Roma, 25 febbraio 2026 – Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, cambia il modo di calcolare l’Isee. Ma secondo un sondaggio della startup FunniFin, questa novità lascia indifferenti tre lavoratori su quattro. La scadenza per presentare la domanda e sfruttare subito le nuove agevolazioni fiscali è il 28 febbraio. Eppure, il 75% degli intervistati – su un campione di 5mila utenti della piattaforma – pensa che il nuovo sistema non cambierà nulla nella loro vita. Più che una valutazione tecnica, questo dato riflette una sfiducia diffusa verso strumenti e meccanismi visti come lontani dalla realtà quotidiana.
Isee 2026, cosa cambia davvero
Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio non sono da poco. La franchigia sulla prima casa passa da 52.500 a 91.500 euro (fino a 120.000 euro per chi vive nei capoluoghi delle città metropolitane). Cambia anche la scala di equivalenza – quel parametro che tiene conto di quanti e quali sono i componenti della famiglia – con nuove maggiorazioni: 0,10 per le famiglie con due figli (una novità assoluta), 0,25 con tre figli e 0,55 con cinque o più figli. In pratica, per una famiglia con due figli e una casa di proprietà in una grande città, l’Isee può scendere di molto, aprendo la porta a prestazioni come assegno unico, bonus nido e assegno di inclusione.
Sfiducia e confusione: cosa dice il sondaggio FunniFin
Ma il sondaggio FunniFin racconta un’altra storia. “Il risultato non ci stupisce, ma ci preoccupa”, spiega Leonardo Capotosto, cofondatore della startup. “La maggior parte dei lavoratori non sa come capire se le nuove regole possono aiutarli o no. E quando non si capisce un meccanismo, si perde fiducia”. Dietro quel 75% di scettici ci sono domande semplici, ma spesso senza risposta: quanto conviene tenere soldi sul conto corrente? È meglio comprare casa o affittare? Quando va rifatto l’Isee?
Soldi in tasca e scelte da fare
Sui soldi in banca, gli esperti di FunniFin consigliano di lasciare solo quello che serve per le spese quotidiane e un piccolo margine di sicurezza. Il resto, dicono, è meglio investirlo o spostarlo su strumenti come titoli di Stato o buoni postali, esclusi dal calcolo Isee fino a 50.000 euro già dal 2024. Meno soldi fermi sul conto significano un Isee più basso e più chance di prendere bonus e agevolazioni.
Poi c’è il dubbio casa o affitto. La risposta dipende dal valore dell’immobile e dalla zona. Con le nuove franchigie, una casa di proprietà che rientra nei limiti non pesa più sull’Isee. In molti casi, soprattutto fuori dalle grandi città, comprare con un mutuo conviene anche per le agevolazioni.
Rinnovare l’Isee: scadenze e competenze che mancano
L’Isee va rinnovato ogni anno. Quest’anno la scadenza è il 28 febbraio: chi presenta la Dsu entro quella data ottiene il ricalcolo con le nuove regole e l’assegno unico più alto fin da gennaio, arretrati compresi. Chi fa tardi perde mesi di aumento. Ma per molti lavoratori queste informazioni restano poco chiare.
Perché? Perché in Italia le competenze finanziarie sono ancora basse. “Aumentare l’educazione finanziaria tra i dipendenti è una priorità”, aggiunge Capotosto. L’Edufin Index 2025 lo conferma: gli italiani raggiungono solo 56 punti su 100 in alfabetizzazione finanziaria, e la consapevolezza è ancora più bassa, a 54 punti. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto donne e giovani sotto i 40 anni.
Benefit aziendali e impatto sociale: la sfida
Se queste competenze non migliorano – avverte Capotosto – ogni riforma rischia di non arrivare a chi ne ha più bisogno. “Per questo i dipendenti hanno sempre più bisogno di un supporto concreto su questi temi”, conclude il cofondatore di FunniFin. Offrire un benefit che aiuti davvero il benessere finanziario può fare la differenza anche per la società.
Mentre si avvicina il 28 febbraio, resta il gap tra le intenzioni del legislatore e quello che realmente percepiscono i cittadini. Un divario che, almeno per ora, nessuna franchigia sembra riuscire a colmare davvero.
