Roma, 26 febbraio 2026 – La Banca d’Italia lancia l’allarme: in rete stanno circolando contenuti falsi che usano il nome e l’immagine del Governatore Fabio Panetta. Video, foto e articoli che lo mostrano come ospite di programmi televisivi o promotore di investimenti, ma sono tutti inganni. Secondo l’istituto, si tratta di materiale creato con la tecnologia deepfake, una forma di intelligenza artificiale che permette di manipolare volti e voci. Nessuno di questi contenuti ha alcun fondamento reale.
Deepfake e truffe: quando la finzione diventa pericolosa
La Banca d’Italia spiega che questi video e immagini circolano su vari canali digitali, spesso legati a piattaforme di investimento poco trasparenti. Lo scopo è chiaro: ingannare il pubblico e favorire truffe finanziarie. In alcuni casi, il volto e la voce del Governatore vengono modificati per farlo apparire in trasmissioni famose o per fargli dire cose mai dette.
I deepfake – video o audio costruiti con algoritmi di intelligenza artificiale – sono ormai una realtà anche nel nostro Paese. “È una minaccia concreta per la fiducia delle persone”, spiega un funzionario della Banca, sottolineando quanto sia difficile, davanti a queste manipolazioni, distinguere cosa è vero e cosa no, soprattutto quando si tratta di figure istituzionali.
Denuncia e raccomandazioni: la Banca d’Italia corre ai ripari
La Banca ha già presentato una denuncia formale all’Autorità giudiziaria per difendere l’immagine dell’istituto e del suo Governatore, ma anche per tutelare i risparmiatori. “Abbiamo agito in fretta – dicono da Via Nazionale – per fermare la diffusione di questi contenuti e proteggere i cittadini da possibili raggiri”.
Nella nota ufficiale, la Banca invita tutti a diffidare di questi video e messaggi. Se capita di vederli, meglio non seguirne le richieste e soprattutto non condividerli. L’appello è rivolto non solo agli utenti comuni, ma anche ai giornalisti e ai responsabili delle piattaforme social.
Solo dai canali ufficiali: come riconoscere le vere comunicazioni
Per evitare fraintendimenti, la Banca ricorda che le sue informazioni ufficiali si trovano solo sul sito istituzionale (www.bancaditalia.it) e sui canali social verificati: YouTube, X – Banca d’Italia, X – Ufficio stampa e LinkedIn. “Qualsiasi altro canale non è affidabile”, avvertono dall’ufficio stampa.
Il caso di Panetta si inserisce in un fenomeno più ampio legato alla disinformazione digitale. Negli ultimi mesi, in Europa sono aumentate le truffe online basate sui deepfake, spesso dirette a piccoli investitori o risparmiatori. Un rapporto dell’Europol di gennaio 2026 parla di un +40% di segnalazioni rispetto all’anno prima.
La sfida della credibilità: reazioni e futuro
La vicenda ha acceso il dibattito in politica e nel mondo finanziario. “Serve una legge più chiara contro le manipolazioni digitali”, ha detto il deputato Marco Ferri (PD), membro della Commissione Finanze. Anche l’Associazione Bancaria Italiana ha espresso “preoccupazione per l’effetto che questi inganni possono avere sulla fiducia nel sistema bancario”.
Nel frattempo, la Banca d’Italia invita tutti a stare con gli occhi aperti. “Mai fidarsi di offerte troppo allettanti o di messaggi che promettono guadagni facili”, spiega un portavoce. Solo così si potrà provare a fermare le truffe digitali che giocano sull’immagine delle istituzioni. Ma gli esperti avvertono: la battaglia contro i deepfake è appena iniziata.
