Pino Daniele e Toni Negri: Napoli in corsa per i Nastri d’argento con un docu emozionante

Pino Daniele e Toni Negri: Napoli in corsa per i Nastri d'argento con un docu emozionante

Pino Daniele e Toni Negri: Napoli in corsa per i Nastri d'argento con un docu emozionante

Giada Liguori

Febbraio 25, 2026

Roma, 25 febbraio 2026 – La musica torna protagonista ai Nastri d’Argento 2026, con una selezione di documentari realizzati nel 2025 che raccontano le vite di artisti come Pino Daniele, Rino Gaetano, Piero Pelù e Nino D’Angelo. Oggi il Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani ha svelato le cinquine in gara, anticipando la cerimonia di premiazione che si terrà lunedì 2 marzo al Cinema Barberini di Roma. In quell’occasione saranno consegnati anche alcuni premi speciali.

Documentari musicali sotto i riflettori

Quest’anno la selezione speciale, composta da sei titoli, è tutta dedicata ai documentari sugli artisti più amati. In lizza ci sono: “Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco” di Cristiana Mainardi, “Nel blu dipinti di rosso” di Stefano Di Polito, “Nino. 18 giorni” di Toni D’Angelo, “Piero Pelù. Rumore dentro” di Francesco Fei, “Pino” di Francesco Lettieri (sul cantautore Pino Daniele) e “Rino Gaetano – Sempre più blu” di Giorgio Verdelli. Una scelta che dimostra quanto siano cresciuti l’interesse e la passione per le biografie musicali, capaci di raccontare le storie dietro le grandi icone della canzone italiana.

Cinema del reale e cultura: i titoli in gara

Accanto ai documentari musicali, la cinquina per il Cinema del Reale comprende “Dom” di Massimiliano Battistella, “Film di Stato” di Roland Sejko, “Sciatunostro” di Leandro Picarella, “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi e “Toni, mio padre” di Anna Negri. Quest’ultimo, firmato dalla regista e figlia di Toni Negri, offre uno sguardo intimo sul filosofo e attivista.

Nella categoria Cinema, Spettacolo, Cultura sono finalisti: “Bobò” di Pippo Delbono, “Ellroy vs L.A.” di Francesco Zippel, “Elvira Notari. Oltre il silenzio” di Valerio Ciriaci, “Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra” di Roberto Andò e “Roberto Rossellini – Più di una vita”, diretto da Ilaria De Laurentiis con Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti. Qui si spazia dal teatro alla fotografia, passando per la storia del cinema italiano.

Premi speciali già assegnati

Alcuni riconoscimenti sono già stati consegnati. Il Nastro per il Documentario dell’anno è andato a “Attitudini: Nessuna” di Sophie Chiarello, che racconta la storia del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. Il Nastro della legalità è stato invece assegnato a “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” di Simone Manetti, dedicato alla vicenda del ricercatore ucciso in Egitto.

Il Sngci (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) ha fatto sapere che sono stati 195 i documentari visionati, tutti usciti nel 2025 e proposti entro lo scorso 31 dicembre dai principali festival e rassegne specializzate. Alcune opere sono passate anche in sala o in tv, oltre che sulle piattaforme digitali.

Nastri d’Argento: un traguardo storico

I Nastri d’Argento, che arrivano quest’anno all’80ª edizione, sono uno dei premi più antichi e importanti del cinema italiano. La manifestazione è organizzata dal Sngci con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, insieme a partner istituzionali e sponsor privati.

“Questa edizione racconta la vitalità del documentario italiano e la sua capacità di esplorare la realtà con linguaggi diversi”, ha detto Laura Delli Colli, presidente del Sngci. La serata del 2 marzo al Cinema Barberini sarà un momento d’incontro tra autori, produttori e pubblico. L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è mettere in luce storie e talenti spesso lontani dai riflettori del grande circuito commerciale.

Mentre si attende l’esito finale, l’attenzione resta puntata sui titoli in gara e sulle voci di chi continua a raccontare il Paese attraverso immagini e suoni.