds) e molti altri. Un momento per ascoltare storie diverse, confrontarsi sulle sfide del settore e guardare insieme avanti.
Il lavoro in radio: servono nuove competenze
Ma come sta cambiando il lavoro nel mondo della radio? “Le emittenti cercano sempre meno chi fa solo il conduttore tradizionale”, spiega d’Ecclesia. Oggi servono profili più vari: creator audio, produttori di podcast, editor digitali, tecnici per lo streaming e persone capaci di adattare i contenuti ai diversi canali. “La radio premia chi sa muoversi tra redazione, tecnica e digitale”, aggiunge il fondatore di Radio Speaker.
Formarsi sul campo: la strada per entrare in radio
Non c’è una via sola per entrare nel mondo della radio. “Conta molto l’esperienza pratica”, dice d’Ecclesia. Che si tratti di web radio, universitarie o progetti indipendenti, il mestiere si impara sul campo, giorno dopo giorno: comunicazione, ritmo, scrittura e conoscenza del mezzo sono abilità che si affinano con la pratica. Da più di dieci anni Radio Speaker si occupa di formazione, lavorando con professionisti e realtà di tutta Italia. “Molti nostri ex allievi oggi lavorano in grandi emittenti nazionali”, ricorda d’Ecclesia, dimostrando quanto un percorso mirato possa fare la differenza.
Radio e intelligenza artificiale: una sfida aperta
Il tema del World Radio Day 2026 – il legame tra radio e intelligenza artificiale – invita a riflettere su come la tecnologia possa cambiare il modo di fare radio. “Capire come l’AI può migliorare il nostro lavoro è una sfida che non possiamo ignorare”, dice d’Ecclesia. L’invito è per tutti: conduttori, editori, aziende, studenti e appassionati. Non solo per ascoltare, ma per costruire insieme la radio del futuro.
