Londra, 25 febbraio 2026 – La BBC è finita al centro delle polemiche dopo che, durante la cerimonia dei Bafta 2026, un insulto razzista è stato pronunciato e trasmesso senza alcuna censura. È successo domenica sera alla Royal Festival Hall di Londra, mentre gli attori Michael B. Jordan e Delroy Lindo, entrambi afroamericani e protagonisti del film “Sinners”, erano sul palco per consegnare un premio. La diretta, mandata in onda con due ore di ritardo rispetto all’evento dal vivo, non è stata modificata: la parola offensiva è rimasta nel montaggio finale, scatenando una valanga di reazioni.
La BBC chiede scusa per la svista
Poche ore dopo la messa in onda, la BBC ha diffuso un comunicato ufficiale in cui si scusa “profondamente per non aver rimosso quella parte”. L’emittente ha spiegato che la cerimonia era stata registrata e che, “per un errore tecnico”, quel segmento è passato inosservato. “Siamo consapevoli della gravità di quanto accaduto e stiamo rivedendo le procedure interne”, ha detto un portavoce. Sui social, tanti spettatori hanno espresso sconcerto e rabbia, chiedendo spiegazioni e maggiore attenzione nel trattare contenuti delicati.
John Davidson e la sindrome di Tourette al centro della bufera
A urlare l’insulto è stato individuato John Davidson, attivista scozzese noto per il suo impegno nella sensibilizzazione sulla sindrome di Tourette. Davidson, 54 anni, convive con questa condizione neurologica che provoca tic motori e vocali involontari. Da tempo racconta le difficoltà quotidiane legate alla malattia, partecipando a documentari e incontri nelle scuole. “Non posso controllare quello che dico in certi momenti”, aveva spiegato lui stesso alla BBC, sottolineando che i tic verbali possono includere anche parole offensive o bestemmie.
I Bafta, l’incidente e le reazioni in sala
L’episodio è avvenuto intorno alle 21:30, mentre Jordan e Lindo introducevano la categoria “Miglior attore protagonista”. In sala, diversi testimoni raccontano di un momento di imbarazzo: alcuni hanno distolto lo sguardo, altri hanno cercato di sdrammatizzare con un sorriso forzato. La presidente dei Bafta, Sara Putt, è poi intervenuta invitando il pubblico a “mantenere il rispetto reciproco”, senza però fare riferimento diretto all’accaduto. Secondo le prime ricostruzioni, Davidson avrebbe pronunciato altri insulti anche durante il discorso di Putt.
“I Swear”: il film ispirato a Davidson e il trionfo ai Bafta
La vicenda prende una piega particolare perché proprio Davidson ha ispirato il film “I Swear”, diretto da Kirk Jones e presentato lo scorso settembre al Toronto International Film Festival. Il protagonista, interpretato da Robert Aramayo, racconta la storia di un uomo scozzese con la Tourette alle prese con i pregiudizi della società. Il titolo fa riferimento all’impulso incontrollabile di pronunciare parolacce o bestemmie (“to swear”, in inglese), uno dei sintomi più noti della sindrome. Aramayo ha trionfato ai Bafta come miglior attore protagonista e come stella emergente. “Ho voluto restituire dignità e umanità a chi vive questa realtà ogni giorno”, ha detto durante la premiazione.
Inclusione e responsabilità: il dibattito che si riaccende
L’episodio ha riaperto il dibattito sul rapporto tra inclusione e responsabilità dei media. Da un lato, molte associazioni chiedono più attenzione nel raccontare le disabilità senza alimentare stereotipi; dall’altro, diversi commentatori mettono in guardia sul rischio che la trasmissione integrale di insulti razzisti possa diffondere messaggi d’odio. “Serve un equilibrio tra la tutela delle persone vulnerabili e il rispetto di chi può sentirsi ferito da certe parole”, ha osservato la sociologa inglese Mary O’Connor sulle pagine del Guardian.
I Bafta pronti a cambiare le regole per gli eventi dal vivo
In serata, la British Academy of Film and Television Arts ha annunciato l’intenzione di aggiornare le linee guida per la gestione degli eventi in diretta. “Vogliamo assicurarci che tutti si sentano accolti e rispettati”, ha spiegato un portavoce dei Bafta. Nel frattempo, la BBC ha avviato una revisione interna sulle procedure di controllo dei contenuti sensibili. La vicenda resta aperta: nelle prossime settimane sono attese nuove prese di posizione da parte delle istituzioni culturali britanniche.
